Ci sono album che a volte ti trovi ad accantonare a dispetto della loro gradevolezza, considerandoli, a torto, superflui o poco rilevanti in un panorama ricco di emulatori. Il secondo album della cantautrice inglese Caoilfhionn Rose è uno di questi, stritolato da una quantità di proposte affini. Tuttavia le ragioni per appassionarsi a “Truly” ci sono tutte, e a dispetto di molti dischi che hanno trovato subito posto nell’archivio mentale e fisico, queste undici canzoni conservano un afflato e un respiro lirico che le rende agili e rimarchevoli.
Con un timbro vocale che a qualcuno ricorderà Dolores O’Riordan (“Fireflies”), una musicalità che pesca con grazia e buon gusto nel dream-folk (“Tubercular Skies”) e un set di canzoni mai sopra le righe eppure avvincenti (“Readiness Is All”), “Truly” svela alfine ambizioni letterarie e poetiche intriganti, lasciandole scivolare su intagli pianistici e ritmici dalle vaghe profumazioni jazz (“Paths”), approfondendo le vestigia sonore con accordi stranianti e arrangiamenti dall’elevato spessore strumentale (lo splendido assolo di piano della ballata jazz “Hold Your Own”).
Il secondo album di Caoilfihionn Rose (il nome si pronuncia Keelin) è un disco apparentemente monocromatico. Dettagli e differenze si palesano solo dopo ascolti non fugaci, come nell’austerità folk di “All That Light” e nell’inquietudine che disturba il dream-folk-pop di “To Me”.
Dopotutto nel passato dell’autrice inglese ci sono collaborazioni che rivelano pregi artistici ancora da scoprire (ha lavorato con Vini Reilly/Durutti Column), ed è forse questa una delle ragioni che dona a canzoni forse ordinarie un brio e una luce che spesso mancano ad autrici dallo stile affine. È infatti atipica la malinconia di “Flourish”, imprevisto il tocco nello stile di Laurel Canyon di “Every Waking Minute” e insolitamente colta la scrittura di molte tracce, che sembrano uscire dal canzoniere di autori come Burt Bacharach o Irving Berlin (“Point In Time”).
C’è molta carne al fuoco in un album come “Truly”. Caoilfihionn Rose ha dichiarato di ispirarsi a Rachel Sermanni, Alabaster dePlume, Hania Rani e i Broadcast, nomi che confermano le ambizioni creative di una delle autrici più interessanti del panorama inglese odierno.
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14/02/2022