A volte è solo una questione di tornare alle origini, per delineare meglio il proprio futuro. Per Buck Curran questo ritorno significa rientrare in possesso di una chitarra del 1990 realizzata dal liutaio inglese Stefan Sobell, chitarra con cui il musicista statunitense aveva registrato i brani che avrebbero poi composto “Wayfaring Summer” degli Arborea. Venduta per finanziare le prime tournée internazionali, la riottiene dopo diciotto anni di forzata separazione e con essa riallaccia un filo tenuto sospeso per troppo tempo, un filo creativo che in “Far Driven Sun” trova nuovo slancio e ispirazione. Essenziale ma non meno evocativa, la nuova raccolta dell’autore ne ribadisce l’afflato cosmico, quel carattere meditativo che lo pone come autentico erede di Robbie Basho.
In questo progetto di ragionato rigore, torna sempre centrale il potere degli affetti, la forza irradiata dalla loro energia: testimone “Unicorn Song”, così nominata dalla figlia di Curran, brano illuminato da una luce vistosa, che ne enfatizza l’andamento spedito e sicuro, il più vicino a una forma folk-rock. Anche nelle molte parentesi di maggiore distensione la chitarra del musicista emana un calore diffuso, un senso di appartenenza che si riverbera nell’universo stesso.
Le lente scansioni di “You Are My Sun” esprimono meglio di mille parole il potere della grazia e dell’amore; il tocco arido di “Deserto Parallax” riprende tali sentimenti e li avvolge in una veste mistica, piena di domande senza risposta.
Tutto assume fattezze arcane, forme colme di mistero quali il chitarrista ha sempre saputo sondare con grande accuratezza: l’ambience di “Iliad” è l’ideale riassunto di tale ricerca, uno stupefatto commuoversi di fronti ai grandi interrogativi, l’incedere e il ripartire di accordi che da soli sondano l’ineffabile.
Ci pensano le fitte armoniche di “Solstice”, gli sparsi incanti di “Bells” e il profondo mattutino di “May 10th, 5:15” a dotare di maggiore concretezza il senso di stupore immortalato da Curran. In viaggio con un’amica ritrovata, il musicista mette in mostra il suo lato più arioso e vitale, senza necessità di testo alcuno. Un sole lontano, eppure potentissimo.
22/09/2025