ABU LAHAB - In The Whirr Of Quasars

2023 (Autoprodotto)
black-noise, post-industrial

Uno dei miei sogni, musicalmente parlando, è quello di riuscire a intervistare, prima o poi, il musicista che si cela dietro la maschera di Abu Lahab. Marocchino agitatore della scena black-noise/post-industrial, Abu Lahab continua a pubblicare, secondo i dettami di un ferreo DIY e senza svelare la propria identità, le sue autoproduzioni, così evitando, a causa delle tematiche blasfeme affrontate nei suoi dischi, le ritorsioni dei più fanatici seguaci dell’Islam.

Le ultime sue produzioni non sono state, a dirla tutta, all’altezza dei suoi lavori migliori (su tutti, “Humid Limbs Of The Torn Beadsman”), pur essendo sempre guidate da quella passione per sonorità disturbanti e senza compromessi che caratterizza anche le quattro tracce contenute in questo Ep, che viaggia su livelli leggermente più alti rispetto al precedente “Tungasht”.

“Disgorge The Simurgh” è aperta da una voce distorta e carica di eco che ripete un mantra disperato, mentre sullo sfondo cresce un marasma di suoni elettronici e, dunque, un terribile rombo. Una roba che i primissimi Faust, quelli dell’album trasparente, con tanto di radiografia di pugno chiuso in copertina, avrebbero apprezzato con un sorriso a trentadue denti. La seconda parte del brano è praticamente un viaggio dentro una malefica poltiglia sintetica.

Le terribili scariche di rumore di “Scalds From The Primordial Waters” fanno il paio, invece, con brutali mix di pulsazioni, distorsioni ferine, squarci di elettronica horror, urla bestiali e scariche industrial-sinfoniche. Sospesa tra rigurgiti di Diamanda Galás e demoniache preghiere, “The Third And Last Prayer” prelude al martellante finale di “Portals To Meshnat”, tra impianto electro-industrial, rantoli mostruosi in loop e uno strisciante senso di disfacimento che sfocia in apoteosi harsh-noise.

26/04/2023

Tracklist

  1. 1. Disgorge the Simurgh
  2. 2. Scalds from the Primordial Waters
  3. 3. The Third and Last Prayer
  4. 4. Portals to Meshnat