26/06/2019

Massimo Volume + Giardini Di Miṛ

Castello Sforzesco, Milano


di Michele Palozzo
Massimo Volume + Giardini di Miṛ

Quest’anno il destino ha voluto che, proprio in corrispondenza della più gravosa ondata di caldo africano, la festosa programmazione dell’Estate Sforzesca facesse spazio a tinte più malinconiche, per non dire apertamente nostalgiche. Portare i Massimo Volume e i Giardini di Mirò sullo stesso palco significa esser pronti a rivivere tutto il carico di sensazioni fin de siècle che, nella stagione a cavallo tra anni Novanta e Duemila, ha trovato anche in Italia voci distintive e (forse inaspettatamente) destinate a perdurare sino ai giorni nostri.
Davvero due band sorelle del rock indipendente nazionale, rispettivamente vicine ai 30 e 25 anni d’età, legate tra loro da amicizia e sensibilità affini – in pratica, le due identità più riconoscibili del post-rock nostrano.

Nel giardino del Castello Sforzesco di Milano l’afa e la luce del sole non accennano ancora a dileguarsi quando i Giardini di Mirò fanno il loro ingresso sul palco, ideali per accompagnare il lungo tramonto di questa sera di giugno. Le chitarre di Corrado Nuccini e Jukka Reverberi, il fratello polistrumentista Emanuele Reverberi, Luca Di Mira alle tastiere, Mirko Venturelli al basso: questi i componenti storici, assieme al più recente batterista Lorenzo Cattalani, per dividersi tra passato e presente del loro enfatico sound, ossia tra il lontano esordio “Rise And Fall Of Academic Drifting” (“Pet Life Saver”, “Pearl Harbor”, “A New Start”) e l’ultimo “Different Times”, uscito nel 2018 per la stessa 42 Records che oggi pubblica anche i Massimo Volume.

E sono davvero "altri tempi" quelli in cui le due band si trovano a portare avanti la loro storia: specialmente i Giardini perpetuano quell’estetica soft/loud che ha raggiunto il suo massimo splendore nello scorso decennio, e che oggi inevitabilmente sembra appartenere a un’epoca finita. Eppure la passione e il genuino senso melodico della band di Cavriago non possono lasciare indifferenti né suscitare semplici deja-vu, specie a motivo degli strumenti aggiuntivi che impreziosiscono certi arrangiamenti (violino, oboe, sassofono, steel guitar). Quand’anche si avvertono echi di compagini estere come Dirty Three ed Explosions In The Sky, ciò non fa che confermare l’appartenenza dei Giardini a una tradizione gloriosa che in Italia non ha altri esponenti a essi paragonabili. Per il pre-finale sale sul palco Emidio Clementi, voce narrante di “Malmoe (...My Supreme Idea Of Love)”, raro episodio comparso sull’Ep “The Soft Touch” del 2002.

Qualche apparente inghippo tecnico fa tardare l’esibizione dei Massimo Volume, che dopo il tour nei teatri porta anche nelle venue estive i pezzi de “Il nuotatore”. Lo storico terzetto Clementi/Sommacal/Burattini è affiancato dalla seconda chitarra di Sara Ardizzoni (Dagger Moth), che dimostra assoluta padronanza dei riff principali e aggiunge spessore a una formula che questa sera appare persino più diretta e impattante del solito. Inatteso l’attacco di “Dymaxion Song”, con quel grido ribelle "Ti piaccia o no" da parte di tutti i componenti, per poi proseguire con una serie di brani del passato prossimo: “Le nostre ore contate” e “Fausto”, dall’album della reunion “Cattive abitudini”, poi i migliori momenti dell’ultimo, specialmente “Amica prudenza” e “La ditta di acqua minerale”. Questa sera Clementi sfodera una voce più aspra e un umore più affabile, quasi sornione nel rivolgersi al pubblico tra una canzone e l’altra, rispondendo persino a un paio di richiami dalla platea.

Poche, invece, le concessioni al repertorio storico, tutte destinate al bis chiamato a gran voce: una inconsueta “Alessandro” dall’esordio “Stanze” e “Qualcosa sulla vita”, con la partecipazione di Emanuele Reverberi al violino, prima di richiamare sul palco tutto il nucleo storico dei Giardini per un gran finale; “Fuoco fatuo” dura da sempre un paio di minuti, ma il suo ritmo dirompente e la recitazione tesissima la rendono un autentico colpo al cuore, e qui, con le due formazioni ai posti di combattimento, diventa un bagliore fulmineo e indimenticabile.
Due ore e mezza di concerto ci hanno attraversato appagando una sana nostalgia per il meglio che l’indie italiano (quello vero) ci ha offerto e continua a offrirci. È quindi un arrivederci che speriamo di poterci scambiare ancora per lunghi anni.

Setlist

Giardini di Mirò


Different Times
Landfall
Broken By
Good Luck
Pet Life Saver
Pearl Harbor
Angeline
Rome
Malmoe (...My Supreme Idea Of Love) (con Emidio Clementi)
A New Start (For Swinging Shoes)


Massimo Volume


Dymaxion Song
Una voce a Orlando
Le nostre ore contate
Fausto
Amica prudenza
Nostra Signora del caso
Fred
La ditta di acqua minerale
L’ultima notte del mondo
Il nuotatore

Bis

La cena
Alessandro
Qualcosa sulla vita (con Emanuele Reverberi)
Fuoco fatuo (con Giardini di Mirò)

Massimo Volume su OndaRock
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