30/08/2022

Iggy Pop And The Free Band + Mantova Chamber Orchestra

Palazzo Te, Mantova


di Matteo Contri
Iggy Pop and The Free Band + Mantova Chamber Orchestra

L’Iguana si presenta alla corte dei Gonzaga e, benché accompagnato trionfalmente dalla Mantova Chamber Orchestra, non fa certo cerimonie. La platea si infiamma fin dalle primissime note di "Five Foot One" che, dopo i rintocchi cavernosi dell’intro strumentale che paiono uscire direttamente dalle volte che delimitano l’esedra, arriva come un treno in corsa ad azzerare la forza di gravità delle sedute preposte per il pubblico.
È una nottata veramente speciale, come lo stesso padrino del punk ripete a più riprese, in cui i misteriosi pezzi tratti dal recente “Free” si accostano ai classici degli anni Settanta in un andirivieni tra sfuriate chitarristiche e maestose impalcature sonore su cui il nostro alterna senza battere ciglio il ruolo di mattatore rock'n’roll a quello di crooner d’antan. È così che le vibrazioni oscure di “Loves Missing” prima sfociano nella criptica e sinuosa “Sonali” e lasciano poi il palco al sing along della sempre immensa “The Passenger” che riempie chiunque della gioia più vera.

 

Le orchestrazioni di Enrico Gabrielli (Calibro 35, Mariposa, The Winstons ecc.), sempre coinvolgenti ma mai eccessive o invasive (probabilmente anche a causa del pochissimo tempo per provarle insieme alla Free Band), si sposano alla perfezione con le atmosfere del già citato ultimo Lp e con la magnifica cornice scelta per l'occasione, facendosi protagoniste assolute di pezzi come “James Bond”, in cui svettano archi sottili e acuminati come coltelli che si infilano tra le costole della canzone, e “The Endless Sea”, portatrice di una magia immersiva che fa sprofondare gli astanti in un contemplativo ed estatico silenzio.
I classici del rocker di Detroit risplendono invece di luce propria: “Sister Midnight” e “Mass Production” sono ancora pregne di quel fascino alieno e wave che le vide nascere presso un’altra corte, quella del Duca Bianco, così come l’energia appiccicosa di “Lust For Life”, “Gimme Danger” e “I’m Sick Of You” non cede di un passo all’avanzare dell’età.

L’ultima parte di live accompagnata dall’orchestra riserva grandi soddisfazioni, da ricercare nelle incredibili profondità vocali di “Page”, in cui il nostro dimostra di essersi totalmente messo alla spalle i problemi alle corde vocali che costrinsero a rimandare il live a luglio, ma anche nell’eleganza malata di “Nightclubbing” e nelle escursioni free jazz sul finale di “Glow In The Dark” in cui indossa i guantoni da pugile, claudicante forse ma mai domo, per destreggiarsi tra i soli dei fiati.

 

I quattro pezzi dell’encore sono un finale al fulmicotone in cui l’elettricità della Free Band e dell’Iguana riporta in vita la follia degli Stooges senza lasciare spazio nemmeno per riprendere fiato e marchiando a fuoco definitivamente il pubblico, che senza distinzione d’età (dai bambini agli ottantenni) balla ininterrottamente dall’inizio alla fine. Un’esperienza, sul finire di questa tribolata estate, che difficilmente potremo dimenticare.

Setlist

Iggy Pop and The Free Band + Mantova Chamber Orchestra


Intro strumentale (The Free Band e Mantova Chamber Orchestra)

Five Foot One
Loves Missing
Sonali
The Passenger
James Bond
Dirty Sanchez
Lust For Life
The Endless Sea
Sister Midnight
Mass Production
Free
Gimme Danger (The Stooges)
Sick Of You (The Stooges)
 
Stacco strumentale (The Free Band e Mantova Chamber Orchestra)

Page
Nightclubbing
Glow In The Dark
I Wanna Be Your Dog

Iggy Pop and The Free Band

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Death Trip (The Stooges)
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