26/07/2025

Messa

Curtarock


Dio preservi sempre le due magiche paroline “ingresso gratuito”. Non è questione di essere taccagni, ma di riportare la musica popolare a una dimensione congeniale al suo essere materia viva e pulsante. A Curtarolo, per esempio, dove ogni anno il Curtarock presenta un programma stilato con un gusto ineccepibile e che, per il venticinquennale, ha chiamato come evento principale i Messa, squadra orgogliosamente di casa, che, però, vanta ottimi piazzamenti anche in Champions League.
I quattro ragazzi della Pedemontana sono un fenomeno di altri tempi: non solo per quella musica che, pur ottimamente aggiornata, presenta evidenti ascendenze settantiane e, di recente, ottantiane, ma anche perché, in anni in cui ci vengono sbattuti in faccia i numeri su YouTube, Spotify o Bandcamp come livello di prestigio raggiunto, loro sono un esempio di successo critico a cui è seguito quello di pubblico (tendenzialmente, all’altezza del terzo album). Roba di altre epoche, appunto. Il risultato è un pienone storico (certo, con gli annessi e connessi: file assurde per andare in bagno o per bere una birra, comunque ottima e non la sbobba generica spacciata altrove con l’aggravante del discutibile sistema dei token. I ragazzi dell’organizzazione dovranno lavorare sul punto) e un concerto della Madonna.

Bravissimi The Sade, altra gloria locale, che hanno aperto il concerto con il loro rodatissimo rock gotico. Ottimi i bolognesi Horror Vacui, gruppo che non inventa assolutamente nulla (la loro darkwave, sulla carta, è quanto di più canonico in materia esista: voce tenebrosa, basso pulsante in prima fila, ritmi incalzanti, chitarre che volteggiano sinistre), ma centra alla perfezione l’obbiettivo di far ballare la gente e ha un piglio punk che scalda il cuore.
A un certo punto, i Messa, semplicemente, salgono sul palco. Nessuna introduzione per creare atmosfera, nessun gioco buio-luce, solo i musicisti che imbracciano gli strumenti e li accordano. Poi parte l’arpeggio di “Void Meridian” e per un’ora e mezza occhi e orecchie sono tutti per loro.

Devo ammettere che, con la svolta wave, dell’ultimo disco mi hanno comprato facile, ma non si è trattato di un giro a 180 gradi. Resta, anche dal vivo, quella passione per i suoni più oscuri e acidi che, nonostante i numerosi revival che si sono succeduti, ha le sue radici negli anni 70. E loro, come nei concerti dell’epoca, suonano come se avessero davanti un pubblico esigente che va conquistato - tanto più che non parliamo di un gruppo che ha nel suo carniere inni da cantare a squarciagola (con qualche eccezione, tipo “Fire On The Roof”, non a caso, uno dei picchi del concerto). I Messa sanno essere accessibili, ma, decisamente, non sono immediati. Però hanno in Sara Bianchin una cantante di rara classe e gli assoli di Alberto Piccolo sono dei gioielli perfettamente levigati.
“At Races” è pura epica senza eroi, “Rubedo” ha atmosfere mediorientali che ti trasportano all’interno di un’antica chiesa per farti perdere via via in catacombe sempre più profonde (ok, potrei essere suggestionato dal fatto che attualmente sto giocando a “Blasphemous”). “Immolation” parte come struggente ballata pop, per poi incendiarsi con una lunga parte strumentale di pura bellezza.
Conclude “Hour Of The Wolf”, dal loro primo disco. Alla fine Sara promette “una sorpresa” e, vista la recente morte di Ozzy, sono lì a sperare in una cover del Black Sabbath. Si tratta, in realtà, di un documentario curato dal gruppo sulla famiglia balcanica di motociclisti circensi ritratta nel video di “At Races”. Tutto molto bello (avrei preferito la cover, però).

I Messa sono in procinto di partire per un tour europeo (torneranno a Padova nel mese di ottobre, a supporto dei Paradise Lost) e non c'è stato modo migliore per salutare la loro gente. Si è trattato di un rito laico, comprensivo di odore simile all'incenso tra il pubblico che, in altri contesti più organizzati, non percepisci più. E anche questo mi ha fatto sentire a casa.

(Foto di Carlotta Bianco e Stefano Zano)

Setlist

Void Meridian
At  Races
Fire on the Roof
Thicker Blood
Pilgrm
Rubedo
Immolation
Reveal
The Dress
Hour of the Wolf

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