Maurice De Jong, lo sapete, non è soltanto l’ombra che si aggira dietro le frastornanti ed esiziali sinfonie di Gnaw Their Tongues; non è soltanto l’uomo che gestisce le etichette Devotional Hymns e Mastering Graphics, ma è anche un musicista dalle mille incarnazioni, ultima in ordine di tempo Seirom, progetto che miscela dark-ambient, noise e drone-music, in un gioco di specchi infinito. Lo stesso De Jong ha parlato di “guitardronesblackmetaldrums estatico”. Ridondante o meno, la definizione è comunque intrigante e in parte si addice alla perfezione per “Istkrieg” e “Istnichtkrieg”, lunghissimi voli dronici le cui tonalità celestiali sposano le inesprimibili magniloquenze di William Fowler Collins, in un tourbillon di stratificazioni infinitesimali, battiti sepolti e melodie sibilline. Il lato oscuro di queste partiture è rappresentato, invece, dai malefici field recordings che riempiono la scenografia di “Istauchkrieg”.
03/07/2011
Una musica evocativa che non ha niente da dire - e dunque lo dice, così che rifiutando d'esserlo sia poesia come serve a noi
Arrivati al sesto disco, i danesi virano verso inedite inclinazioni alt-country e psychobilly
Meno frontale, molto collettivo: un lavoro di transizione ricco di intuizioni e contraddizioni
Terzo capitolo per un progetto dal suono sempre più normalizzato
Il ritorno del crooner italo-americano in nove canzoni sospese nel tempo
Esordio tra pregi e difetti, nel solco del soul revival
I due musicisti ritrovano casualmente i nastri di vent'anni fa
La celebrazione definitiva del pop come forma d'arte nel nuovo album dell'84enne ex-Beatles