Bryan Adams - Roll With The Punches

2025 (Bad Records)
pop-rock, songwriter

Bryan Adams è il classico bersaglio facile della critica indiesnob. La “colpa” è in gran addebitabile al successo planetario di alcuni suoi inni rock, sapientemente costruiti su uno stile semplice e accattivante, senza rinunciare a una patina malinconica che a volte – questo sì – si è tramutata in indigeribile melassa: su tutte, la famigerata “(Everything I Do) I Do It For You” per la colonna sonora del film “Robin Hood”. La lettera scarlatta Aor è stata il colpo di grazia finale, apposto per bollarlo irrimediabilmente come off.
Sgombrando il campo dai pregiudizi, però, non si può non riconoscere al rocker canadese l’indubbia efficacia di quell’originale mix di anthem rock (“Summer Of ’69” su tutti) e ballate struggenti (“Heaven” e dintorni) che ha caratterizzato il suo repertorio migliore, all’altezza del bestseller “Reckless” (1984), per intenderci. Certe volte, però, la pervicacia è la peggior nemica di un musicista. “Roll With The Punches” è il sedicesimo album in studio del cantautore dell’Ontario, pubblicato attraverso la sua etichetta indipendente, Bad Records. Una cifra decisamente al di sopra delle possibilità compositive in canna oggi al buon Adams, che di suo ci mette comunque sempre una buona dose di passione e mestiere.

Presentato come un ritorno alle sue radici rock, il disco si rivela come l’ennesimo esercizio di stile di un artista che ha già dato il meglio di sé molto tempo fa e che si ostina a inseguire una formula ormai logora, priva di quella scintilla che la rendeva coinvolgente. Apre le danze la title track, una collaborazione con il produttore Mutt Lange, che richiama le sonorità di “Waking Up The Neighbours” del 1991, ma che, nonostante l’energia iniziale, manca della necessaria freschezza. “Make Up Your Mind” affronta il dilemma di una relazione: andare avanti insieme o voltare pagina definitivamente. “Never Ever Let You Go” – con un video musicale che vede la partecipazione di Elizabeth Hurley – gioca la carta della power ballad ma senza un ritornello altezza, mentre “A Little More Understanding” – forse l’episodio migliore – mescola funk e rock lanciando un messaggio di unità in tempi complessi.
Tra le ballate, “Life Is Beautiful” si presenta come un inno pacifista, mentre la springsteeniana “Love Is Stronger Than Hate” racconta la guerra attraverso gli occhi di un soldato costretto a confrontarsi con gli orrori vissuti e a reintegrarsi nella società. “How’s That Working For Ya” indirizza un messaggio critico a chi si abbandona a sé stesso, mentre “Two Arms To Hold You” celebra le gioie dell’amore in una vampata di ottimismo. E se “Be The Reason” prova a battere nuovamente sentieri rock con una chiamata al riarmo morale, la conclusiva “Will We Ever Be Friends Again” chiude agrodolce, raccontando la fine di una relazione e l’incertezza del riavvicinamento (con videoclip a supporto girato in Islanda).

Sarebbe stato divertente prendersi gioco ancora una volta degli indiesnob, ma stavolta c’è davvero poco da salvare, in “Roll With The Punches”: un disco onesto, ma altrettanto piatto e privo di sussulti. Sarà comunque l’occasione per Adams di mettere in mostra ancora una volta le sue doti di performer live in tour, in attesa di nuove prove discografiche più convincenti. Provaci ancora, Bryan (o forse no!).

Tracklist

  1. Roll with the Punches
  2. Make Up Your Mind
  3. Never Ever Let You Go
  4. A Little More Understanding
  5. Life Is Beautiful
  6. Love Is Stronger Than Hate
  7. How's That Workin' for Ya
  8. Two Arms to Hold You
  9. Be the Reason
  10. Will We Ever Be Friends Again




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