DICTAPHONE - Unstable

2025 (Denovali)
dark-jazz, glitch

Scelte curiose, quelle dei Dictaphone. Immaginate di registrare un album dark jazz, di quelli che potrebbero scorrere come colonna sonora di un film muto, per poi inserire spoken word invadenti e ronzi elettroacustici nella prima metà: è il caso di questo disco. Il titolo “Unstable” sembra più che appropriato, ma quel che emerge non è solo irrequietezza su base noir, bensì un’inquietudine che sconfina nel disorientamento, con scelte che, più che ardite, risultano talvolta infelici.

Attivi dal 1998, Oliver Doerell e Roger Döring hanno attraversato una carriera a corrente alternata, con il vertice rappresentato dall’Ep “Nacht” del 2004: a mani basse, una delle incursioni più affascinanti del decennio Zero.

Il ricettario dark trae spunto da un’atmosfera fumosa, da thriller metropolitano: sassofono e clarinetto si avvolgono come fumi densi sull’operato di Doerell, che intreccia percussioni sintetiche, bassi cupi e musica concreta, dalle interferenze radio al ronzio insistente delle zanzare.

È nei momenti più minimalisti che il progetto ritrova consistenza: quando sassofono e clarinetto smettono di avvolgersi come fumi densi e lasciano spazio alla componente melodica, il respiro si fa più largo. Soprattutto in “La Fin”, intrisa di turbamenti e ombre striscianti, l’atmosfera riesce finalmente a distendersi, e si intravede il duo che potrebbe essere. Ci si chiede se undici tracce fossero necessarie: in forma più contenuta, avrebbe probabilmente posseduto più forza.

27/10/2025

Tracklist

  1. 1. Desplendor
  2. 2. La Visite
  3. 3. Casca Il Mondo
  4. 4. Don't Move
  5. 5. 122
  6. 6. Philips Geist
  7. 7. Unstable
  8. 8. Dod24
  9. 9. Etterbeek
  10. 10. Illustration
  11. 11. La Fin

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