BRENDON MOELLER - Blue Moon

2025 (Esp institute)
minimal drum and bass

Originario di Johannesburg e trapiantato a New York dalla prima metà dei Novanta, Brendon Moeller ha costruito per decenni il suo lessico tra echi giamaicani, techno riduzionista e lisergia dub. Un’ortodossia che saccheggiava i Basic Channel riducendone il verbo a scatti coincisi e ridotti al midollo, dove l’estetica Berghain e Tresor fungeva da orizzonte invalicabile. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. “Blue Moon” segna una nuova traiettoria: intrecciare la sensibilità dub techno con la grammatica della minimal drum’n’bass, guardando più a Looking Good Records che al catalogo di cv313 e DeepChord.

“Further”, uscito a fine 2024, aveva anticipato la mutazione, ma è “Blue Moon”, a rappresentarne l’epifania: un ventaglio di paesaggi fluttuanti che riscrive le coordinate di Seba, Lotek e PFM (non il gruppo prog italiano, ma Mike Bolton, figura chiave della drum’n’bass). Qui, il canone è destrutturato in armonie gentili e un immaginario acquatico e futurista, che sembra esplorare un pianeta sospeso in un millennio remoto: in sei brani, Moeller riesce a rifondare il proprio percorso.

Una riscoperta che vive tramite la contemplazione di Aural Imbalance e Deep Space Organisms, filtrata attraverso le geometrie spezzate del jungle e l’astrazione numerica dell’Idm. Ne emerge qualcosa di rarefatto, un susseguirsi di arpeggi dove i beat si dissolvono in armonie sospese e il basso diventa paesaggio più che ritmo. L’eco del passato risuona forte, ma viene rifratta dallo sguardo sobrio e misurato di chi quella stagione l’ha attraversata fino in fondo.

26/04/2025

Tracklist

  1. 1. Deep Blue
  2. 2. Feast
  3. 3. Vibrations
  4. 4. Depth Charge
  5. 5. Ruins
  6. 6. Signals

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