Liam Finn - The Nihilist

2014 (Yep Roc)
pop, songwriting
Acquisito il segreto del songwriting più elaborato e raffinato e affilate le lame con splendidi quadretti di folk-pop nel precedente album “Fomo”, Liam Finn sembra sempre più intenzionato a far dimenticare la figura paterna che indiscutibilmente ha dato il giro di chiave per il suo ingresso nel mondo della musica pop. “The Nihilist” è l’album della definitiva maturità dell’autore australiano, un insieme di canzoni che reinventano le regole dell’artigianato pop senza artifici intellettuali, ma con un entusiasmo contagioso e coinvolgente.

Una scrittura solida e matura mette insieme elementi classici della musica pop-rock, sprazzi di psichedelia e modernismo senza mai cedere il passo alla prevedibilità. Finn non rinuncia alle inevitabili influenze del gruppo paterno (i Crowded House) e non è difficile scorgere in brani come “Ocean Emmanuelle” e “Helena Bonham Carter” quell’incedere lirico e ritmico pieno di spazi e di immaginazione, anche se la personalità dell’autore rompe ogni schema e dona un fascino sfuggente che ammalia dal primo ascolto.

L’irruenza di “Burn Up The Road” è uno schiaffo al languore del britpop, e ”Dreary Droop” affonda le mani nel mare magnum del rock alternativo ed elettronico con risultati affascinanti, altresì il funky-soul psichedelico alla Connan Mockasin di “Snug as Fuck” è denso di erotismo alla Marvin Gaye. Ogni ascolto rivela nuovi elementi armonici e splendide geometrie ritmiche che sono anche il frutto di una maggiore confidenza con lo studio di registrazione e con le alchimie della perfetta pop-song: glitch e tastiere fanno brillare le geniali intuizioni della ricercata e sperimentale “4 Track Stomper”, mentre le veloci fughe di chitarre e voci di “Wrestle With Dad” e il funky esoterico di “The Nihilist” sono due esempi di canzoni pop che difficilmente trovano spazio in un album di songwriting attuale.

Il coraggio non manca a Liam Finn e la malinconia quasi ipnotica dell’intensa traccia d’apertura “Ocean Emmanuelle” riesce a far perdonare gli inevitabili momenti di relax dell’autore, che in “Arrow” e “I” insegue l’originalità e l’azzardo senza stupire e creando una leggera confusione tra drone e scampoli di armonie, ma è un breve interludio in un album dalle infinite sfumature, un puzzle affascinante che sancisce la definitiva autonomia di Finn, sempre più affascinato dalla musica funky e psichedelica (Prince, Parliament, Shuggie Otis) e ormai avviato verso la completa autonomia stilistica.

Tracklist

  1. Ocean Emmanuelle
  2. The Nihilist
  3. Snug as Fuck
  4. Helena Bonham Carter
  5. Burn Up the Road
  6. Drearydroop
  7. Miracle Glance
  8. 4 Track Stomper
  9. Arrow
  10. I
  11. Wild Animal
  12. Wrestle With Dad

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