Ben Seretan

Ben Seretan

Musica da abbracciare

intervista di Lorenzo Righetto

Ehi Ben, spero che tu stia bene. Grazie per la tua musica e per un album così ispirato. Volevo cominciare da "Youth Pastoral" e da quello che mi fa sentire. Beh, per esempio, un istinto irrefrenabile di abbracciarti, metaforicamente vista la situazione. Penso che questa sia sempre stata una caratteristica della tua musica (sia dal vivo che su disco), il suo essere molto "corporea", come se fosse un oggetto tangibile d'amore, per così dire. Sei d'accordo ed è qualcosa che trovi anche nella musica che ti piace?
Penso che spesso vuoi abbracciare persone che hanno le braccia aperte per riceverti - se il disco è definibile in qualche modo, spero che lo sia come un insieme di braccia aperte. Come ricordi, non ci sono molti abbracci nel mondo in questo momento, non ci sono modi per riunirsi, e ciò che è crudele è che sono proprio gli abbracci e gli incontri che esattamente potrebbero aiutare a superare il dramma e la perdita. Non avevo intenzione di produrre qualcosa che fosse di conforto sotto questa nuvola scura che abbiamo sopra di noi ora ma, se lo ha fatto in qualche misura, ne sono contento.
E hai ragione, penso davvero che tutta la musica abbia un modo meraviglioso di invitarti in una stanza, portarti oltre la soglia - che sia la buca sudata dell'hardcore o la sensualità estatica della pista da ballo o il mondo remoto, fantascientifico di qualcuno come Ornette Coleman. C'è un invito e, in quell'invito, gentilezza.

Cominciamo dal titolo, che ha un'impronta piuttosto definita. Puoi raccontarci un po' del tuo viaggio spirituale? Qual è il messaggio principale della tua "pastorale"?
Beh, in molti modi il titolo è molto letterale - ha perlopiù a che vedere con la mia giovinezza, che ebbe luogo in questa ambientazione fantastica e bucolica della Orange County (un bellissimo sobborgo californiano vicino al mare). In altre parole, una specie di pastorale. Ma tratta anche di uno specifico momento nella mia storia di fede, che era stata guidata da giovani predicatori di un tipo molto specifico - il "pastore dei giovani" della California meridionale, quel tipo di persona che si schiarisce le punte dei capelli fino a oltre i quarant'anni e fa sport estremi nei giorni in cui non è in chiesa. C'è una tristezza profonda e straripante in questo archetipo, e una vera sensazione di rabbia maschile, anche. Il tipo di persona che ha fede ma sente di non essere mai abbastanza. Volevo tenere tutte queste immagini nella canzoni e nel titolo. Un po' ironico in questi tempi, forse, ma alla fine credo che il messaggio del disco sia semplicemente di tenere stretto chi ti è vicino e curarti di loro - amici, famiglia, compagni di vita di ogni tipo, chiunque. Riuniscili - c'è una verità più profonda e un amore più eterno in questo più che in ogni libro sacro o insieme di aspettative. La mia piccola comunità si è ricordata di questo anche troppo vividamente la scorsa estate, che chiunque ti può essere portato via da un momento all'altro, e ora dobbiamo evitare di vederci il più possibile. Essere insieme è sacro, vorrei averci creduto anche più profondamente da prima.

Sono passati quattro anni da "Bowl Of Plums" e, anche se chiunque può vedere che il tuo stile musicale non è cambiato, "Youth Pastoral" sembra parlare da un luogo diverso. Con le tue parole, come pensi che questo nuovo album sia diverso dalle tue prime uscite?
Anche se amo tutto ciò su cui ho lavorato, "Ben Seretan" e "Bowl Of Plums" sono stati fatti ancora mentre imparavo come fare un disco. Registrammo il primo davvero velocemente - penso che siamo stati in studio per un totale di quattro giorni! Basta! In parte perché ero al verde ai tempi e in parte perché mi piaceva l'idea di fare qualcosa di vivo, difettoso. E il risultato è che ci sono un sacco di note vocali acide, cambi di tempo, rumori buffi - piccole imperfezioni che rendono il disco quello che è. "Bowl Of Plums" è stato fatto in modo leggermente più lussuoso, ma è stato anche registrato in almeno cinque studi diversi per tutti gli Stati Uniti. Non ero ancora sicuro di cosa significasse fare un disco, e c'è questa meravigliosa ingenuità anche in quel disco. Molto a cuore aperto, molto indifeso, in modo quasi allarmante.
"Youth Pastoral" è stato registrato con cura e intenzione considerevolmente maggiori, e scritto in un periodo molto più lungo (la canzone più vecchia, "Holding Up The Sun", è del 2015). Facevamo questa cosa bellissima che registravo la parte vocale nella casa del mio amico Alex una volta a settimana per alcuni mesi - alternavo tra andare in terapia una sera per poi andare a casa sua quella dopo, era un modo estremamente profondo di lavorare. Non c'era fretta: sapevo come volevo che suonasse il tutto e, forse ancora più importante, sentivo che prima o poi avrei avuto l'opportunità di fare un altro disco.
Quindi forse è per questo che suona un po' più maturo, un po' più invecchiato, oltre al fatto che lo sono io! Inoltre una parte enorme di questo è che ho cominciato a fare esercizio in modo davvero serio dal 2018 e, davvero, i miei polmoni sono molto più potenti adesso. Trovo molto più facile cantare, e credo si noti nell'album.

In questi quattro anni c'è stato anche il progetto di registrazioni di 24 ore chiamato "My Life's Work". Puoi raccontarcelo? Come ha influenzato "Youth Pastoral"?
Come stavo dicendo, mi sono permesso un po' di pazienza in questi ultimi anni, siamo in come lavoro sia in cosa mi aspetto da me stesso. Ho imparato molto riguardo a questo dal progetto "My Life's Work", qualcosa su cui ho lavorato almeno qualche ora a settimana per circa 18 mesi di fila. Non c'è stata alcuna fretta, non c'è modo di fare qualcosa di così lungo velocemente, così ho dovuto rallentare, diventare più riflessivo, e dedicarmi al lavoro (mi rendo conto ora che abbiamo come mascotte della nostra etichetta una tartaruga... lenta e inesorabile).
Quando ho iniziato a lavorare su "My Life's Work", sapevo che non era un album tradizionale, ma nel processo di pubblicare una canzone alla volta ho cominciato a scrivere, sempre di più, finché non è divenuto una parte essenziale dell'intera cosa. Quella scrittura settimanale è stata molto d'aiuto nel superare le mie cose mentre scrivevo le canzoni che sarebbero finite su "Youth Pastoral"... Mi stavo ricordando di cose, pensavo al crescere, scavando nei ricordi e nei sogni fuori dal mondo. Ha davvero posto le basi per orientarmi.

Quando penso alla musica contemporanea con un sottostante tema religioso penso a Sufjan Stevens, a The Innocence Mission. Qual è il tuo punto di riferimento in questo contesto? Sicuramente ci sono echi del gospel e degli spiritual nell'album...
In effetti amo quel tipo di musica - viene in mente Sufjan, ma anche Danielson, ma ci sono anche altri tipi di musica devozionale che mi piace allo stesso modo, se non di più - gente come Pharoah Sanders e Alice Coltrane (specialmente la sua più tarda musica ashram).
Per me però funziona all'opposto - dapprima ho imparato a suonare musica in chiesa, cantando nel coro, prendendo lezioni di piano dall'accompagnatore della chiesa quando ero molto giovane e più tardi suonando chitarra e basso nel gruppo religioso giovanile, che suonava musica devozionale molto influenzata dai Coldplay. Trovai un tipo di gioia terrena molto più profonda del conforto della religione in quella musica, sentii cose riverberare nel mio corpo che mi risvegliarono molto più della preghiera. Mi ci vollero molti anni di amore per la musica, per abbassare finalmente la guardia e cominciare a ballare, ma credo che la musica dance sia davvero dove sento la sacralità maggiore ora. Non mi sento mai così divino come quando sono perso in un ritmo sordo, incalzante, circondato da altre persone, nel mezzo della notte. E' diventato un gospel per me!

Ci sono diversi collaboratori che fanno brillare le canzoni ancora di più (io sono particolarmente affezionato alle parti di sax), e penso che vorrai parlare un po' di Devra e del suo lavoro.
Sono estremamente fortunato, perché sono circondato e riesco a lavorare con alcune delle persone più talentuose che conosco, persone che amo e ammiro sinceramente. Permettimi di presentartele...
Nico Hedley canta e suona il basso, e suona con me da circa sette anni. E' un bassista fluido, sinuoso che è perfettamente a suo agio nell'improvvisare una melodia esplorativa al di sotto delle mie canzoni. Un grande cheerleader. Ha una band pazzesca, vagamente country (Nico Hedley and his Family Band) e ha pubblicato quello che è probabilmente il mio 7" preferito di tutti i tempi.
Dan Knishkowy suona la batteria e canta un pochino, suonava anche la chitarra credo - Dan è un cantautore incredibile, con uno stile di arpeggio sottile e sorprendente. Ha anche una band in cui suono la chitarra elettrica che si chiama Adeline Hotel (che in effetti ha un album strepitoso uscito l'8 maggio).
Alex Lewis suona la lap steel e alcune delle parti di chitarra più trascinate - un vecchio amico e sicuramente il mio chitarrista preferito, suona in un paio di grandi band di Philadelphia (Flat Mary Road e The Early) e rilascia anche brani audio e per la radio.
Dave Lackner suona tutti i fiati nell'album, e Dave produce e pubblica parte della mia musica preferita di sempre sulla sua etichetta Galtta Media - gli ultimi due dischi, in particolare, sono viscidi, malfamati, deliziosi. E' un musicista eccellente, e la sua band Blue Jazz TV fa dei live incredibili, incredibili.
E Will Stratton - un chitarrista, cantautore e compositore davvero notevole di cui sono fan da almeno dieci anni - ci ha fatto l'onore di mixare il disco. Non sarebbe suonato così bene senza la sua delicata competenza e il suo entusiasmo.
Ma naturalmente la presenza più importante nel disco - così come era nelle nostre vite - è Devra, che oltre a essere una cantante armonica incredibilmente talentuosa, era anche una delle persone più divertenti e interessanti che ho mai avuto il piacere di chiamare amico e, oltre a questo, faceva anche le sculture più meravigliose, serie, commoventi e con una coscienza ecologica. L'amo, mi manca, sono seduto vicino a una lastra enorme di resina che ha fatto lei mentre sto scrivendo. Imparo ancora da lei ogni singolo giorno. Sarebbe così eccitata dall'essere citata in un'intervista, e cercare di ricordarmi il suo entusiasmo è davvero l'unico modo con cui abbiamo avuto il coraggio di pubblicare questo disco. Sarebbe stato così grandioso pubblicarlo con lei al nostro fianco. Vi esorto a dare un'occhiata ai suoi lavori, parlano davvero da soli.

Questo è il primo disco pubblicato dalla tua etichetta, Whatever's Clever. Come mai hai deciso di crearne una? Qual è stata la tua esperienza finora?
Usavo il nome Whatever's Clever per le mie cose senza pensarci troppo da un po' - il 2016 - ma quando Nico ha avuto un paio di canzoni da pubblicare l'abbiamo resa una "cosa vera" - ed è ancora sostanzialmente noi che cerchiamo di supportarci collettivamente e dare un po' più di significato a ciò che facciamo. Cerco di non pensare ad essa come la "mia etichetta": è solo un'entità di gruppo, un modo di canalizzare positività uno verso l'altro, e forse succede che abbia l'energia e lo spazio per fare il lavoro sporco. Cercare di fare uso dei talenti delle persone - cooperare in un modo che non si verifica nella scena di New York, che può sembrare a volte tagliagole o perlomeno un po' elitaria. Per esempio, Benedict Kupstas, cantautore nell'eccellente band Field Guides, è anche un designer estremamente di talento e ha fatto un sacco di grande lavoro per le persone nel cerchio dell'etichetta, incluso il nostro piccolo logo.
E' stato grandioso finora, davvero d'aiuto e spero che possiamo continuare. Voglio dire, stiamo continuando - abbiamo un disco, che è uscito il 17 di aprile, di un compositore e percussionista incredibile, Matt Evans e il disco degli Adeline Hotel esce a maggio, e si parla di pubblicare qualcosa anche in estate.
La mia parte preferita dell'etichetta è questa serie di spettacoli in soggiorno che stiamo facendo nel mio appartamento (chiamato Paese della Tartaruga) - sono eventi davvero speciali, molto intimi, profondamente non commerciali che a volte si trasformano in grandi feste, ma spesso danno semplicemente alle persone uno spazio per interagire, fare piani sui loro sogni e ascoltare un po' di buona musica su un divano. Lo show di presentazione del disco degli Scree l'autunno scorso è stata una delle mie serate preferite di sempre, un sacco di gente seduta ad ascoltare questa musica tranquilla e pensierosa, col contrabbasso che borbotta in un angolo... Spero che possiamo tornare presto, e spero anche che possiamo pensare a simulare queste serate virtualmente tra poco...

Per nostra fortuna, hai sempre avuto un rapporto speciale con l'Italia, hai pubblicato i tuoi dischi precedenti con l'etichetta italiana Love Boat, sei stato in tour in Italia per tanto tempo e così via. Puoi raccontarci di come è iniziato tutto?
E' cominciato perché un giorno il mio buon amico Andrea Pomini ha scaricato il mio disco illegalmente. E' davvero un brav'uomo, un ascoltatore profondo e un vero campione delle cose che apprezza, specialmente se nessun altro lo fa! Lo convinse subito, per qualche ragione, e presto ne stava scrivendo su Rumore. Partì tutto da lì, il negozio Back Door di Torino comprò un po' di copie da vendere e presto ricevetti un invito a suonare in un festival yoga a Sezzadio. Andrea si offrì di pubblicare una ristampa cd sulla sua Love Boat, e poi quel festival portò a un tour di tre settimane che rimane probabilmente il periodo più felice della mia vita. Solo pura gioia, cantare per le persone e andare a nuotare tutti i giorni. Mi piaceva viaggiare in treno, portando in giro la mia roba e incontrare le persone d'estate... Provo sempre in tutti i modi a tornare!
Ho fatto un totale di cinque mesi di tour in Italia negli scorsi cinque anni, oltre all'ultima estate al Buskers Festival a Lugano. Abbiamo montato un intero disco mentre eravamo lì agli Outside Inside Studios (uno dei posti dove ho lavorato che preferisco - Matt Bordin è un genio)... Sperabilmente riusciremo a pubblicarlo presto e riportare la band in Italia. Infine, il mio amico Jordan Knecht ha pubblicato un libro su quel primo tour, se a qualcuno interessa (qui la versione audio).

Suoni anche per altre band e artisti. Puoi raccontarci di un progetto a cui stai collaborando?
Quello più importante per me è il disco degli Adeline Hotel, chiamato "Solid Love", esce l'8 maggio. Amo davvero quelle canzoni, che parlano di amici e comunità e di quel sentimento rassicurante che ti dà avere abbastanza amore nella tua vita. E Dan ha dischiuso questo spirito ipnotico, intenso, improvvisato sul quale mi piace suonare. Sono scritte sinteticamente ma più spesso si lasciano andare a queste jam sinuose, dove ci sono grandi svisate del sax di David Lackner o bellissimi intermezzi di tastiera di Winston Cook-Wilson (degli Office Culture). La cantante folk Brigid Mae Power (della quale siamo tutti grandissimi fan) fa la seconda voce e ci sono tonnellate di violoncello spruzzate per tutto il disco della nostra amica Kristen Drymala (dei Quarterly). Chissà cosa porterà il futuro - difficile collaborare con molta efficacia al momento, per me almeno - ma ho suonato la chitarra in un grande disco di Will Stratton che potrebbe uscire quest'anno, o forse no (e suoniamo dal vivo insieme da un paio di anni). C'è anche questo duo sperimentale con Matt Evans chiamato Thee Obsidian Gong - abbiamo montato un disco mentre Matt era residente al Pioneer Works di Brooklyn un po' di tempo fa e spacca davvero, stiamo lavorando per farvelo ascoltare il prima possibile. 
Detto questo, se qualcuno vuole collaborare o suonare con me, per favore mandatemi un'e-mail!

Grazie per il tuo tempo. Vedo che c'è una lista di fatti molto interessanti sulla tua vita sul tuo sito, come la stretta di mano a Neil Young e lavorare come badante di una tartaruga famosa. Ti va di raccontarcene una?
Ha! Beh, quelle due sono tra le mie migliori, ma fammi pensare... Quando avevo appena finito il college, non sapevo dove andare, così mi trasferii da mia mamma e il mio patrigno nella loro casa sul lago nel Missouri più rurale. Era quel tipo di posto dove dovevo guidare per 8 miglia per andare su internet al McDonald's. Mi divertii lì, ma quando un mio amico mi chiese se volevo unirmi a lui e guidare per il paese fino a New York City, mi mossi subito. Avevo 300 dollari e una settimana da vivere prima che arrivasse a prendermi, così cominciai a cercare posti e stage su Craigslist. Una di queste catturò davvero la mia attenzione - era qualcosa come American Cheese Industries, Inc. e stavano cercando un assistente alla produzione. Avevo almeno alcune delle competenze e abilità menzionate, così mandai un'e-mail e aspettai una risposta. Scoprii poco tempo dopo che avevo ottenuto il posto. Beh, salta fuori che questa compagnia di produzione era posseduta e gestita da un rapper bianco che stava sviluppando, potenzialmente, uno show televisivo per la Hbo. E dico rapper bianco perché questo era decisamente il suo genere: era un tipo caucasico di mezz'età, fumava un sacco d'erba e faceva queste canzoni sopra le righe, di cattivo gusto, video musicali imbarazzanti e a quanto pare fortemente influenzati dalla blaxpoitation in stile Dolemite. Del tipo, mangiava costolette a torso nudo mentre faceva rap, quel tipo di cose. Ma la cosa davvero pazzesca di tutto ciò è come faceva soldi... Il rap era solo la sua passione. Questo tizio era il proprietario/gestore della galleria/agente di un jack russell terrier che aveva una rampante carriera internazionale come pittore. Sì, questo cane era un pittore, e sì il cane vendeva i suoi lavori e aveva opere in esibizione in tutto il mondo. Potete cercarla, il suo nome è Tillamook Cheddar ed era un cane davvero meraviglioso, molto carino da avere attorno. L'arte di questo cane aveva un successo pazzesco e permetteva a questo tizio - da quanto capisco - di perseguire la propria passione di essere oltremodo stucchevole su basi rap. E allora voleva che lavorassi non per il suo cane pittore produci-soldi, ma per lui mentre cercava di diventare un rapper famoso. Questo significava perlopiù filmare le prove (e spegnere la telecamera mentre fumavano) ma una volta aiutare a gestire la scena di uno show in cui suonava... Si era appena fatto male, aveva un'ernia, e così c'erano certe cose che non poteva fare durante la performance... Ricordo che dovetti trasportare un frigorifero sulla scena per qualche motivo, da cui tirò fuori gli attrezzi scenici, e per tutto il tempo si muoveva a malapena per via del dolore. Eroico, in qualche modo.
L'ultima volta che vidi lui o Tilly il cane fu quando commissionai un'opera. Il rapper si era offerto di vendermene una con uno sconto dipendente imperdibile e io dormivo sul pavimento di una mia amica da settimane, così volevo comprarle qualcosa di carino. Decidemmo un momento in cui sarei venuto a vedere Tillamook Cheddar fare il dipinto. Lo facevano in questo modo: lui preparava questo grande insieme di carta, nastro e pastelli - lo preparava in modo che quando il cane mordeva o grattava il pacchetto, i suoi gesti si trasferissero sulla carta. Il risultato era un dipinto molto astratto ma commovente, gestuale. Forse fu per la enorme tirata d'erba che mi offrì quando iniziò, ma fu davvero prodigioso vedere il cane lavorare - sembrava stesse pensando coscientemente a cosa stava facendo in tutti i momenti, sembrava avesse una vera intenzione, avesse un piano per esprimersi. E, giuro su Dio, quando finì, si fece indietro e abbaiò due volte, il segnale prestabilito. E' un dipinto bellissimo ed è ancora appeso nell'appartamento della mia amica.
La prossima intervista ti racconterò di quando sono stato un modello di nudi!



Discografia
 Ben Seretan (self-released/Love Boat, 2014) 
 Bowl Of Plums (self-released/Love Boat, 2016) 
 Youth Pastoral (Whatever's Clever, 2020) 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

The Confused Sound of Blood in a Shining Person
(da Ben Seretan, 2014)

Cottonwood Tree
(da Bowl of Plums, 2016)

Shadow
(da Youth Pastoral, 2020)

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