OLIVIER BOGÉ - Shelter(s)

2023 (Endless river)
folk-jazz-pop
Un inatteso cambio di rotta per il musicista francese Olivier Bogé, musicista e compositore già autore di ben quattro album dalle raffinate e melodiche sonorità jazz, questa volta alle prese con un disco di canzoni dal taglio decisamente più folk. Un lavoro maturato in un lungo periodo di tempo, che l’artista ha portato a compimento con l’aiuto del musicista e amico Karl Jannuska. Per il dotato polistrumentista è l’occasione giusta per cimentarsi con la canzone d’autore, senza tralasciare quanto sperimentato e realizzato in passato, buon ultimo l’album registrato a New York con Tigran Hamasyan, “The World Begins Today”.

Concepito in piena autonomia, con unico contributo quello di Karl Jannuska come batterista in quattro degli otto brani, “Shelter(s)” sottolinea le qualità di Olivier Bogé non solo come musicista ma anche come interprete, con un timbro vocale che rimanda spesso ad Art Garfunkel, pur con inflessioni più introspettive.
Al pregevole fingerpicking di “We Slowly Drove” spetta introdurre le sofisticate, inebrianti e lussuose evoluzioni folk-pop-jazz dell’artista francese, un’elegante struttura armonica dove non mancano citazioni delle più nobili pagine del folk inglese. Gli echi di John Martyn e Nick Drake risuonano in “Sweet Caroline”, mentre l’essenziale intensità poetica di autori come Bill Fay impreziosisce “The Sacred Garden”.
Con abilità e lirico candore, Bogé tesse armonie destinate a resistere all’usura del tempo, episodi tanto essenziali quanto elaborati (“Birds”), sobri e toccanti al pari di una vecchia canzone da jazz-club notturno (“Ghost Song”), a volte ricchi di preziosi dettagli strumentali (“Blind Believers”). Un elegante mix di perfezione e sensibilità che l’autore suggella mettendo in musica una poesia di Emily Dickinson, ”What Is Paradise”.

Raro esempio di canzone d’autore, “Shelter(s)” è un album da gustare senza fretta. Forse il nome di Olivier Bogé difficilmente farà capolino nei consuntivi di fine anno della stampa internazionale, ma gli estimatori di artisti come Oren Lavie, Alondra Bentley e Keren Ann troveranno più di un motivo per lasciarsi catturare da questo piccolo gioiello folk-jazz-pop.

20/12/2023

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