Il genere indie-pop non attraversa una grande annata, pare, se bisogna ricorrere ai Seapony per trovare qualche singulto di vita. La coppia di Seattle autoproduce questo terzo disco, trovando a tratti il tiro che forse non ha mai avuto e dimenticando gli echi shoegaze precedenti, optando per un innocuo e suadente – nonché alquanto piatto – sound elettroacustico (il volitivo jangle di “Let Go” e “Saw The Light”).
In altri casi l’atmosfera oziosa flirta coi luoghi comuni della scrittura di genere, abbozzando un po’ (“Everyday All Alone”, confondibile con “Go Nowhere”, la title track).
Bello stile in alcuni dei pezzi (“Couldn’t Be” sembra una collaborazione tra Dean Wareham e Tracyann Campbell), ma si tratta comunque di una delle tante uscite effimere.
01/09/2015
Il valido debutto del progetto americano, tra oscure scariche elettriche e tradizione dream-pop
Con i suoi elementi gotici e tardo-romantici, il death-doom metal della formazione del Connecticut è tra i più impattanti del panorama
Quinto album per la band romana, che torna in una forma skygaze più essenziale
Canzoni del trio milanese che erano rimaste laterali, escono dall'ombra e trovano un tetto confortevole
Secondo convincente lavoro per una delle stelle nascenti del pop inglese
Tra bassi, ombre e silenzio: il debutto più magnetico della nuova ambient dub
La band inglese passa dalla West Coast al Cosmic Country
Propulsivo Ep pubblicato in corrispondenza dell'esibizione della producer ucraino-canadese al Coachella