A due anni di distanza dal fortunato "
Scimmie d'amore", il quintetto friulano, che registra la defezione alle tastiere di MarcoPiano a fronte della
new entry Enrico Berto, pubblica il suo quinto album, intitolato "Poweri". Dagli esordi filo-hip-hop fino a un
indie-pop leggero ma estremamente piacevole, gli Amari hanno seguito una linea evolutiva simile a quella dei
Why? di casa Anticon. E questo nuovo album altro non è che la logica conseguenza delle strade già battute nel suo predecessore.
Uno degli aspetti che salta all'orecchio è sicuramente un uso ricorrente della lingua inglese, cosa che in precedenza non avveniva con tale frequenza. Altro elemento inedito è la presenza di brevi
divertissement strumentali dal sapore vagamente
eighties. L'elemento
revival è sicuramente uno dei chiodi fissi del quintetto. L'intero album si gioca su leggere sezioni funky, gentili bordate dance
nineties-style, inserti da
britpop old school.
L'impressione è però che il meccanismo si sia inceppato. Nei tre quarti d'ora nei quali l'album si svolge, pare che la
verve dei friulani sia venuta meno. In particolare il trittico iniziale lascia presagire sensazioni che poi verranno parzialmente smentite: "Ho fatto un po' di casino" e "Dovresti Dormire" (col
featuring Dargen D'Amico) paiono scialbe imitazitazioni dei bei tempi andati, "Girls On Vodka" è un elettro-rockettino piuttosto innocuo.
A risollevare l'ascolto ci pensa "Your Kisses", miglior traccia dell'album e probabilmente uno dei punti più alti dell'intero repertorio: tra una sezione ritmica da battimani, un basso pulsante
à-la Erlend Øye e una coda
disco-dance si consuma la perfezione applicata al pop. L'immaginario tardo-adolescenziale, denso di fotografie agrodolci da fine estate, trabocca ancora dal loro
humus. Tra dolci leggerezze pop ("Cronaca Vera") e acide raffiche di synth ("Preservativi Ovunque") si fa una capatina dalle parti dei
Blur di "Country House" ("Lost In The Sea"). Su flebili riflessi elettropop ("Tiger" e "Un altro giro attorno a casa") si consuma la fine - mesta - dell'album.
Scontando probabilmente un calo fisiologico, gli Amari hanno deluso. Lungo tutta la sua durata, ad eccezione di qualche episodio più incisivo, l'album fa un buco nell'acqua, risultando piatto e incolore.