Avevamo lasciato Mauro Berchi – leader di Canaan – circa tre anni or sono con “Il Rumore delle Cose“, secondo capitolo a nome Neronoia, sodalizio condiviso da Canaan con il bolognese Colloquio, al secolo Gianni Pedretti, ed improntato su monolitiche trame sonore a metà tra doom e dark-wave. Esce quindi a dicembre 2010 – come sempre sull’ottima Eibon Records diretta dallo stesso Berchi – “Contro.Luce”, sesto album di Canaan, che segna il ritorno sulle scene italiane del progetto meneghino a circa quattro anni di distanza dal precedente “The Unsaid Words”.
Sono ventuno le tracce contenute nel nuovo lavoro, nel quale la storica cifra stilistica di Canaan – ovvero quella di una asfittica miscela tra staticità di matrice doom e introspezioni interlocutorie in chiave dark-wave – porta a fare i conti con un’introiezione/rappresentazione di una realtà ossessivamente ostile, priva di qualsivoglia ipotesi o promessa di speranza, terribile matrigna che fustiga speranze e cuori dei suoi protetti. Meraviglioso l’incipit, affidato a “Calma”, recante un inusuale senso di consolazione, fugace nube destinata a scomparire davanti ai cioraniani peana intonati da Berchi. Intenso l’episodio “Terrore”, in cui emerge chiaramente tutto il portato della straordinaria esperienza Neronoia, un portato fatto di marcescenti intarsi sonori neri come la pece, che trovano parziale requie nella maestosa solennità di “Ragione”.
Da rilevare gli strumentali che costellano l’intero “Contro.Luce.” – fugaci acquerelli sonori che di volta in volta esplorano la tematica d’ambiente e quella più tipicamente etnica – che fungono da punto di raccordo tra le canzoni dell’opera: ideali camere iperbariche di decompressione dal turbine di negatività gravitante all’interno dei solchi di questo lavoro. Un ottimo, e atteso, ritorno che di sicuro non deluderà i fan storici del gruppo italiano.
12/01/2011