Dopo “Cave_Man”, l’ultima collaborazione a nome Above The Tree con i due Drum Ensemble Du Beat, Marco Bernacchia vara il suo nuovo progetto Virtual Forest, non una svolta ma una coerente prosecuzione di ricerca sui suoni dal mondo. Così, il suo primo ambizioso “Unconscious Cognition Is the Processing Of Perception” raccoglie due collage di 13 minuti devoti alle soundscape etno-cosmiche di Ken Newby.
“River To Back Side” attacca con una visione che si spartisce un ronzio mantrico, campane tibetane e om diafani; quindi emerge un secondo scenario di festa per percussioni sudamericane e canti inudibili, ma con riverberi che ancora assicurano un fascino misterioso.
“Spiritual Communications” è invece costruita sul lato elettronico, un contrasto irrisolto tra ostinato oscuro ambientale e un canto filtrato alieno (finora l’idea migliore del progetto), da cui emerge solo un fioco battito dubstep che si protrae per minuti, finché appare un florilegio che risuona un po’ fuga di Bach e un po’ cornamusa: uno spunto molto interessante ma poco valorizzato nel brano.
Intenzioni di partenza: rendere un percorso d’ascolto che evochi i riti d’iniziazione tribali. Riuscito a metà. Buona la direzione d’orchestra; Bernacchia sa ben insufflare temperatura e suspense nei suoi spezzoni. E’ scarsa la mise en place, se non la composizione: c’è poco oltre alla mera sequenza descrittiva che impagina con tanta meticolosità. Edizione limitata a 100 copie su nastro.
16/01/2015
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