Sono state le note di "Planet Telex" - con qualche piccolo problema tecnico, presto superato - a segnare l’avvio del concerto più atteso dell’anno, dissolvendo in un attimo il gelo dei sette anni di assenza. A Bologna i Radiohead hanno iniziato la tranche italiana del loro tour europeo. In quindicimila li hanno accolti all’Unipol Arena con un entusiasmo prevedibile, dopo il debutto europeo di Madrid. La data del 14 novembre inaugura una serie di quattro show consecutivi, tutti esauriti, ospitati dal palasport di Casalecchio di Reno.
La scaletta
Ecco la scaletta eseguita ieri dai Radiohead a Bologna nella prima data italiana:
Planet Telex
2 + 2 = 5
Sit Down. Stand Up.
Bloom
Lucky
Ful Stop
The Gloaming
There There
No Surprises
Videotape
Weird Fishes/Arpeggi
Everything in Its Right Place
15 Step
The National Anthem
Daydreaming
Subterranean Homesick Alien
Bodysnatchers
Idioteque
Encore
Fake Plastic Trees
Let Down
Paranoid Android
You and Whose Army?
A Wolf at the Door
Just
Karma Police
La cronaca della serata
Il gruppo suona al centro del parterre, su un palco circolare sovrastato da dodici schermi verticali. L’avvio, affidato "Planet Telex", brano chiave del secondo album "The Bends", introduce subito la doppietta "2+2=5" e "Sit Down Stand Up", con Yorke che guida un’Arena in movimento. Nelle prime canzoni un velo video oscura in parte la visuale, per poi alzarsi gradualmente, mentre la platea canta compatta il ritorno del gruppo dopo la pausa più lunga della loro carriera: l’ultima volta in Italia era il 2017. Alla batteria c’è Chris Vatalaro, che sostituisce Clive Deamer dei Portishead.
Dopo l’energia iniziale la scaletta prosegue con "Bloom" e "Lucky". Yorke appare in buona forma, la voce in equilibrio sugli arrangiamenti di Jonny Greenwood, mentre dal pubblico arriva il primo grande coro collettivo. "Ful Stop" fa da passaggio verso "The Gloaming" e "There There", confermando "Hail To The Thief" come il disco più rappresentato dopo "Ok Computer". La scelta non sorprende più di tanto, visto che da pochi mesi è uscito "Hail To The Thief, Live Recordings 2003-2009", contenente, nella medesima sequenza della versione in studio, dodici delle complessive 14 tracce dell'album originale in studio (mancano all'appello "Backdrifts" e "A Punchup At A Wedding").
"No Surprises" è uno dei momenti più partecipati e strappa a Yorke il primo “grazie”. Da "In Rainbows" arrivano invece "Videotape" e "Arpeggi", con Ed O’Brien ai cori. Tutto sembra incastrarsi con naturalezza fino a "Everything In Its Right Place", il brano d'apertura del rivoluzionario "Kid A". Il palco circolare consente a Yorke di muoversi su tutti i lati, soprattutto in "15 Step". Non c’è pausa: "The National Anthem" mantiene alta la tensione. "Daydreaming" introduce un breve “tutto bene?” del frontman, prima di "Subterranean Homesick Alien", "Bodysnatchers" e "Idioteque", che chiudono una prima parte intensa, durata circa novanta minuti.
I bis aprono con una versione acustica di "Fake Plastic Trees", che riporta idealmente gli spettatori negli anni Novanta della Cool Britannia e prepara la sequenza "Let Down" e "Paranoid Android", accolta da un boato. Gli acuti di Yorke si alternano alle chitarre taglienti di Greenwood. "You And Whose Army" è l’unico estratto dall'altra prodezza "Amnesiac", mentre "Wolf At The Door", raramente eseguita dal vivo, si rivela uno dei momenti più forti della serata. "Just" richiama l’inizio, ancora da "The Bends", prima del gran finale con la struggente "Karma Police", accompagnata dal coro dell’intera arena. Poco più di due ore, venticinque brani, pochissime parole e una band tornata a pieno regime. In meno di ventiquattr’ore si replica, con un nuovo concerto e una nuova scaletta per altri quindicimila spettatori.
I video dello show
Ecco qui sotto alcuni video del concerto caricati dai fan.
Lo spirito del tour
La selezione live, dunque, attraversa l’intera discografia, dagli album più sperimentali come "Kid A" e "Amnesiac" al capolavoro "Ok Computer" e ai più recenti "Hail To The Thief" e "In Rainbows" e all'ultimo lavoro realizzato dalla band inglese, "A Moon Shaped Pool" del 2016, confermando l’approccio non lineare che Yorke e compagni ha consolidato nel tempo. Gli appuntamenti bolognesi si preannunciano quindi come tappe autonome, con setlist riscritte ogni sera. Per il pubblico, l’attesa non riguarda solo i brani, ma anche l’ordine, gli accostamenti e le sorprese che la band sceglierà di inserire di volta in volta.
In un recente messaggio ai fan, il batterista e percussionista Philip Selway ha spiegato lo spirito con cui la band è tornata in attività: “L’anno scorso ci siamo ritrovati per provare, tanto per farlo. Dopo una pausa di sette anni, è stato bellissimo tornare a suonare i brani e riconnettersi con un’identità musicale che è diventata parte profonda di tutti e cinque noi. Questo ci ha anche fatto venire voglia di suonare qualche concerto insieme, quindi speriamo che possiate venire a una delle prossime date. Per ora saranno solo queste, ma chissà dove ci porterà tutto questo". Sebbene non pubblichino nuovo materiale dal 2016, i Radiohead sembrano dunque concentrati soprattutto sul piacere di suonare insieme di nuovo. “Non abbiamo pensato oltre il tour,” ha ammesso Thom Yorke. “Siamo solo stupiti di essere arrivati fin qui”. In una recente intervista al Times, il frontman ha poi spiegato i motivi della interruzione dell'attività della band. “Credo che a un certo punto le ruote si siano un po’ staccate, quindi abbiamo dovuto fermarci”, ha raccontato il leader dei Radiohead, ricordando il periodo successivo al tour di “A Moon Shaped Pool” del 2016. “C’erano molti elementi in gioco. I concerti andavano benissimo, ma la sensazione era: fermiamoci ora, prima di finire giù da un dirupo”.
Yorke ha spiegato che lo stop era necessario anche sul piano personale: “Avevo bisogno di fermarmi comunque. Non mi ero mai davvero concesso il tempo di elaborare il lutto”, ha detto riferendosi alla morte di Rachel Owen, sua ex compagna e madre dei suoi figli, scomparsa nel 2016 per un tumore. “Il dolore stava venendo fuori in modi che mi facevano pensare: devo allontanarmi da tutto questo”. Il cantante ha descritto il legame ambivalente con la musica in quel periodo: “La musica può aiutarti a trovare un senso nelle cose, ma dover smettere, anche quando ha senso farlo, perché non stai bene... anche nei momenti peggiori non riesco. Ho bisogno di qualcosa a cui aggrapparmi. Ma ci sono stati momenti in cui cercavo conforto nel suonare il pianoforte e mi faceva male. Fisicamente. La musica stessa faceva male, perché stavo attraversando un trauma”.
Il calendario dei concerti
Il calendario online sul sito ufficiale prevede anche più concerti consecutivi in ciascuna città. Dopo le quattro tappe di Madrid, ecco le prossime date:
Bologna (Unipol Arena) – 15, 17, 18 novembre
Londra (The O₂ Arena) – 21, 22, 24, 25 novembre
Copenaghen (Royal Arena) – 1, 2, 4, 5 dicembre
Berlino (Uber Arena) – 8, 9, 11, 12 dicembre
L’ultimo album dei Radiohead, "A Moon Shaped Pool", risale al 2016. L’anno successivo, la band ha pubblicato una riedizione per il 20º anniversario del fondamentale Lp "OK Computer", intitolata "OKNOTOK 1997 2017", e nel 2021 ha rilasciato "Kid A Mnesia", una raccolta per l’anniversario contenente le tracce di "Kid A", "Amnesiac" e materiale inedito. Da allora, però, Yorke si è concentrato su The Smile, progetto che ha creato con Greenwood e il batterista Tom Skinner.