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Neue Deutsche Welle e dintorni: l’onda lunga tedesca

La new wave tedesca o Neue Deutsche Welle è al centro della nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti sulle frequenze digitali di Radio Città Aperta.
Un’incursione tra i tanti volti della Neue Deutsche Welle. Un movimento che, a partire dal 1976, ha sprigionato tutti i suoi germi contaminati dal punk e dalla new wave di marca Usa-Uk, facendoli attecchire nelle cantine underground di plumbee metropoli industriali teutoniche come Berlino, Düsseldorf, Amburgo, Hannover. Dai primi progetti sperimentali di artisti come DAF, Malaria!, Xmal Deutschland, Mittagspause, Abwärts & C. all’evoluzione elettropop che l’avrebbe proiettata nelle classifiche mondiali con nomi come Nena, Peter Schilling, Propaganda e Alphaville.

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Neue Deutsche Welle e dintorni

C’era una volta la Neue Deutsche Welle, ovvero la new wave che mise radici su in Germania, laddove i corrieri elettronici avevano aperto le porte al Cosmo e la rivoluzione kraut aveva tracciato nuove autobahn al rock. La nuova onda tedesca, a partire dal 1976, sprigiona tutti i suoi germi contaminati dal punk e dalla new wave di marca Usa-Uk, facendoli attecchire nelle cantine underground di plumbee metropoli industriali come Berlino Ovest, Düsseldorf, Amburgo, Hannover. Tra le peculiarità principali di tale ondata, bisogna rimarcare l’utilizzo (quasi) esclusivo della lingua tedesca e uno stile musicale a dir poco diversificato (la proposta dei Deutsch-Amerikanische Freundschaft non era affatto simile a quella dei vari Extrabreit, Abwärts oppure Ideal).
A ideare il termine, nel 1977, è uno studente, Jürgen Kramer, in una fanzine super-settoriale, Die 80er Jahre. Quindi l’espressione Neue Deutsche Welle appare per la prima volta in una pubblicità della casa discografica berlinese Der Zensor, sulla rivista musicale Sounds, nell’agosto 1979. Nell’annuncio, veniva associata al primo album dei Deutsch-Amerikanische Freundschaft, che saranno in effetti tra i principali protagonisti del movimento. Due mesi dopo, il termine, verrà rispolverato dal giornalista musicale Alfred Hilsberg per il titolo di una serie in tre parti di articoli per il Sounds (“Neue Deutsche Welle – Aus gray Stadtmauern”). L’etichetta NDW non si riferiva a uno stile musicale uniforme, ma a una vasta congerie di gruppi e artisti dalle attitudini disparate, tenuti insieme dall’utilizzo della lingua tedesca, dalla freschezza delle proposte sonore e da una carriera relativamente breve. Un live fast, die young di marca teutonica, insomma, applicato a un’esperienza come la new wave che nasceva sulle macerie dell’ormai agonizzante punk ma che pareva, a sua volta, condannata a esaurirsi in poco più di un lustro. In più, Berlino aggiungeva quel tocco plumbeo di guerra fredda e angoscia nucleare che con la new wave ha sempre fatto rima.
La Neue Deutsche Welle ha raccolto le tante sfaccettature della scena alternativa tedesca di derivazione punk e new wave, lanciando in orbita decine e decine di band già alla fine degli anni Settanta. Poi, all’inizio degli anni 80, ha iniziato anche a evolversi su un fronte più pop, raccogliendo meritati successi nelle classifiche internazionali, grazie ad artisti come Nena, Peter Schilling, Propaganda e Alphaville. Con i numi Kraftwerk – omaggiati nella “seconda sigla” con la sempiterna “Das Model“, ad aleggiare su questa intera stagione musicale.
La raccontiamo attraverso le sue varie sfaccettature in un viaggio musicale nella Germania a cavallo tra anni 70 e 80, che non si propone di essere ortodosso, ma, al solito, cerca di spaziare oltre i rigidi confini delle definizioni e delle etichette.


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Discografia

Sigla: Kraftwerk – Das Model

1. DAF – Als Wär’s Das Letzte Mal
2. DAF – Der Mussolini
3. Liaisons Dangereuses – Los niños del parque
4. Mittagspause – Testbild
5. Abwärts – Computerstaat
6. Nina Hagen – Unbeschreiblich weiblich
7. Malaria! – You Turn To Run
8. Malaria! – Kaltes Klares Wasser
9. Xmal Deutschland – Geheimnis
10. Xmal Deutschland – Incubus Succubus II
11. Palais Schaumburg – Telefon
12. Einstürzende Neubauten – Abfackeln!
13. Der Moderne Man – Der Unbekannte
14. Ideal – Blaue Augen
15. Extrabreit – Hurra, hurra, die Schule brennt
16. Nena – Irgendwie, Irgendwo, Irgendwann
17. Trio – Da Da Da
18. Peter Schilling – Major Tom (völlig losgelöst)
19. Falco – Jeanny
20. Fehlfarben – Ein Jahr (Es geht voran)
21. Der Plan – Da Vorne Steht Ne Ampel
22. Twins – Face To Face
23. Propaganda – p:Machinery
24. Alphaville – Sounds Like A Melody
25. Alphaville – To Germany With Love

Base strumentale: Malaria! - Einsam - Lonesome (instrumental)