Thomas Azier - Love, Disorderly

2020 (Hylas)
art-pop, singer-songwriter

Sin dal primo ascolto di “Love, Disorderly” è chiaro che si tratta, se non di un vero e proprio punto di svolta (è presto per dirlo), di un unicum nella discografia del cantautore olandese – che con questa uscita raggiunge quota quattro Lp.
La torrida ricchezza messa in campo è quella di sempre, anzi se vogliamo “Love, Disorderly” rappresenta da questo punto di vista un'ulteriore, decisa spinta sull'acceleratore, con un'intera orchestra (in particolare gli onnipresenti archi) agitata dai consueti beat elettronici ad aumentare il pathos della messinscena. Sono i testi di Azier la vera novità: mettono da parte confessioni scomode e passioni incontrollabili per assecondare un afflato più collettivo e rivolto alle odierne controversie sociali. Frasi ad effetto lasciate echeggiare nell'oscurità, immagini potenti ed evocative, piuttosto che racconti e confidenze, sono gli espedienti usati dal cantautore con grande teatralità e convinzione per tentare di far immedesimare nelle sue vicende più ascoltatori possibili.

Tra i barriti dell'orchestra e gli squarci di luce dei sintetizzatori che lampeggiano su un sipario immaginario, la title track funge da overture al disco, assestandogli il giusto slancio per sganciare subito una delle sue perle più pregiate. Una “Hold On Tight” che sboccia da un ingresso di archi incalzanti per raggiungere un ritornello avvolto da synth glaciali, trombe effettate e mugolii lussuriosi. Anthony And The Johnsons, James Blake e gli ultimi Wild Beasts costretti insieme in una stanza suonerebbero più o meno così.
“Concrete” procede a passi più lenti, ma indossa le stesse vestigia nere e porpora.
Il singolo “Entertainment” alza i quozienti di ritmo e malizia, mentre con i suoi archi barocchi “If There's A God” ciondola verso una raffinata parentesi da camera, comunque scandita da un pattern ritmico elettronico sul quale Azier può piazzare strofe che incalzano e ammiccano. Dopo il crescendo drammaturgico con l'orchestra in gran spolvero di “For Tsoy”, troviamo “Freed From Desire”, un pugno di minuti irresistibili e incatalogabili: a venire miscelati questa volta sono i Bronski Beat e gli incastri ritmici di Nicolas Jaar in vena di danze quartomondiste. Euforia è la parola d'ordine.

L'outro “Open Your Arms” è il lamento devoto di un Thom Yorke che ha imparato la sensualità, le cui parole e i gemiti vengono adagiati sui synth e, compiendo un ultimo sforzo, si sgranano come un cono di luce che si dissolve lentamente nell'oscurità. Finché è nuovamente buio, avanti e dietro il sipario.
Una fama degna dell'estrosa proposta ha resistito a lungo e ancora resiste a Thomas Azier, con brani come questi ultimi, viene difficile credere che la situazione possa perdurare. Sarebbe un'ingiustizia.

Tracklist

  1. Love, Disorderly
  2. Hold On Tight
  3. Concrete
  4. Entertainment
  5. If There's A God
  6. For Tsoy
  7. Freed From Desire
  8. Open Your Arms
  9. Entertainment - Single Edit
  10. Hold On Tight - Single Edit


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