Ci sono dischi che, oltre ad avere un rilevante peso specifico dal punto di vista musicale, sono pensati per diffondere un messaggio importante, magari con contenuti di forte valenza sociale. “No One Really Listens To Oscillators”, il quarto album completato da Pietro Iannuzzi, in arte Indian Wells, riesce a descrivere, pur senza alcun utilizzo delle parole, l’incompiutezza architettonica che troppo spesso affligge la propria terra d’origine, la Calabria, problema di recente tirato in ballo persino da un articolo comparso sull’autorevole Wall Street Journal. Opere mai terminate, scale mobili costruite verso il nulla, ospedali, parcheggi, scuole, una serie di cattedrali nel deserto destinate a rimanere per sempre abbandonate, che alimentano lo smarrimento di un territorio già tutt’altro che privilegiato dal punto di vista economico-sociale.
Iniettando temi sensibili nel proprio sfidante sound design, Indian Wells realizza un album di indiscutibile valore, che lo sta imponendo fra le eccellenze europee nel campo della musica elettronica. L’ambient disturbata di “An Escalator In A Storm” (le famose scale mobili poste nel nulla cosmico) è soltanto un inquietante preludio che introduce verso gli aggressivi ritmi post-rave delle imperiose “Four Walls”, “Habitat” e “Calabrian Woods” (tre esempi di Idm dal taglio minimal techno, in grado di unire idealmente la lezione di Jon Hopkins, Four Tet e Apparat), i decadenti spunti melodici (molto Trentemoller) che avvolgono i beat sincopati di “Against Numbers”, e il crescendo dai toni darkwave che caratterizzano la title track.
A queste tracce “da club” (anche se nulla fra questi solchi è stato studiato per il dancefloor) Indian Wells alterna brani dal taglio ambient, privi di beat, che conservano una costante drammaticità di fondo. E’ il caso di “Life Of JS”, dedicata a Judith Scott, artista non udente, autrice dell’opera ritratta in copertina, un cuore. E’ altresì il caso della conclusiva “Before Life”, scritta per la figlia di Iannuzzi, nata nel 2020, e anche in questo caso c’è un cuore, che possiamo ascoltare, quello catturato durante la prima ecografia. Due figure femminili con un elemento in comune: sono entrambe affette dalla sindrome di Down. Per tutto questo “Non One Really Listens To Oscillators” rappresenta un case study sulla sublimazione del concetto di Idm: musica “dance” composta per far muovere la mente.
07/01/2023