Gli
Arctic Monkeys di Alex Turner restano tra le (poche) band contemporanee in grado di mettere d'accordo gli ascoltatori del pop-rock underground e il pubblico mainstream. Il magazine online Radio X ha voluto omaggiarli con la sua top ten di quelle che ritiene le loro canzoni migliori in assoluto.
Ecco le dieci canzoni migliori degli
Arctic Monkeys secondo Radio X (
qui il servizio completo).
10. "I Bet You Look Good On The Dancefloor" (17 ottobre 2005)
9. "Arabella" (9 settembre 2013)
8. "Snap Out Of It" (9 giugno 2014)
7. "No. 1 Party Anthem" (6 settembre 2013)
6. "Fluorescent Adolescent" (9 luglio 2007)
5. "R U Mine?" (27 febbraio 2012)
4. "Why'd You Only Call Me When You're High?" (11 agosto 2013)
3. "505" (23 aprile 2007)
2. "I Wanna Be Yours" (9 settembre 2013)
1. "Do I Wanna Know?" (19 giugno 2013)
Anche la rivista britannica Mojo ha voluto omaggiarli, pubblicando una classifica dei loro album (e di quelli del loro leader Alex Turner) realizzati fino ad oggi. "Pochissime band hanno dovuto affrontare l’enorme aspettativa che ha accolto gli
Arctic Monkeys agli esordi della loro carriera - ricorda Chris Catchpole nell'introduzione - Appena usciti da scuola nei primi anni 2000, venivano già descritti come la più grande band della loro generazione, principalmente grazie ad alcune demo che avevano caricato sulla loro pagina MySpace. Gli Arctic Monkeys non solo hanno pienamente giustificato l'hype con il loro album di debutto del 2006, 'Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not', ma sono poi rapidamente cresciuti, reinventandosi più volte. Che fosse nella veste dei rocker di 'Humbug' o dei crooner surreali di 'Tranquility Base Hotel & Casino', tutto ciò testimonia il talento straordinario del gruppo e del loro leader creativo, Alex Turner, il quale - aggiunge Mojo - ha dimostrato il suo valore anche al di fuori degli Arctic Monkeys, come metà dei
Last Shadow Puppets insieme a Miles Kane, come produttore e con il suo unico disco solista fino ad oggi, la colonna sonora del film 'Submarine' di Richard Ayoade del 2010".
Ecco allora un percorso attraverso la produzione di uno dei cantautori più talentuosi della sua generazione nella classifica di Mojo (
qui il servizio completo).
11. Alexandra Saviour - Belladonna Of Sadness (Columbia, 2017)
10.
Alex Turner – Submarine (Domino, 2011)
9.
Last Shadow Puppets - Everything You’ve Come To Expect (Domino, 2016)
8.
Arctic Monkeys – Humbug (Domino, 2009)
7.
Arctic Monkeys - Suck It And See (Domino, 2011)
6.
Arctic Monkeys - Favourite Worse Nightmare (Domino, 2007)
5.
Last Shadow Puppets - The Age Of the Understatement (Domino, 2008)
4.
Arctic Monkeys - The Car (Domino, 2022)
3.
Arctic Monkeys – AM (Domino, 2013)
2.
Arctic Monkeys - Tranquility Base Hotel & Casino (Domino, 2018)
1.
Arctic Monkeys - Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not (Domino, 2006)
Nel frattempo, gli
Arctic Monkeys hanno registrato una nuova società e rilanciato il loro sito ufficiale, alimentando le voci su un possibile ritorno in studio per il seguito di “
The Car”. Alex Turner, Matt Helders, Jamie Cook e Nick O’Malley hanno registrato una nuova partnership a responsabilità limitata, Bang Bang Recordings LLP, presso il registro delle imprese britannico. Una decisione che segue lo scioglimento, lo scorso 1° aprile, della precedente società Bang Bang Tour Services LLP, suggerendo che per ora non ci siano piani per tornare in tour.
La band britannica non si esibisce dal dicembre 2023, quando ha chiuso a Dublino il tour di supporto al settimo album, “The Car”. Da allora nessuno dei membri ha pubblicato lavori solisti e tutti hanno mantenuto un profilo piuttosto basso. L’unica eccezione è stata il bassista Nick O’Malley, salito sul palco a giugno con il chitarrista Tom Rowley – turnista abituale della band – in occasione del suo primo concerto da solista a Sheffield.
Alex Turner, invece, si è fatto vedere in pubblico lo scorso maggio ai Music Week Awards di Londra, dove ha reso omaggio allo storico manager della band, Ian McAndrew.
In “The Car”, arrivato dopo la svolta lounge di “
Tranquillity Base Hotel & Casino” che aveva spiazzato i cultori di dischi come “
AM” e “
Whatever People Say I Am...”, il quartetto era andato oltre la
science fiction permeata di psichedelia dello scorso episodio tornando sulla Terra con suoni più chiari e definiti, accompagnati dagli immancabili giochi linguistici dai doppi/tripli significati contenuti nei testi, peccando in qualche caso di autoreferenzialità eccessiva, tra storie d’amore e riferimenti all’ispirazione musicale e al mondo del
music biz.