È un album estroso e fuori dalle regole, “The Red Castle”, ennesima narrazione allegorica del cantautore canadese, questa volta alle prese con l’eterno dilemma tra sacro e profano. Un viaggio tra luoghi e cerimoniali funebri che l’autore ha concepito dopo aver accompagnato il padre nel difficile percorso della morte assistita e durante un viaggio in luoghi sacri situati nella vecchia Europa.
Da sempre abile nel reinventare gli stilemi del chamber-folk, John Southworth accosta a strumenti convenzionali, come piano, contrabbasso e archi, un meno tipico harmonium, oltre a una serie di manufatti artigianali come una chitarra portoghese, una viola da gamba e la nychelharpa.
La voce diafana, stanca e sciupata di Southworth sottolinea senza enfasi l’atipica atmosfera spirituale di “The Red Castle”, tra pagine ora più eteree (“Moonball”) e canzoni folk-pop dal passo leggiadro (“Town Of The Castle”). Gli arrangiamenti hanno un fascino mitteleuropeo che evoca notti parigine a tempo di folk-jazz (“Burning Of The Notre Dame”), algide terre del Nord descritte con un filo di voce e un elegante tocco di piano (“Saint John’s Flood”).
La malinconia è sempre nell’ombra, fedele compagna della triste storia di un passero morto per il freddo in “Edenborough”, ma anche presenza ostile della pur angelica e fluente melodia neoclassicheggiante di “You Found Your Flower”.
Anche questa volta l’album di John Southworth meriterebbe un’analisi più dettagliata. Meglio spendere però poche ma convincenti parole su “The Red Castle”, un progetto che nelle intenzioni dell’autore vuole unire alla sacralità della preghiera la laica leggerezza della musica pop. Un’apparente distonia racchiusa egregiamente negli ultimi due brani dell’album, la semplice e accattivante “Try To Be Like Robin Hood” e la straordinaria “Let People Die”, che con toni tanto sacrali quanto terreni saluta per l’ultima volta il defunto padre con parole tanto toccanti quanto amare: “Perché continuare a vivere quando non c’è vita?”, “Morire con compassione, morire dignitosamente, non c’è fine, solo inizi”.
17/12/2025