LOLINA - Monopoly Of Mistakes

2026 (Relaxin)
minimal synth

Lolina è la reincarnazione di Inga Copeland, moniker con cui Alina Astrova a inizio anni Dieci impastava un pop etereo di matrice ipnagogica. Chiusa la collaborazione con Dean Blunt e il progetto Hype Williams, l’artista russa, oggi di stanza a Londra, ha virato verso un terreno emotivo fatto di dissonanze e minimalismo concettuale: un’economia dei mezzi che valorizza pochi strumenti gonfiandoli e dissacrandoli, tra atonalità e ritmi storti. Il rimando più immediato è quello dei Drexciya, per lo stesso caos sintetico e per gli strumenti che cadono come pioggia acida: synth che scivolano dalla sci-fi ai regni acquatici, drum machine scarne e una Roland TB-303, la stessa che i Phuture resero acida, qui portata al limite dello stridore.


Su tutto, domina un uso smodato di delay, riverberi e un abbecedario di effettistica che semina angoscia e inquietudine. I sintetizzatori lavorano su microtonalità e accordature imperfette, e il senso di straniamento cresce tra feedback e ritmi che suonano tutto fuorché a tempo; ogni strumento sembra andare per conto suo, salvo ritrovarsi nello stesso caos. Non tutto il disco segue però questo filone. La voce di Astrova accompagna diverse tracce, spesso manipolata tra i vocoder, con un tono stanco e canzonatorio: il canto è trattato alla stregua di uno strumento sintetico e alimenta un flusso derealizzato, freddo al tatto e volutamente indifferente.


Con un approccio rumoristico eppure ludico, e lontano dalla letargia notturna del progetto Inga Copeland, “Monopoly Of Mistakes” trova carattere nell’eccesso di tempi ritardati, storture del beat e accordature non convenzionali, quasi a volersi fare manifesto dell’errore. Lolina si muove come una dilettante allo sbaraglio, primo synth, prima registrazione, prima voce, ed è questo il suo riscontro più affascinante: una prossimità al lo-fi che, parafrasando quel poco che si sa di lei, pare adottata per ribellione alla sua formazione da critica d’arte. Tolta quella vicinanza alla bassa risoluzione, però, il rischio è una certa autoreferenzialità, che non manca di espedienti brillanti ma al contempo trattiene l’opera dal salto verso un rumore pienamente catartico.

10/08/2026

Tracklist

  1. 1. Border Beach
  2. 2. The Mercenaries
  3. 3. Monopoly Of Mistakes
  4. 4. Menace
  5. 5. Welcome To The Drift Of What's Already Begun
  6. 6. You Ask Me?
  7. 7. Stand Off
  8. 8. Back Against the Wall
  9. 9. My Favourite Technique
  10. 10. Everlasting
  11. 11. Penalty

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