Johnny Marr festeggia dieci anni di carriera solista, ma non dimentica la storia della sua vecchia band. Così, durante l'ultima delle due esibizioni agli Aviva Studios di Manchester, che celebravano proprio il decennale del suo album d'esordio ("The Messenger", 20013), il chitarrista di Manchester ha eseguito a sorpresa in scaletta diversi brani degli Smiths come "There Is A Light That Never Goes Out", "Please, Please, Please Let Me Get What I Want", "How Soon Is Now?", "Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me" e "Panic". Ad accompagnarlo, un'orchestra di trenta elementi diretta da Fiona Brice. Guarda tre di queste performance qui sotto.
La carriera di Johnny Marr si è articolata finora in tre momenti ben distinti. Il primo è quello che ha marchiato a fuoco un'intera generazione, quando gli Smiths non erano soltanto la band più importante del pop inglese ma anche quella con il chitarrista più talentuoso. Il secondo ha reso manifesta la necessità di Johnny di concentrarsi su un gran numero di novità (gli Electronic, i 7 Worlds Collide, il ruolo di guida spirituale per band più giovani come Modest Mouse e Cribs, il turnismo e le collaborazioni di lusso al servizio di The The, Pretenders, Oasis, Pet Shop Boys, Beck, Karl Bartos, Hans Zimmer). Il terzo invece è iniziato circa dieci anni fa, con l'avventura solista vera e propria, che ha visto il Nostro metterci (oltre alla faccia) per la prima volta anche la voce. L'ultimo album solista di Johnny Marr, "Fever Dreams Pts 1-4", risale al 2022. Una conferma del suo nuovo corso, dedito a un songwriting marcatamente pop-rock, nel quale la complessità delle parti di chitarra ha perso di importanza, ma resta l'attenzione alle linee melodiche, agli arpeggi jangle e a un'atmosfera malinconica.