I MAQUINA., trio di Lisbona composto da Halison Peres (batteria/voce), José “Mendy” Rego (basso) e João Cavalheiro (chitarra/effetti), hanno costruito la loro reputazione su una promessa: quella di un live che ti lascia senza fiato, sudato, vivo. Oltre duecentocinquanta concerti in due anni, festival in tutta Europa, un passaggio al KEXP e un tour in Brasile. Con “BODY TRANSMISSION”, il loro secondo album, hanno fatto l’unica cosa possibile per una band del genere: hanno imbottigliato quella furia, senza diluirla.
L’album arriva dopo “PRATA” (2024), un esordio che viveva di improvvisazione e jam lunghe oltre i dieci minuti. Per questo secondo capitolo, la band ha scelto una strada opposta, registrando, tagliando e rimontando, per poi trasformare le loro divagazioni sonore in schegge di tre o quattro minuti. Il risultato è un lavoro che non dà tregua: quarantacinque minuti di noise-rock, motorik metal e industrial-punk progettati per sfondare il muro del suono.
L’apertura con “Dança” (con Viktor L. Crux dei Dame Area ai synth e Silvia Kostance alla voce) è un colpo secco: chugging guitar, un beat infinito e una voce che incalza, praticamente una dichiarazione d’intenti. “4 To The Floor” arriva invece come un groove ipnotico, chiaramente rock da dancefloor – praticamente techno suonata con le chitarre.
Ma i MAQUINA. sanno anche quando colpire duro: “Collapsing” è un pezzo che profuma di Nine Inch Nails, con quella tensione industriale che si accumula fino a esplodere in un ritornello che è letale, mentre “Agony” è la traccia più politica dell’album, attaccando la retorica del potere in un brano che sembra uscito da una trincea sonora. “Bizarro” è il momento più viscerale: riff che si attorcigliano su se stessi, una sezione ritmica che non molla mai e una voce che graffia come carta vetrata. “Simulation” gioca con l’elettronica più avanguardista, mentre “Step On Me” (nonostante il titolo remissivo) è un assalto frontale, con un basso che pulsa come un’arteria e una chitarra che sanguina distorsione. Insomma, ce ne è per tutti i gusti.
“BODY TRANSMISSION” è un album che non cerca sfumature. È dichiaratamente pesante, concentrato e implacabile. I MAQUINA. hanno ascoltato Sepultura, Schwefelgelb, Fugitive, Section 25, e li hanno fusi in un unico corpo pulsante. Evidentemente non c’è spazio per la sottigliezza qui, e in un’epoca che chiede solo risposte nette, questa mancanza di compromessi lo rende necessario, come un pugno ben assestato. E a volte, è esattamente quello che serve.
16/07/2026