07/07/2022

Iron Maiden

Bologna Sonic Park, Bologna


di Martina Vetrugno
Iron Maiden

Annunciati nel 2019 nella cornice del Bologna Sonic Park e tenuti in sospeso in un limbo per quasi tre anni, causa pandemia, gli Iron Maiden capitanati da Bruce Dickinson e Steve Harris avrebbero dovuto calcare il palco dell'Arena Joe Strummer dinanzi a un pubblico di ben trentamila persone, portando in scena alcuni brani del nuovo album "Senjutsu" e i loro maggiori successi... Avrebbero... La kermesse rock bolognese non era partita sotto i migliori auspici con l'altrettanto attesa data della reunion dei My Chemical Romance, durante la quale si erano verificati numerosi problemi organizzativi e anche parecchi malori tra il pubblico presente. Ad essi erano seguiti a un mese di distanza i Deep Purple, evento di minor portata, data l'assenza di PIT Area e ingresso a tarda ora, quindi senz'altro più facile da gestire, di conseguenza il live dei Maiden avrebbe dovuto rappresentare anche il ritorno in carreggiata da parte dell'organizzazione, con uno show degno del nome presente in cartellone.
L'apertura cancelli è stata leggermente caotica e in lieve ritardo, ma tutto sommato nella norma: per farla breve non si sono verificati malori gravi sotto il sole e a nessuno sono stati tolti viveri e acqua prima del dovuto. E questo rispetto al primo live ha rappresentato un buon passo avanti. Al di là delle sottigliezze che possono piacere o meno al pubblico, tutto sembrava procedere secondo i piani, nonostante si parlasse di possibile allerta meteo da un paio di giorni, e il maltempo a Bologna avesse già dato prova delle sue brutte intenzioni (e della sua maleducazione) scoperchiando il palco del Sequoie Music Park al Parco delle Caserme Rosse.

 

Il cielo terso con soltanto qualche nuvola bianca, il sole cocente e il via vai di aerei in direzione Aeroporto Marconi: la quiete prima della tempesta. I primi a esibirsi sono stati i Lord Of The Lost, quintetto tedesco situato nel panorama metal tra industrial e gothic e dotato di buona presenza scenica, a tratti fin troppo symphonic da rasentare la zona "ritornello da Eurovision", ma si fa comunque valere e ascoltare volentieri, soprattutto con l'esplosiva apertura "Drag Me To Hell", il pezzo forte "Die Tomorrow", la granitica "The Gospel Of Judas" e "Loreley".
A farsi ricordare maggiormente tuttavia sono stati gli australiani Airbourne, band cresciuta a birra e Ac/Dc, il cui spumeggiante leader Joel O'Keeffe ha saputo intrattenere e caricare a pallettoni il pubblico, tra continue interazioni, lanci di bicchieri di birra (si saranno giocati il budget solo con quella) e ottimi guitar riff, con qualche omaggio a Black Sabbath e ai conterranei appena citati, nascosti tra le jam strumentali dell'ottima "Runnin' Wild".

Alle 20.40 il cielo ha iniziato ad assumere le sembianze della copertina di "Brave New World" e il vento a diventare più forte: chi si trovava sotto ai maxischermi se li vedeva dondolare sopra alla testa in modo poco rassicurante come una spada di Damocle, e questo, insieme ai lampi avvolti dalle nuvole nere, non lasciava presagire nulla di buono. Da qui si sono susseguiti, nell'ordine, la rocambolesca evacuazione della zona PIT sotto l'acquazzone, con qualche lancio di pietre verso il palco, e della collinetta, l'aumento di panico da parte di alcuni (e dell'arrabbiatura da parte di altri), la sospensione temporanea e l'epilogo scontato con la cancellazione dell'evento, visto che alcuni si erano anche già diretti alle uscite alla cieca, dirottati alla mal'e meglio dagli steward presenti, alla ricerca del parcheggio, girone infernale che, alla modica cifra di 10 euro, ha inghiottito in un gorgo le auto per almeno un'ora o più.

Ora è ovviamente caccia al "colpevole": ma ne vale la pena? Se ciò significa prendersela con la band, probabilmente no: se fosse potuta salire sul palco per portare avanti lo show, lo avrebbe fatto. Per quanto riguarda l'organizzazione, il discorso è molto più complesso, se si guarda alla gestione di una possibile emergenza ed evacuazione ci sarebbe tanto da dire, perché molte cose sono risultate sbagliate da tanti punti di vista (per dirla in maniera brutale: se ci fosse stata un'emergenza concreta qualcuno si sarebbe fatto male seriamente, causa incompetenza generale), ma sul fronte decisionale di sospendere o portare avanti la baracca vale la pena far notare che:
1. Se fosse stato deciso di annullare tutto qualche giorno prima, seguendo le previsioni meteo, e poi non fosse capitato nulla, la gente si sarebbe arrabbiata, qualcuno avrebbe perso ugualmente denaro per viaggi e pernottamento non rimborsabile e se la sarebbero presa tutti con la band, impossibilitata inoltre a fissare la data a breve;
2. Si è scelto di portare avanti l'evento come se nulla fosse, le persone attualmente si lamentano del fatto che non sia stato annullato prima;
3. Se si fosse deciso di andare avanti con lo show e fosse capitata qualche disgrazia (caduta fulmini, grandine, vento che potesse far staccare o volare oggetti et similia), le persone si sarebbero inalberate chiedendo perché non fosse stato annullato, in quanto pericoloso;
4. Si è deciso di aspettare e poi annullare tutto per la possibile pericolosità dell'evento atmosferico, la gente verrà rimborsata del biglietto, ma purtroppo non dei costi personali di trasferta, ovviamente, e questo fa senz'altro arrabbiare.

La storia non si fa con i se e con i ma, tuttavia osservando i vari scenari, non ci sono vincitori tra gli spettatori, ma quasi solo vinti, tranne coloro che per cause di forza maggiore avevano scelto di non andare in genere e non erano riusciti a rivendere il proprio biglietto, in questo caso riceveranno il rimborso e non avranno perso assolutamente niente. Tutto questo dovrebbe solo servire di lezione per il futuro a chi amministra il festival: ci sono dettagli che devono essere pensati e implementati a monte, e non improvvisati sul momento, come se pericoli o emergenze non fossero contemplati o possibili.
Altro colossale interrogativo permane sul cosiddetto "coprifuoco" vigente dalle ore 23.30, che avrebbe impedito ai Maiden di poter iniziare a suonare tranquillamente a temporale concluso e portare avanti l'esibizione per intero: l'arena è nel bel mezzo del nulla o quasi. Se la scusa è il decoro urbano o la mancanza di mezzi pubblici dopo un certo termine, non solo non è credibile, ma fa terribilmente sorridere al giorno d'oggi.

L'unica tempesta perfetta che avrebbero voluto vedere i presenti non si è avverata, e "la Bestia" si è vista sconfitta da Madre Natura come le 666 arcate del Portico di San Luca a Bologna sono sovrastate dal santuario mariano. Il problema è che per una volta avremmo preferito che i ruoli si invertissero (per una buona causa, s'intende) e non lasciassero spazio a un ricordo di bruciante desolazione e soprattutto, ancora una volta, malagestione di una possibile emergenza.

Setlist

Lord Of The Lost


Drag Me To Hell
Morgana
Dry The Rain
Born With A Broken Heart
Under The Sun
The Heartbeat Of The Devil
The Gospel Of Judas
Die Tomorrow
Loreley
On This Rock I Will Build My Church


Airbourne


Ready To Rock
Back In the Game
Girls In Black
Burnout The Nitro
Boneshaker
Breakin' Outta Hell
Live It Up
Runnin' Wild


Iron Maiden


Per ora la setlist possiamo sognarcela

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