Honeyglaze

Honeyglaze

Ombre in cameretta

intervista di Daniel Moor

In occasione della pubblicazione del loro album di debutto raggiungiamo via Zoom Anouska, Yuri e Tim degli Honeyglaze. L’intervista si trasforma in breve in una piacevolissima chiacchierata e i tre ci parlano della loro esperienza con il produttore Dan Carey e di come il loro processo di scrittura stia cambiando nel tempo. E, tra una cosa e l’altra, emerge la passione che abbiamo in comune per la musica degli Squid e di Cate Le Bon

Congratulazioni per il vostro disco di debutto! Mi è piaciuto davvero molto! Come vi sentite riguardo l’imminente uscita dell’album? Mancano solo due settimane…
Yuri: Due settimane!?
Tim: È bello che esca. Questa è la fine di un processo davvero lungo, quindi è davvero bello!
Anouska: Sono emozionata!
Yuri: Sì!

Come mai avete scelto di intitolare l’album con il nome della vostra band? Era una sorta di dichiarazione del tipo: “Hey, questi siamo noi!”?
Yuri: Mentre registravamo, sentivamo che l’album era un po’ tutto ciò che avevamo come gruppo. È una documentazione del tempo che abbiamo trascorso insieme e di chi eravamo in quel momento. Penso che questo sia il motivo per cui “Honeyglaze” ci sembrasse il titolo giusto.
Anouska: Sì, credo che abbia un valore introduttivo. Queste sono state le prime canzoni che abbiamo scritto e con questo disco ci stiamo presentando a chi ci ascolterà.
Tim: È poi bello non dire mai troppo, dire sempre e solo quello che devi dire. Quando aggiungi un titolo aggiungi anche un po’ di informazioni e noi non volevamo farlo. Queste sono le canzoni: tutto qui.

C’è una grande eterogeneità di stili nel disco, ma anche una forte coesione di fondo. Dove trovate l’ispirazione per le vostre canzoni?
Yuri: Uhhh…
Tim: Dovunque?
Yuri: [annuisce e sorride] Sì, dovunque!
Anouska: Penso che proviamo a incorporare tutto ciò che ci capita di vedere e sentire intorno a noi.

Adoro la canzone “Burglar”. Specialmente, l’immagine di questo scassinatore che viene a derubarti del tuo tempo, probabilmente quello più felice. Penso che questi versi esprimano bene la nostra fragilità e le nostre debolezze. A volte ci sembra di essere indifesi di fronte alle nostre ansie. Per questo ritengo che la canzone sia davvero intensa e, posso dirvelo in tutta onestà, commovente. Potete dirci di più? Cosa significa questo brano per voi?
Anouska: La canzone è basata su una poesia di Charles Bukowski e ho preso molta ispirazione da essa e ho riutilizzato alcuni versi. Sì, è davvero bello questo vago stato onirico… sentire il tempo che scorre via e la sensazione delle prime ore del mattino. E quando la ho portata ai ragazzi è stato molto facile finire di scriverla.

È stato il vostro primo singolo! Una canzone lenta, oscura e lunga più di cinque minuti è stata davvero una scelta audace! Perché avete scelto questo brano come “singolo di presentazione”?
Yuri: [ride]
Tim: Allora nessuno ci conosceva e quindi il primo singolo non sarebbe stato di certo quello più vendibile. La canzone è una delle nostre preferite ed è per certi versi l’inizio di noi come gruppo.
Anouska: Penso non volessimo partire subito forte con un pezzo pop. Volevamo qualcosa di più lento e riflessivo e poi da lì volgere verso qualcosa di più ritmato e melodico. È stato divertente “presentarci" con quel pezzo! [Infatti il secondo singolo “Creative Jealousy” è decisamente più pop, ndr]

Mi piace l’ironia di “Female Lead” e penso ci stia bene con la bella melodia pop. Anouska, hai fatto davvero quello che canti nella canzone? Hai pensato di tingerti i capelli biondi tipo Madonna?
Anouska: No, non l’ho fatto, ma durante il lockdown tutti si tagliavano la frangia o sperimentavano con il colore dei capelli. Mi divertiva come cosa e mi sento spesso tentata da questi cambiamenti drastici. Mi sembrava una situazione divertente su cui potevo provare a scrivere qualcosa, ma, no, non mi sono mai fatta bionda.

In futuro, forse.
Anouska: Forse…
Tim: Avresti dovuto farlo per il video.
Yuri e Anouska: Sì!

Ho l’impressione che “Creative Jealousy” differisca da ogni altro pezzo nel disco. [Yuri annuisce] Sembra quasi che questo “blocco creativo” vi abbia portato a qualcosa di nuovo. Cosa potete dirci riguardo a questa canzone?
Yuri: Wow!
Tim: Penso che “Creative Jealousy” e “I’m Not Your Cushion” siano state scritte poco prima che dovessimo smettere di vederci a causa del lockdown. Penso che quello fosse un momento in cui eravamo davvero entusiasti e tentavamo di cambiare le canzoni il più possibile. Originariamente era una cosetta un po’ bossanova su una tastiera e poi io e Yuri le abbiamo cambiato il ritmo. Quando abbiamo iniziato a registrare i demo, abbiamo cercato di vedere cosa sarebbe successo se avessimo reso tutto un po’ più instabile e traballante.
Anouska: Penso che prima fosse una canzone molto più pulita e, appena abbiamo iniziato a suonarla, è diventata sempre più dark.

Nel disco canti di un sentimento di costante inadeguatezza, dici di avere difficoltà con l’autostima e di avere l’impressione di non essere adatta a nessun luogo o circostanza. Vorrei allora chiederti, Anouska, se posso, [lei intanto ride]: scrivere canzoni è una sorta di empowerment per te o un modo per esprimere completamente te stessa, o una combinazione di queste due cose?
Anouska: Sì, immagino che sia una combinazione, ma trovo che la maggior parte delle volte sia d’aiuto trasformare quelle sensazioni in qualcosa di positivo. È un po’ un senso di frustrazione e fare qualcosa di produttivo con esso, piuttosto che avere solo quel sentimento dentro di me, è d’aiuto. Tutti hanno difficoltà con tutte queste cose…

“Childish Things” è probabilmente la mia canzone preferita. Sono rimasto veramente impressionato al primo ascolto. È un’ottima conclusione per un viaggio musicale appagante e ti fa venire voglia di riascoltarti il disco dall’inizio. La “rivelazione” alla fine è abbastanza brutale però. [Yuri ride] Pensate veramente che siamo tutti e tutte ciechi in qualche modo?
Anouska: Penso che quando ho scritto il testo, mi sono resa conto che tutti sono sulla stessa barca. Tutti hanno gli stessi sentimenti, tutti stanno solo vagando e non sanno esattamente cosa stanno facendo.
Yuri: È sempre stata l’ultima canzone che suonavamo durante i nostri concerti. Penso che colpisca perfettamente quando termini lo show con quella canzone e poi c’è il silenzio... Trovo che sia fantastico!
Tim: Originariamente tutto il nostro set era molto tranquillo. Yuri a volte suonava con le spazzole e cercavamo di essere leggeri mentre accompagnavamo Anouska. In quella canzone, invece, suonavamo più forte che potevamo. Inoltre, “Start”, la traccia introduttiva, ha dei sample di “Childish Things” per creare una sorta di effetto speculare o loop durante l’ascolto del disco.

Oh, non me ne ero accorto!
Sono solo delle parti vocali in sottofondo… e ha gli stessi accordi.

Qual è la “cosa più infantile” che avete detto recentemente? [ridono]
Anouska: Non ho detto, ma ho sicuramente fatto qualcosa di infantile ieri. La mia coinquilina non era in casa e le ho messo una fetta di formaggio americano nel letto… [ridiamo] Aspetto di sentire il feedback!
Tim: Ho postato uno screenshot di un’intervista, ma non volevo violare i diritti d’autore e quindi ho sostituito le parole nell’articolo con quelle di un finto programma radiofonico che avevo fatto da adolescente.
Yuri: Purtroppo non ho nulla da dire…
Anouska: Yuri è molto serio e adulto.
Tim: Vero?
Yuri: Però ieri mi sono accidentalmente sputato addosso. Avevo la sensazione di avere qualcosa in bocca e, cercando di sputare, mi è andato tutto sul corpo. [ride]
Anouska: Daniel, non so se è quello che volevi sentire.

Va bene, va bene.
Anouska: Non so se sia utile…
Tim: Lo pubblicherai?

Forse… se è okay per te, Yuri, potrei trascriverlo.
Yuri: Certo!
Tim: Vorrei vederlo trascritto!
Yuri: Sì! [ride]

“Childish Things” è la canzone più lunga in “Honeyglaze” e si prende tutto il tempo per crescere in intensità. Quando scrivete i vostri pezzi più “pesanti” partite già con l’idea che si tratterà di un brano stratificato o vi accorgete solo lentamente che potete andare oltre e allungare la canzone?
Anouska: Mi pare che in origine la canzone avesse solo tre strofe ed era leggermente più corta. Ma la suonavamo spesso dal vivo e protraevamo la fase di accumulo, specialmente quando abbiamo preso i pedali e abbiamo potuto aggiungere un altro strato di intensità.
Yuri: Penso che sia davvero per questo! Quando abbiamo ottenuto i drive pedals ci siamo detti: “Okay possiamo andare un passo oltre con tutto ciò e aggiungere un’altra sezione e suonarla ancora più forte!”.

Come è di solito il vostro processo di scrittura?
Tim: Dipende dalla canzone.
Yuri: Sì. Anouska ha scritto la maggior parte delle canzoni dell’album senza me e Tim. Erano solo accordi e melodia e poi io e Tim abbiamo composto la nostra parte intorno a quello o abbiamo cambiato leggermente delle cosette. Ma adesso facciamo molto di più direttamente insieme. Stiamo provando cose insieme e stiamo cercando di creare nuove sezioni insieme.
Anouska: Sì. “Half Past” è il pezzo più vicino a come scriviamo ora, perché l'abbiamo scritto abbastanza tardi ed è stato il brano, tra quelli presenti in “Honeyglaze”, per cui abbiamo maggiormente lavorato collettivamente.

Trovo l'atmosfera delle copertine dei singoli e di quella dell’album molto intriganti. Potreste dirci di più al riguardo e su questa iconografia dark che avete scelto per la band?
Yuri: Tutte le copertine, tranne quella per “Burglar”, sono state realizzate da un’artista che si chiama Agnes Treherne. Lei fa questi bellissimi dipinti in cui ci siamo imbattuti per caso online. L’abbiamo contattata e a lei è piaciuta molto la nostra musica. E così è nata questa sorta di collaborazione.
Tim: La copertina di “Burglar” è stata invece realizzata da Bug Shepherd-Barron. L’atmosfera onirica si adatta bene a quella della canzone. E anche le opere di Agnes si prestano molto bene alla nostra musica. Immagino ci piaccia quel tipo di estetica…

Dan Carey ha prodotto il vostro disco. Come è stato lavorare con lui? È ormai una leggenda in quel di South London, vero?
Yuri e Tim: Sì, è davvero una leggenda!
Yuri: È una persona meravigliosa con cui lavorare. Le dimensioni e l’intensità dei nostri spettacoli sono cresciute molto da quando abbiamo incontrato Dan e poi lui ti dà molta fiducia.
Tim: Crede molto nella musica a cui lavora. Questo ci ha aiutato molto. Avere qualcuno che sa esattamente cosa sta facendo e che, allo stesso tempo, lo apprezza molto, ci ha reso più fiduciosi nelle nostre scelte artistiche.
Anouska: Ci ha trasmesso molto e poi si è preso del tempo per ascoltare quello che avevamo da dire. Era davvero paziente e incoraggiante! Un uomo adorabile!

C’è un disco che preferite tra quelli che ha prodotto?
Yuri: Uhh, domanda difficile!
Tim: Molto difficile decidersi: ha lavorato a tipo metà della mia musica preferita.
Yuri: Beh… La musica degli Squid è fenomenale! “Town Center” e “Bright Green Field” sono probabilmente tra gli album usciti di recente che più amo.
Tim: Sì, direi anch’io “Bright Green Field” e poi probabilmente qualcosa dei Chairlift.

Io adoro anche gli album di Kae Tempest!
Yuri: Ohh, sì!
Tim: Sì, sono davvero bellissimi!

Ho letto in un’altra intervista che amate Cate Le Bon. È tra le cantautrici che più adoro. Avete mai avuto la possibilità di vederla suonare dal vivo?
Anouska: Sarei dovuta andare a vederla un paio di settimane fa, ma alla fine ero via e l’ho mancata… ma quest’anno suoneremo a dei festival in cui c’è anche lei.
Yuri: Sì, al Green Man.
Anouska: Sono entusiasta e non vedo l’ora di sentirla suonare!

È fenomenale!
Tim: È magica, vero? Assomiglia un po’ a una specie di alieno!

Comunque che figata che suonate al Green Man! Ci siete già stati?
Tim: Sì, amiamo il festival. Ci abbiamo suonato l’anno scorso.
Anouska: È stato il primo festival a cui abbiamo suonato insieme!
Tim: È stato il nostro primo concerto fuori Londra.
Anouska: È stato assurdo! Un’esperienza magica, davvero divertente!
Tim: Io andai anche sette anni fa, il che è una cosa piuttosto difficile da immaginare… È stato bizzarro e davvero crazy!

Non posso neanche immaginare come potesse essere la line-up…
Tim: C’erano, tra gli headliner, gli Slint e i Neutral Milk Hotel.

Wow!
Yuri: [sgrana gli occhi] Oh my god!

Già!
Yuri: Che figata!

E ora? Cosa riserva il futuro agli Honeyglaze?
Anouska: Ci sciogliamo!
Tim: Sì, Noush ha lasciato… [ridono]
Yuri: No, penso che il prossimo passo per noi sia andare in tour. Saremo via a partire da metà aprile per un mese e mezzo con un ritmo di quasi un concerto a sera… sarà divertente…

Godetevelo!
Yuri: Sì...
Tim: Sopravviveremo?
Yuri: Bella domanda…

State pianificando di andare in tour anche nel continente?
Anouska: Probabilmente nel futuro! Di sicuro è una cosa che vorremmo fare!
Yuri: Probabilmente l’anno prossimo!

Beh, allora spero di vedervi presto suonare dal vivo! Grazie per questa intervista: è stato davvero bello parlare con voi!
Tim: Sì, vieni a un nostro concerto!
Yuri e Anouska: Grazie a te. Ciao, ciao!

(Aprile 2022)

Discografia

Honeyglaze (Speedy Wunderground, 2022)

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video
 Burglar
(da Honeyglaze, 2022)
 Female Lead
(da Honeyglaze, 2022)
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