Venticinque anni dopo, la storia dei CSI riparte dal luogo più simbolico possibile. Monte Sole, laddove si era chiuso un cerchio il 29 giugno 2001, quando Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali, senza Massimo Zamboni, si erano ritrovati per una serata in memoria di Giuseppe Dossetti. Era il canto del cigno dei CSI e la nascita di una nuova sigla PGR (Per Grazia Ricevuta), che però non avrebbe avuto la fortuna delle precedenti due (CCCP e CSI). La registrazione di quello storico concerto sarebbe diventata nel 2003 “Montesole 29 giugno 2001“. Venticinque anni dopo, i nostri sono di nuovo qui, sotto le insegne del glorioso Consorzio Suonatori Indipendenti. E stavolta c’è anche Zamboni.
Il concerto
Il concerto dei CSI, prima tappa del tour della reunion della band emiliana, ha inaugurato due date del Festival LUPO andate esaurite rapidamente: 5mila spettatori per serata, 10mila complessivi. I biglietti costavano circa 40 euro.
Lo show è iniziato alle 21,35, dopo un ritardo dovuto alle lunghe code all’ingresso. Dal palco era stato fatto sapere che il gruppo non avrebbe cominciato “finché non ci sono tutti”. Prima dell’arrivo dei musicisti è stata diffusa “Ma noi non ci saremo” in memoria di Francesco Guccini, poi la scaletta è partita con “In viaggio”.
Il palco, montato sotto una struttura di legno accanto al rifugio, era ridotto all’essenziale: poche luci, amplificatori, nessun maxischermo né effetti speciali. La visuale, però, è stata limitata per parte del pubblico dalla bassa altezza della pedana e dalla pendenza del prato. I musicisti erano disposti sulla stessa linea, senza una netta divisione fra Ferretti e il resto della band; Ferretti è rimasto seduto al centro per quasi tutto il concerto.
Il repertorio ha attraversato brani storici del repertorio del Consorzio come “Occidente”, “Del mondo”, “A tratti”, “Inquieto”, “Cupe vampe”, “Linea gotica”, “Irata”, “Esco”, “Bolormaa ci”, “Blu”, “Forma e sostanza”, “Ongii”, “Unità di produzione” e “Depressione Caspica”. Giovanni Lindo Ferretti ha scelto di non introdurre i brani con commenti sull’attualità, lasciando che fossero le canzoni a risuonare nel luogo della strage nazista di Marzabotto, dove tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, furono massacrate almeno 770 persone, in gran parte civili.
Tra i momenti più toccanti, la celebre cover di “E ti vengo a cercare” di Franco Battiato, che era stata inclusa in “Tabula rasa elettrificata“, l’ultimo album della saga del Consorzio. Ferretti e Di Marco l’hanno eseguita insieme dall’inizio alla fine, in una versione che ha portato il brano dentro le sonorità più cupe e dilatate dei CSI; nel finale è rimasta sola la voce di Di Marco sul verso “Perché ho bisogno della tua presenza”, seguita da un lungo applauso.
A chi dal pubblico gli chiedeva di alzarsi, Ferretti ha risposto da par suo: “Cari ragazzi, non è facile stare sul palco dei CSI, quindi, se ce la faccio, sto seduto. È un buon modo per riavvicinarsi a questo palco”. Al termine del set principale, prima dei bis, ha aggiunto: “Avete delle pretese altissime, ma dovete prendere quello che c’è!”.
Nei bis sono arrivate anche “Danza”, “Montesole”, “Matrilineare” e “M’importa ‘na sega”, prima della chiusura con “Buon anno ragazzi”, alle 23,55, dopo due ore e venti minuti di concerto. Con l’ultima frase, “nessuna garanzia per nessuno”, rimasta in loop mentre i musicisti lasciavano il palco.
Dopo il concerto, sui social media non è mancata qualche critica su aspetti tecnici del concerto, dai problemi di amplificazione della voce di Di Marco e dal volume eccessivo delle chitarre di Canali, fino a qualche problemino di Ferretti alla voce. Vedremo se nelle prossime tappe la macchina del Consorzio si perfezionerà. Ma ormai il dado è tratto. Il cerchio si è riaperto laddove era stato chiuso: i CSI ripartono da Monte Sole per un tour che, dopo il bis a Marzabotto di stasera, li vedrà In viaggio nelle seguenti tappe: 31 agosto Villafranca (Verona), 2 settembre Fasano (Brindisi), 4 settembre Spello (Perugia), 8 settembre Alba (Cuneo), 12 settembre Catania.
La scaletta
Noi non ci saremo (Francesco Guccini) – Intro
In viaggio
Occidente
Del mondo
A tratti
Inquieto
Cupe vampe
Linea gotica
Irata
Esco
Bolormaa
Blu
Forma e sostanza
Brace
Ongii
Unità di produzione
Depressione caspica
E ti vengo a cercare (Franco Battiato)
Fuochi nella notte
Montesole
Matrilineare
M’importa ‘na sega
Buon anno ragazzi