HK119 - Fast, Cheap And Out Of Control

2008 (One little indian)
electroclash, songwriter, synth-pop

Contornata da un considerevole numero di collaboratori, esce dal tripudio discografico la finlandese Heidi Kilpelainen, ragazza dalla grande avvenenza fisica, in possesso di una voce potente e carismatica. Negli ultimi anni tanti bei faccini sono stati lanciati con operazioni commerciali a metà fra manierismo e speculazione d’immagine, catapultando giovani fanciulle sulle pagine dei più noti rotocalchi alternativi. In alcuni casi anche la componente musicale risulta se non altro trascinante e ben centrata (M.I.A., Santogold, Yelle e altre), nei restanti tentativi il tutto naufraga nella sciatteria modaiola. HK199 non sembra appartenere a quest’ultima categoria, grazie anche alla mirabolante serie di personaggi che l’affiancano per proporre un prodotto dignitoso. In fase di produzione e composizione abbiamo la coppia maschile I Monster, geniale duo di folletti britannici con all’attivo una manciata di ottimi album di trasfigurazione elettronica. Per quanto riguarda gli strumentisti, vanno ricordati Micheal Ward (in arte M. Ward) e Dean Honer, quest’ultimo elemento dei Add N To (X).

“Fast, Cheap And Out Of Control” è un album contenente ottimi passaggi di synth-pop atipico, ma esageratamente prolisso e opulento. Sedici canzoni, cinquanta minuti di musica e molte idee messe sul campo. Questo tipo di proposte, a prescindere dalla caratura finale, necessitano una fruizione immediata e frizzante per riscuotere successo. La presenza contemporanea di cantautorato, pop elettronico, swing e frangenti da cabaret confondono l’ascoltatore stancandolo. Il tentativo di differenziare la proposta è spesso lodevole, in questo caso un taglio sulla durata finale e una decisione sulla strada finale da percorrere avrebbero giovato alla fruizione.

Esaurite le premesse, va detto che i mezzi per sviluppare una carriera proficua ci sono tutti. Qualità di scrittura straripante, cura del suono lodevole, sezione ritmica poliedrica, produzione misurata e capacità di sorprendere con trovate inusuali. Dunque, si può passare senza batter ciglio dal synth-pop che amoreggia con l’electroclash (“Clone”, “Tropikalia”, “What Am I”), a episodi più propriamente legati alla tradizione delle origini (il furore dell’iniziale “Mind”, l’inno robotico “C'Est La Vie”), fino all’esposizione di capacità da musa malata e seducente (la fanfara noir “Celeb”, i due tronconi quasi trip-hop “Space Pt. 1 & 2”).

La coppia centrale evidenzia qualche stanca ripetizione di troppo (“Divine”,“ Cryonics”), mentre ci sono sparsi spunti validi verso la conclusione, come lo stomp elettronico da bar cibernetico di “Super Bug” o i synth spaziali che aprono e sviluppano “Avaruusasema”.

I minimalismi delicati di “Night” ci accompagnano con grazia verso la porta d’uscita, sancendo la conclusione di un itinerario tortuoso ma interessante e proficuo. L’uso di concisione e fermezza stilistica sono gli unici ingredienti che permetteranno a HK199 di rendere la sua neonata carriera davvero compiuta.

OndaRock Logo

Cavalca l'onda della grande musica

Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.

28/02/2009

Tracklist

  1. 1. Mind
  2. 2. Celeb
  3. 3. C'Est La Vie
  4. 4. Clone
  5. 5. Rules & Regulations
  6. 6. Liberty
  7. 7. Space Pt. 1
  8. 8. Divine
  9. 9. Cryonics
  10. 10. Super Bug
  11. 11. Tropikalia
  12. 12. Health & Safety
  13. 13. What Am I
  14. 14. Space Pt. 2
  15. 15. Avaruusasema
  16. 16. Night
Tutte le recensioni su Ondarock