World music poliritmica con inserti di fiati spumeggianti: questo in sintesi il contenuto dell’esordio solista di uno dei misteriosi membri dei Goat, tra le formazioni che – pur provenendo dalla tutt’altro che esotica Svezia – meglio ha saputo traslare nel nuovo millennio aromi e profumi di paesi lontani, rendendo globalizzazione e cosmopolitismo gli irrinunciabili must da seguire.
Sei tracce in una scaletta inaugurata dall’incontenibile groove scandito da “Jaam Ak Salam”, una coloratissima festa afrobeat che dà la sensazione di essere stata catturata live. La successiva “Hum Bebass Nahin” si avvicina al desert-blues dei Tinariwen, con tanto di solo in modalità wah-wah. I cori femminili in “Carry The Load” e il flow di “Aduna” richiamano invece in maniera forte la musica etiope degli anni 70. Goatman suona quasi tutti gli strumenti, lasciando le parti cantate a una serie di ospiti, fra i quali la cantante senegalese Seydi Mandoza e la svedese Amanda Werne, meglio conosciuta in patria con il nome d’arte Slowgold.
In alcuni frangenti (“Limelight”, il raga ancestrale conclusivo “Baaneexu”) si perde il bandolo della matassa, motivo per il quale il progetto Goatman resta un filino al di sotto degli standard qualitativi della band madre, pur imponendosi come l’ennesimo coraggioso esperimento sostenuto dalla Rocket Recordings, l’etichetta che sta contribuendo in maniera encomiabile a tracciare la mappa con le nuove strade della moderna psichedelia mondiale.
06/11/2018
Il vivace esordio "tribale" di un curioso collettivo svedese
Un nuovo intreccio fra psych e world nel secondo lavoro del misterioso collettivo svedese
Nel terzo album il collettivo svedese prosegue il lavoro di fusione fra scenari world e tendenze psych
Retrospettiva con tredici fra B-side, inediti e outtake per il collettivo world-psych svedese
Dieci nuove tracce dal funkadelico mondo del misterioso collettivo psych-world svedese
Quattro rework e un inedito del collettivo svedese, degno completamento del recente "Oh Death"
A un solo anno di distanza da "Oh Death", prosegue la saga psych-world del collettivo svedese
Il nuovo sabba pagano del collettivo svedese, fra riff hard-rock, stilosità funk, world music e richiami ancestrali
I fratelli D'Addario giocano a carte scoperte
Un cremoso, sensualissimo abbraccio dal profeta dell'afropiano
Ancora un gran debutto dal Cile, questa volta in bilico tra Arcade Fire e confessioni C86
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato