Raggiungiamo in videochiamata Gianleonardo Gentile, Ester Sampaolo e Miriam Sirolli, ovvero i Delta Del Rio, per farci raccontare la loro storia, il significato delle loro nuove canzoni e le diverse influenze musicali. Una piacevole chiacchierata con il trio capitolino a ridosso dell’uscita del secondo album, “As My Eyes Do”, che raccoglie nove brani folk dall’impronta bucolica e impreziositi dal canto angelico di Ester e Miriam.
Come vi siete incontrati?
Gianleonardo: Pur avendo frequentato lo stesso liceo a Roma, per tanto tempo ci siamo solo intravisti, anche a causa di una differenza di quattro anni d'età. Ci siamo poi ricontattati tramite Facebook nel 2017 per comporre un brano. Il progetto è ripartito dopo il Covid-19, quando ho avuto un'illuminazione che mi ha portato a chiedere a Ester e Miriam di provare a fare qualcosa insieme.
Perché Delta Del Rio?
Gianleonardo: Nasce da una mia idea. La nostra musica scorre come un fiume i cui affluenti sono le voci di Ester e Miriam. Mi è venuto in mente dopo aver riflettuto su band con un appeal simile al nostro, e mi è parso subito il nome più adatto.
Le vostre musiche hanno un appeal anche cinematografico, vi piacerebbe comporre un giorno una colonna sonora?
Miriam: Sarebbe pazzesco, perché la nostra musica si aggrega molto bene a un'idea cinematografica, ma andrebbe bene anche se fosse per una serie-tv, dove le canzoni hanno spesso un ruolo chiave.
Gianleonardo: C’è da dire anche che sarebbe una bella sfida personale per tutti noi, non è mai semplice porsi come compositori originali per le musiche di un film, che è ben diverso da utilizzare o scegliere brani già esistenti.
Come è nata “Dewdrop"?
Gianleonardo: E’ un'anticipazione del nostro nuovo corso, ma anche una dichiarazione d'intenti e un invito ad accogliere le proprie fragilità per trasformarle in opportunità di rinascita, che è sempre un processo interno, e nel quale ogni lacrima che cade dovrebbe brillare come una goccia di rugiada, simboleggiando dunque anche la capacità di rinascere ogni volta che si soffre. “Dewdrop” è stata non a caso scritta all'alba, di fronte al mare, in un momento di riflessione.
Nelle vostre canzoni c’è un forte richiamo al new folk americano, da dove nasce questa fascinazione?
Gianleonardo: Sebbene sia un grande appassionato di musica folk americana ed europea, le influenze odierne per noi sono molto liquide e viaggiano velocemente. Il nostro approccio incrocia la musica corale polifonica con accordi molto aperti e semplici, distinguendosi da altri progetti che si sentono nella musica country.
Tre dischi o musicisti a testa che vi hanno cambiato la vita.
Miriam: Sono molto legata al cantautorato italiano, quindi dico Dalla, De Gregori e Battiato. "Buonanotte Fiorellino", ad esempio, è stata per anni un ascolto quotidiano della mia infanzia. Ester: Il mio background è classicheggiante e non solo, dunque a naso direi Claudio Monteverdi, "Abbey Road" dei Beatles "Ok Computer" dei Radiohead. Sono le diverse macro-esperienze che hanno plasmato il mio percorso musicale.
Gianleonardo: "Astral Weeks" di Van Morrison, "The Black Album" dei Metallica, e “Bon Iver, Bon Iver” dei Bon Iver, ossia tre dischi che hanno influenzato la mia esistenza e il mio approccio alla musica.
Com'è nata "As My Eyes Do"?
Gianleonardo: E’ un brano a cui sono particolarmente legato, avendolo scritto per mia moglie. E’ una sorta di manifesto di come dovrebbe essere una relazione, in particolare un invito a guardarsi attraverso gli occhi della persona amata per vedersi come la "persona migliore del mondo".
Quanto siete cambiati negli ultimi due anni?
Ester: E’ cambiata innanzitutto la relazione fra noi tre. Oggi siamo più a nostro agio e sperimentiamo sempre nuove cose, insomma ci sentiamo meno condizionate dalle canzoni già pronte di Gianleonardo.
Gianleonardo: Il processo di arrangiamento è diventato più rapido e convincente, e tutto questo è dovuto, appunto, anche a una maggiore solidità del nostro rapporto.
La scelta dei cori è un richiamo alla musica gospel e a una certa spiritualità?
Ester: In parte sì. Io e Miriam cantano insieme dalle elementari, quindi abbiamo sperimentato sin da subito canoni diversi e controcanti. Le nostre voci si sono poi perfezionate nel coro "Musica Nova", grazie al quale abbiamo imparato a comprendere meglio gli accordi e le dissonanze. C'è inoltre l'idea di andare in full band dal vivo e non vediamo l’ora di farlo.
Vi piacerebbe cantare un giorno anche in italiano?
Gianleonardo: Sebbene non sia chiuso all'italiano, per me è più spontaneo scrivere in inglese a causa delle mie influenze musicali. Peraltro l'italiano è una lingua difficile da scrivere, ma se Ester o Miriam portassero un brano in italiano che hanno scritto, potrei senz’altro considerarlo.
(23 novembre 2025)