Il nome di Craig Fortnam è alquanto familiare ai nostri lettori, in particolar modo per le dissertazioni con la North Sea Radio Orchestra, un ensemble chamber-prog-folk che, tra i tanti meriti, ha quello di aver rievocato e portato a conoscenza delle nuove generazioni il capolavoro di Robert Wyatt “Rock Bottom”, abilmente rielaborato con la complicità dell’ex Henry Cow John Greaves, William D. Drake (Cardiacs) e Annie Barbazza, per un album (“ Folly Bololey (Songs From Robert Wyatt’s Rock Bottom)”) registrato nella italica Piacenza.
Craig Fortnam è solito esibirsi anche con il nome Arch Garrison (duo completato da James Larcombe, già membro della NSRO, e dei Stars In Battledress ), e ha all’attivo una discreta quantità di album da solista. Dopo aver partecipato all’ultimo album dei ritrovati Cardiacs, il musicista ha trovato tempo anche per un ultimo intrigante progetto con Laurent Valéro, pubblicato dall’etichetta nostrana Dark Companion.
”Empty Vessels” è un elegante raccolta di musica classica-medievale, l’anima folk del progetto e rimarcata dal suono della ghironda di James Larcombe, apprezzabile soprattutto nell’unico brano tradizionale “Bourée” e nella ardimentosa title track, e dall ’uso di flauti, viola e violini di Laurent Valéro, protagonisti della suggestiva “Cathedral” e di “Something”, uno strumentale dalle innovative fusioni tra passato e presente che funge da coda a “In The Magic Number” al punto da non essere tecnicamente separata.
A dispetto delle premesse stilistiche , “Empty Vessels” non è un disco di brani tradizionali rivisitati (unica eccezione la sopra citata “Bourée”) , non sono dunque solo le stravaganti divagazioni sperimentali di “In The Silent Places” o le esternazioni cantautorali di “Cries Of London” ad essere frutto della penna di Fortnam ma anche le gentili e raffinate “Inky “ e “Letting Go Not Letting Go”, due madrigali dal fascino antico. La voce di Annie Barbazza è protagonista, oltre che dell’appena citata “Letting Go Not Letting Go”, anche della traccia più elaborata e musicalmente ricca dell’opera, “White Swan”, una mini suite dalle imprevedibili sfaccettature strumentali, perfetta sintesi della capacità del duo di dar vita a nuovi prototipi di musica folk.
Spiace che un disco come “Empty Vessels” resti appannaggio di una ristretta cerchia di fan che seguono le nuove voci del folk e del Canterbury sound, per quanto l’album possa apparire come una parentesi nella carriera di Craig Fortnam è invece un importante tassello non solo della carriera del musicista ma dell’intera produzione dell’anno in corso, un’inusuale album folk in chiave rinascimentale/antica che vi sorprenderà ad ogni ascolto.
19/06/2026