MONNO - Cheval Ouvert

2014 (Idiosyncratics records)
drone noise-metal

Ben sei anni sono trascorsi da “Ghosts”, ultima fatica discografica dei Monno, quartetto svizzero attivo da quasi un quindicennio nell’ambito della sperimentazione drone noise-metal. Insomma, di acqua sotto i ponti ne è passata. Tuttavia, i Nostri non se ne sono stati con le mani in mano: in circa 150 concerti, infatti, hanno cercato di perfezionare sempre più la loro formula, raggiungendo inoltre un pubblico relativamente più vasto.

Con i monolitici assedi di “Cheval Ouvert”, un disco registrato da Roli Mosimann (già batterista degli Swans nei primi anni Ottanta) e masterizzato da James Plotkin, il bassista Derek Shirley, le manopole elettroniche di Gilles Aubry, il sax tenore elettrificato di Antoine Chessex e il batterista Marc Fantini tornano a far valere le loro ragioni, declinando feroci assalti sonici, che procedono ossessivi e ottundenti, a cominciare dalle spigolose convulsioni di “I”.

In quello che potrebbe essere letto come un matrimonio piuttosto intrigante tra Sunn O))) e Lightning Bolt, trova sicuro rifugio anche l’epica cavalcata di “II”, che si risolve in una sublimazione massimalista del black-metal, inseguita da insistite polluzioni di synth. Intorno al settimo minuto, comunque, uno scarto ritmico riconduce tutti gli strumenti verso un maestoso detour che getta nella mischia parti uguali di musica spaziale, free-jazz e manipolazioni elettroniche.

Più subdolo, invece, il disegno del terzo movimento, delineato attraverso un continuo scambio ritmico tra batteria e basso, nuvole minacciose di synth e rade distorsioni chitarristiche. In coda, muraglie droniche e vacillamenti di sax si contendono la vetta di un’altra nerboruta espressione di brutalità, prima che tutto sfoci in un tripudio di lancinanti barriti di sax.

“Cheval Ouvert” rappresenta, insomma, un’esperienza sonora che vale sicuramente la pena ripescare in coda a questo 2014, anche se i Monno fondamentali continuano a restare quelli di “Error”, disco del 2006 che rappresenta una vera e propria summa della loro arte brutalista.

26/12/2014

Tracklist

  1. I
  2. II
  3. III
  4. IV