Con il passare del tempo le alterazioni folk-pop ed elettroniche di Helado Negro sono diventate sempre più profonde e taglienti. All’ingenuo melange pop degli esordi è subentrato un approccio più avventuroso. La musica di Roberto Carlos Lange si è evoluta verso una forma ricca e sfaccettata, concretizzatasi nell’ottimo “This Is How You Smile”, prototipo di uno stile ormai consolidato, non avulso dalla sperimentazione e da nuove incursioni nella tecnologia come fonte di ispirazione.
Spesso archiviata come colta ed elegante musica di sottofondo, quella di Helado Negro è in verità non priva d’imprevedibilità e interessanti intuizioni sonore.
Il nuovo album “Phasor” è il frutto di una lunga giornata passata dal musicista al cospetto di SAL, un sintetizzatore ideato da Salvatore Martriano nei primi anni 70, uno strumento analogico-digitale nel quale l’elemento umano è altamente funzionale al risultato finale.
Indomito e inquieto, elegante e viscerale nel suo alternarsi tra musica elettronica e analogica, l’ultimo album del musicista di Brooklyn (figlio di immigrati ecuadoriani), è un ulteriore esempio di quell’impressionismo sonoro che, nel dare attenzione alle sfumature e alle dissolvenze, ridefinisce stili e concezioni armonica. Helado Negro rielabora il concetto di world music tra romantici e sensuali groove ritmici (“I Just Want To Wake Up With You”) ed eleganti astrazioni timbriche adagiate su ondeggianti tappeti percussivi (“Out There”), senza mai rinunciare a una lieve vena psichedelica che regge sia l’urto della contaminazione elettronica (l’eccellente “Wish You Could Be Here”) che il brio sotterraneo della dissonanza e del minimalismo (“Echo Tricks Me”).
Il fascino di “Phasor” è racchiuso nell’intelligente utilizzo di loop, ritmi dance e latin-folk senza alcun cliché tipico dell’indie-folk o dell’elettronica più gelida (il paragone con “Smoochy di Ryuichi Sakamoto è eleggibile). Le infinite sfumature emotive ritmiche vocali e strumentali di “Colores Del Mar”, la subdola e indecifrabile sensualità di “Best For You And Me” e la saudade, ora inquieta nella struggente ballata “Flores”, ora empia di stupore nella prelibata folk-song tinteggiata di flamenco di “Es Una Fantasia” sono prelibatezze che nessuna AI potrai mai forgiare.
Dopo l’esaltante poetica espressa nel piccolo capolavoro di “This Is How You Smile”, Helado Negro continua il dialogo con la seduzione della musica pop. Il risultato è un disco poco convenzionale e ingegnosamente diverso, un progetto che forse non replicherà l’effetto sorpresa di “This Is How You Smile” ma che è innegabilmente frutto di un musicista che non si è adagiato sugli allori.
Con “Phasor”, Helado Negro va ben oltre le limpide e serene alchimie synth-pop di “Far In”, addentrandosi nell’oscurità e nella complessità dell’avant-pop e uscendone ancora una volta vincente.
06/04/2024