Cat Stevens

Foreigner Suite

Cat Stevens – Foreigner Suite

 (inclusa nell’album “Foreigner”, Island, 1973)

La “Foreigner Suite” ha sempre posseduto un angolino speciale del mio cuore, vai a saper perché. Quei diciotto minuti di Suite, un’alternanza di… tre? quattro? cinque? (mai contati, perché rompere un incantesimo?) frammenti diversi – come sono del resto le suite, da “Supper’s Ready” a “A Day In The Life” – ho sempre pensato fossero un raro esempio di come il pop (lo chiamavamo rock in quel 1973) potesse essere dolce e funky, arioso e intimo, leggero come una corsa sulla spiaggia e commovente come incontrare la ragazza che è stata “programmata in Paradiso”.

Eppure, se vai nelle Enciclopedie, al massimo raccatta un tre stelle contro le cinque di  “Tea For The Tillerman“, “Teaser And Firecat”, “Catch Bull At Four” e “Buddha e la Sua Scatola di Cioccolata. Sono dischi bellissimi, per carità, una hit dietro l’altra, pillole di saggezza da un giovane ragazzo greco, cresciuto sopra il negozio di papà a Londra, che era già stato teen star prima che la tubercolosi gli ricordasse che è davvero un mondo selvaggio, là fuori.

Poi era tornato, giovane saggio che scriveva di padri e figli, e bambini che non hanno più luoghi dove giocare, di lune luminose e mattine infrante. Un ecologista dell’anima. Un poeta pieno di vita e di riccioli, sempre al centro di bellezze di tutti i tipi e bon vivant delle notti londinesi. Ora stava davvero al piano più alto, non quello sopra il negozio di papà. Impossibile non amarlo, Venditti e De Gregori ve lo confermeranno. Nel mondo era un top ten garantito, in Italia la sua fama era grande, inserito quindi di diritto nella sconsiderata guerra fra David Zard e Stampa Alternativa, serata al Palasport tesissima antitetica a qualsiasi musica, figurati la sua, ma almeno c’eravamo risparmiati i lacrimogeni.

Ma “Foreigner”, pensato in Brasile e inciso in Jamaica, era qualcos’altro, ancor più dal vivo: echi di reggae e shuffle, samba e fiati alla “Shaft”, r’n’b black e world che entrano nella palette del più delicato dei cantautori europei. Copertina bianca con una-faccia-una-razza e, dentro, quella cartolina disegnata con ombrellone e spiaggia tropicale – l’ideale di fuga/vita/approdo di chiunque sognasse-a-depliant. Tipo me. Quella suite era la fuga e il sogno, la donna ideale e il ritorno felice. Ma non era stato un successone. Forse il suo unico album senza un major hit. Bocciato dalla critica. Sottovalutato, se ce n’è uno. A volte, tre stelle son meglio di cinque.

Quando stasera l’ho messa, era sulla fiducia, sulla memoria. Sì, ogni qualche anno l’ho ripresa (come dice l’incipit-tormentone) ma non l’avevo mai “vista live”. Ma voi, l’avete vista? O avete messo solo un “mi piace” o un cuoricino sulla fiducia e sulla memoria, come me? Non è che vi siete messi comodi, volume alto a schermo pieno (anche se la qualità è quel che è) e vi ci siete gettati dentro? Se non l’avete fatto, trovate venti minuti del vostro tempo migliore, e fate un tuffo.

C’è un uomo al piano in redingote azzurra, bello e (im)possibile, sorridente ed estatico che guida un pattuglione di super-musicisti verso la fine di uno special tv, “Moon & Star”, 9 novembre ‘73 (lo dico subito, non esiste in commercio). Non ci sono solo le batterie di Gerry Conway (IL batterista del folk-rock inglese) e Bernard Purdie (uno che ha suonato con James Brown e, giusto per capirci, in entrambe le band di Aretha Franklin e King Curtis la sera in cui hanno entrambi inciso il loro “Live At Fillmore”. Insomma, dire funky è solo l’inizio). Jean Roussel, che svisa jazz sul suo piano elettrico, viene dalle Mauritius (ha suonato con infiniti, da Dusty Springfield a Bob Marley). Bruce Lynch al basso, alle chitarre il suo fido Alun Davis e (incredibile) Danny Kortchmar che sarà con Jackson. Ci sono cori gospel e sezione fiati da black music, e per non farsi mancare nulla, un Direttore e la sua orchestra.

E’ musica come non esiste più (grazie YouTube). C’è tutto il meglio di quella musica che amiamo – spero per voi – ancora: melodia e romanticismo, passione e finesse, morbidezze struggenti e ritmi di gioia e festa. Composta con maestria, cantata con l’anima, suonata magnificamente. E’ essere cullati da carezze sul pianoforte e poi saltare in piedi quando parte il treno di Bernard. E’ sognare e sorridere da soli, e capire che in essenza tutto quello che hai fatto nella vita è stato grazie alla musica, e per la musica. Ho trasmesso. Quello e nient’altro. In fondo, è bello intuire il proprio ruolo nella grande ruota. Ma torniamo a Cat.

Datemi retta, trovate ‘sti venti minuti, anche perché è domenica. Perché, faccio lo spoiler, dopo questa cavalcata piena di miele e di fuoco, quando si è creata una tensione, sexy e passionale come poche, tutto si apre, e si scivola verso il finale. E’ un’apertura, il release che non arrivava mai, è la leggerezza che innalza lo spirito, è la felicità che invade la scena, è il lieto fine e succede al minuto 14.20: “Il momento in cui sei entrata dalla porta, ho capito che non dovevo cercare più/ ho visto molte ragazze prima, ma dev’esser stato il Paradiso a programmare te”. Dedicata a chi l’ha provato, almeno una volta. “Love love love… love must have made you on a Sunday…”.

Buona domenica. Godetevela.

Ndr: Se desiderate conoscere la lista dei 100 (anzi…di più!) dischi del cuore di Carlo, la potrete trovare qui, con tutte le mini-recensioni del caso.

There are no words, I can use

Because the meaning still leaves for you to choose

And I couldn’t stand to let them be abused, by you

Dreams I had just last night

Made me scared, white with fright

But I’m over to that sunnyside road

Over to that sunnyside road

Fortunes come and fortunes go

But things get better babe, that’s one thing I know

And I’m over to that Sunnyside road

Over to that Sunnyside road

I have a friend that I have met

Who gives me love and a certain respect

Just a little respect, everybody needs just a little respect

That means you…you…

And in a little while our love will spread

To you

Ain’t no matter who inside this world you know

There’ll he someone who will love you just for who you are

Really are

Dreams I had just last night

Made me worried to face up to the light

But I’m over to that Sunnyside road

Over to that Sunnyside road

Come on now it’s freedom calling

Come on over and find yourself

Come on now it’s freedom calling

Come on in and remind yourself

Oh darling, you see my face

But it’s in my heart that’s where it’s taking place

And I couldn’t stand to let it go to waste

Can you…

Oh love, sweet blue love

No man can ever get enough

But maybe one day we’ll all die in love

Will you…oh love, sweet love, my…love

Oh babe, understand

Take my love that’s all I have at hand

Please say you will…don’t say you can’t

Oh will you will you will you

The moment you walked inside my door

I knew’ that I need not look no more

I’ve seen many other girls before, ah but darling

Heaven must’ve programmed you

The moment you fell inside my dreams

I realized all I had not seen

I’ve seen many other girls before, ah hot darling

Heaven must’ve programmed you

You can live in the largest house

And eleven apartments too

Run your own private plane

And a boat in Malibu

But ‘till you know’ deep down what inside you really need

Well I love you baby, ooh my dear

And I think about you sometimes

But when you’re with me boy it chokes my mind

Come on now it’s freedom calling

Come on over and find yourself

Come on now it’s freedom calling

Come on in and remind yourself

Man must fight for freedom sure that’s what most other people would say

Look for a body to lead them but there’s too many to lead them away.

Why wait until it’s your time to die before you learn what you were born to do’?

Come on now it’s freedom calling but there’s only one freedom for you.

Love, love boy…

And I can’t wait to be with you tomorrow night.

Won’t you give me your word that you won’t laugh

Cause you’ve been a saving grace to me

And I’d hate to face a day without you around

My life would be without sound

Love, love, love, love must’ve made you on a Sunday

Cause you taste to me as good as god made honey taste babe

And the sky all glistens with gold

When you’re talking to me

And the whirling wind turns to song

Why it sets my soul free

Love, love. love. Love must’ve made you on a Sunday

There are no words. I can use

Because the meaning still leaves for you to choose

And I couldn’t stand to let them be abused, by you