ED O'BRIEN - Blue Morpho

2026 (Transgressive)
art-rock

Un timido primo passo targato 2020,“Earth”: così ha preso forma la carriera da solista del più elegante dei membri dei Radiohead: Ed O’Brien, il ricorso a una sigla, EOB, confermava lo stile schivo dell’autore, ma era anche frutto di insicurezze legate alla depressione, quella stessa depressione che agita le acque del nuovo album del musicista di Oxford.

“Blue Morpho” è un disco tanto personale quanto corale, che nasce anche dai molteplici scambi creativi del chitarrista e percussionista inglese – l’incontro con Shabaka Hutchings al festival di Glastonbury, la casuale conoscenza in occasione di una gita scolastica con Paul Epworth (già produttore di Paul McCartney e Adele), il viaggio in Estonia e l’amicizia sbocciata in quel luogo con Tõnu Kõrvits, responsabile degli arrangiamenti per archi e del contributo dell’Orchestra da Camera di Tallinn – e che trova la definitiva genesi con la presenza di Dave Okumu alla chitarra, Crispin Robinson alle percussioni, Nick Ramm alle tastiere e Phil Selway, ex-compagno di O’Brien nei Radiohead, alla batteria.

 

Come un battito d’ali cattura l’attenzione, cosi “Blue Morpho” ridesta sensazioni che sfidano l’inesorabile passare del tempo. Ed O’Brien mette in musica gli incubi e le traumatiche sofferenze post-depressione con una lucidità e un’audacia che lacerano l’oscurità con tratteggi sonori colorati di blu, le stesse sfumature di colore della grande farfalla brasiliana che Ed osservò con stupore mentre viveva in Brasile.

Con “Blue Morpho”, O’Brien si emancipa dal ruolo di componente dei Radiohead, un’evoluzione che non trancia il legame con la band ma che ne sviluppa le più tortuose e mutevoli sonorità, tralasciando le malinconiche sfumature folk-psych più legate al formato canzone, in questo seguendo le sorti dei colleghi, ma con una dialettica che tiene costantemente a bada le nuance più soporifere post-“Kid A”.

Il primo brano, “Incantations”, detta subito le coordinate con una cavalcata post-rock ipnotica e vellutata che sul finale ingloba psichedelia, kraut-rock, space-rock e scampoli neo jazz, una perfetta introduzione per le ondeggianti sonorità di archi e i volteggi di voci e strumenti della title track (che per un attimo rimandano al connubio tra Robert Kirby e Nick Drake), prima autentica sorpresa di un disco dall’ampio respiro creativo.

 

Il sussulto tribal-funk farcito di psych-rock di “Teachers” e l’onirico viaggio a base di chitarre acustiche, voci e strumenti fluttuanti che prende corpo sul finale di “Sweet Spot” sono le due pagine più affini al passato condiviso da O’ Brien con la band. Ma è racchiusa nelle sfumature delle due tracce più brevi e intense, “Solfeggio” (appassionante e sensuale) e “Thin Places” (eterea e sospesa come un respiro nel silenzio), la chiave di volta che svela la profonda e meticolosa messa a punto di “Blue Morpho”. E sono comunque gli ultimi quasi dieci minuti di “Obrigado” il vero punto di forza dell’album, una bossa nova in chiave psych-soul dove si incontrano i Temptations di “Masterpiece” con le divagazioni sul tema di Pink Floyd e Os Mutantes. Un’esperienza sensoriale che evolve verso una forma di spiritualità inedita che esalta tutte le componenti musicali messe a disposizione da un musicista in piena euforia creativa, che ha scelto con cura i compagni di viaggio di un disco decisamente poco ordinario.

30/05/2026

Tracklist

  1. 1. Incantations
  2. 2. Blue Morpho
  3. 3. Sweet Spot
  4. 4. Teachers
  5. 5. Solfeggio
  6. 6. Thin Places
  7. 7. Obrigado

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