THEE MORE SHALLOWS - Dad Jams

2021 (Monotreme)
indie-rock, pop

Il ritorno discografico dei Thee More Shallows, a distanza di ben quattordici anni dall’ultimo “Book Of Bad Breaks”, riapre una delle ferite più profonde della musica dell’ultimo ventennio, ovvero la trasmutazione della fenomenologia indie-pop nell’ennesimo cliché creativo. Un avvenimento che ha mandato allo sbaraglio migliaia di band, gettandole nel calderone del pop-rock alternativo, a volte confondendo intuizioni fugaci con una manifesta  genialità, più spesso relegando ai margini gruppi potenzialmente innovativi.

Per Dee Kesler riprendere il discorso interrotto nel 2007, con il beneplacito dei vecchi membri, è stata l’occasione per tirare le somme di un lungo lasso di tempo trascorso in famiglia e con figli da crescere, anche se Dee non ha mai smesso di praticare l’arte del songwriting, spesso cimentandosi con colonne sonore di b-movie, nonché abbracciando nuovi progetti dagli esiti artistici incerti (Fops, Ral Partha Vogelbacher).

“Dad Jams” riparte dalle pulsioni più pop della band, quelle che avevano invocato affinità elettive con i Neutral Milk Hotel, i Grandaddy e i Flaming Lips. Anche il batterista Jason Gonzales è della partita, abile cesellatore di quelle geometrie ritmiche che caratterizzano l’intero album.

Dee Kesler mette a disposizione di questo nuovo progetto una serie di ganci e refrain accattivanti e stimolanti, chiamando a sé vecchi amici (Cosmos Lee) e un nugolo di vocalist, tra i quali spicca la finora poco nota Rayel.

Il rapporto generazionale tra padre e figli è al centro di “Dad Jams”: da qui scaturisce il suono costantemente in bilico tra pop adolescenziale e consapevolezza della maturità che da subito agita le acque convogliando psichedelia, folk-pop e caos nella brillante intuizione di “Ancient Baby”, tra flauti, break ritmici e armonie vocali che creano pathos ed ethos.

L’autore si muove con destrezza in un campo minato. Il rischio di suonare antico e passatista è dietro l’angolo e i Thee More Shallows non azzardano inutili tentativi di aggiornamento del loro sound, lasciando piuttosto che sia la varietà delle canzoni il vero punto di forza del disco.

L’intreccio tra atmosfere freak-psych e chamber-pop di “Hocus Pocus” è non solo affascinante ma geniale, mentre le ebbre esternazioni folk-pop della splendida “Drinking Tang” sono degne degli Xtc era “Mummer” o “Nonesuch”.

Il tono giocoso e quasi infantile di “A Mummy At The Beach” è non solo sottolineato da una melodia pop perfetta per un cartone animato, ma anche dall’utilizzo di strumenti giocattolo, ed è gradevolmente zuccherina la sintesi tra elettronica e pop di “Boogie Woogie”.

Non manca qualche breve momento di calo di tensione, ma a una “Hey, Come On!” priva di mordente e a una non del tutto a fuoco ballata hip-hop alla Beck (“Copy Body”), i Thee More Shallows contrappongono intuizioni synth-pop che passano dall’oscurità alla luce (“Cold Picture”) e una sorprendente intuizione folk-pop che alterna tempi di valzer a dissonanze chamber-folk stranianti che sembrano uscite da un brano degli Sparks (“A Strobe Light On A Dumb Dance Floor”). 

Per Dee Kesler “Dad Jams” è un progetto terapeutico, un album post-partum che ridà slancio e creatività a un musicista che non ha smesso di sognare. Ed è dunque naturale che la chiosa venga affidata alla canzone più malinconica ed eterea del progetto, una ballata pianistica che trasuda ottimismo e voglia di ricominciare. Bentornati.

13/07/2021

Tracklist

  1. 1. Ancient Baby
  2. 2. A Mummy At The Beach
  3. 3. Boogie Woogie
  4. 4. Cold Picture
  5. 5. Copy Body
  6. 6. Drinking Tang
  7. 7. Little Brave Friends
  8. 8. Hey, Come On!
  9. 9. Hocus Pocus
  10. 10. A Strobe Light On A Dumb Dance Floor
  11. 11. Wizard Wednesdays

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