Giunge al secondo capitolo discografico la fortunata collaborazione tra il chitarrista psych-folk Bill MacKay e Cooper Crain, già tastierista dei Bitchin Bajas.
Sotto la sigla BCMC, il duo firma “Stash”, un lavoro che si configura come un elegante affresco cosmic-folk, un ideale punto d’incontro tra le gelide e ipnotiche atmosfere cosmiche dei Tangerine Dream e le calde sonorità desertiche della chitarra di Ry Cooder.
Alle tonalità più crepuscolari e sospese delle quattro lunghe composizioni del primo album, “Foreign Smokes”, il duo avvicenda una musica dai tratti più vivaci e melodicamente incisivi; l’originale ibrido sonoro nelle mani dei due musicisti di Chicago si trasforma da potenzialmente narcotico a materia nobile, dinamica e a tratti persino swingante. Ai raga psichedelici in stile Pink Floyd (rievocati con toni lievemente più ruvidi nella prima traccia “Cleanse”), subentrano elaborate sonorità di organo e chitarra elettrica dai toni cangianti (“Kaleidosmoke”). In quest’ultimo brano svolazzi d’organo agitano il corpo centrale, note basse e cupe fungono da groove ed esplosioni chitarristiche squarciano il tessuto sonoro o emulano la magia delle tastiere che dominano nel finale.
Concettualmente meno sperimentale del primo album del duo, “Stash” è al contrario ricco di azzardi creativi. Le otto composizioni si confrontano ora con il progressive rock con le fluenti note d’organo di “Boulevard Treats”, ora con scenari country-western nelle polverose tinte cosmic-psych di “Badland Rag”. Desertica, arida, talvolta gelida la musica dei BCMC è allo stesso tempo avvolgente e fantasiosa: le ariose melodie di “Melodia Compacta” sono a tal punto delicate da librarsi come aquiloni nel vento, mentre l’incursione nel soul e nel blues tratteggiata dal dialogo tra organo e chitarra elettrica della sinuosa “Fin De Journée”, è un autentico trip sonoro.
“Stash” è un atipico esempio di musica minimale, in cui le poche note si rivelano espansive e solari (“Stella Solitaria”), giocose e ingenuamente futuristiche (“Tête-à-Tête”). Un’esperienza immersiva che, grazie a una registrazione completamente analogica, riconcilia l’ascoltatore con la musica come forma d’arte.
09/07/2026