HONEYGLAZE - Honeyglaze

2022 (Speedy wunderground)
indie-rock, jangle-pop, post-punk

I know that I look seventeen

I know that I’m no beauty queen

It might come as a surprise

That I don’t like being patronised

(da “Young Looking”)

Saranno anche giovani, Anouska Sokolow e i suoi compagni Tim Curtis e Yuri Shibuichi, ma possiedono tutta la grinta necessaria per imporsi sulla febbricitante scena alternativa londinese e per non farsi trattare con sufficienza da critica e pubblico. D’altronde, l’album di debutto degli Honeyglaze ha avuto l’approvazione – e la benedizione – di uno dei guru del nuovo rock underground di South London, Dan Carey, il quale ha messo a disposizione del terzetto il suo studio e ha prodotto la raccolta. Registrate celermente in soli tre giorni di take condensate al massimo, le undici canzoni riescono a catturare l’energia grezza e vitale che la band deve senz’altro sprigionare durante i suoi concerti.

Stilisticamente eterogenei, i brani mostrano una passione quasi onnivora per il rock e il pop indipendente. Il terzetto passa con naturalezza dalle partiture post-rock del lento movimento introduttivo (“Start”) ai jangle chitarristici di “Shadows”, dalle reminiscenze del pop più spensierato degli anni Sessanta (“Female Lead”) a tessiture più articolate, memori di tutta un’arteria rock rallentata, cadenzata e sfumatamente oscura (“Burglar” e “Childish Things”). E sono proprio una certa teatralità “tragica” ereditata dal post-punk più ieratico e una ricerca della tetraggine emotiva tipicamente adolescenziale a creare quell’unità di fondo che si respira nell’intera raccolta.

Si percepisce anche una certa voglia di stupire e di farlo proprio nei momenti più improbabili. Lo stacco strumentale in “Half Past” stravolge infatti completamente la struttura di quella che sembrava altrimenti essere una semplice canzonetta indie-pop dall’andatura sbilenca: le chitarrine tintinnanti vengono fagocitate dall’improvviso vorticare di un’impalpabile nebulosa post-rock che priva il comparto ritmico della sua gravità e destabilizza chi ascolta.

È però nella lunga – quasi sei minuti – traccia conclusiva che il terzetto si supera, naufragando dolcemente tra indie-rock morfinizzato, crescendo strumentali e un vortice di disperazione adolescenziale. “Childish Things” funge così da perfetto congedo per un debutto dal fascino immediato e magnetico. Degli Honeyglaze se ne parlerà ancora a lungo.

28/04/2022

Tracklist

  1. 1. Start
  2. 2. Shadows
  3. 3. Creative Jealousy
  4. 4. I Am Not Your Cushion
  5. 5. Female Lead
  6. 6. Burglar
  7. 7. Half Past
  8. 8. Deep Murky Water
  9. 9. Young Looking
  10. 10. Souvenir
  11. 11. Childish Things

HONEYGLAZE sul web