Sanremo 2027: i possibili cantanti in gara e le novità del regolamento del primo Festival targato De Martino

04-10-2026

Il Festival di Sanremo 2027 comincia a prendere forma. La 77ª edizione, in programma al Teatro Ariston dal 16 al 20 febbraio, sarà la prima affidata a Stefano De Martino nel doppio ruolo di conduttore e direttore artistico e si annuncia profondamente diversa dalle ultime edizioni. Il nuovo regolamento ha ormai fissato alcuni punti fermi: 24 Big, tutti in scena nelle prime due serate, un peso maggiore assegnato al pubblico nella finalissima, una nuova “Serata performance” legata all’Eurovision e regole specifiche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Parallelamente continua il lavoro sulla composizione del cast. La Rai potrà rendere noti i concorrenti a partire dal 29 novembre e, fino ad allora, il toto-nomi resta inevitabilmente nel territorio delle indiscrezioni. Le voci circolate negli ultimi mesi delineano però un Festival che vorrebbe mescolare protagonisti consolidati del pop italiano, rap e urban, cantautorato e nuove leve, con l’obiettivo dichiarato da De Martino di “restituire una fotografia contemporanea di cos’è davvero la musica italiana oggi”.

Il direttore artistico ha escluso inoltre qualsiasi ampliamento in corsa: “Non allargherò il numero di partecipanti, ci saranno 24 artisti e basta. Altrimenti non avremo tutto il tempo necessario”. Uno dei posti sarà assegnato al vincitore di “Sarà Sanremo 2026”, mentre tre finalisti arriveranno da Sanremo Giovani e tre da Area Sanremo. “Questo ci consentirà di trovare il meglio della nuova musica. I cantanti saranno presentati durante la fascia di prime time”.

Le novità del regolamento

La modifica più vistosa riguarda proprio la gara. Martedì 16 e mercoledì 17 febbraio si esibiranno tutti e 24 i concorrenti con le rispettive canzoni, abbandonando la suddivisione del cast utilizzata in altre edizioni. Nella prima serata voteranno la Giuria della Sala stampa, tv e web per il 67% e il pubblico per il 33%; mercoledì il 67% passerà alla Giuria delle radio, lasciando ancora il 33% al voto popolare.
Giovedì 18 febbraio sarà la volta delle cover: ciascun concorrente potrà interpretare, insieme a uno o più ospiti, un brano italiano o internazionale pubblicato entro il 31 dicembre 2026. Il risultato della serata, determinato da pubblico, Sala stampa e Radio, produrrà una classifica autonoma e non avrà conseguenze sulla gara principale.

La novità più significativa arriverà venerdì 19 con la “Serata performance”. I concorrenti riproporranno la propria canzone modificandone arrangiamento, interpretazione o messa in scena, pur senza alterarne la composizione. A decidere saranno per metà il pubblico e per metà una nuova Giuria internazionale di esperti. Anche questa classifica resterà separata da quella del Festival, ma avrà una conseguenza importante: il vincitore della serata sarà designato dalla Rai come rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest. Vincere Sanremo e rappresentare l’Italia all’Eurovision diventano dunque due traguardi distinti, che potrebbero essere raggiunti da artisti diversi.

Sabato 20, nella prima parte della finale, voteranno tutte e tre le giurie: pubblico per il 34%, Sala stampa, tv e web per il 33% e Radio per il 33%. Sommando questi risultati a quelli delle prime due serate verrà stabilita la classifica generale e saranno selezionati da tre a cinque finalisti. Nella finalissima voterà invece esclusivamente il pubblico, attraverso televoto e nuovo voto online: questo risultato peserà per il 50%, mentre l’altro 50% sarà costituito dai risultati precedentemente accumulati.
Il regolamento introduce anche una disciplina esplicita sull’intelligenza artificiale: musica e testi dovranno essere “espressione della creatività umana” e non saranno ammessi sistemi che comportino “la sostituzione, l’alterazione o lo snaturamento” dell’apporto creativo degli autori. De Martino sintetizza così la linea scelta: “Parleremo di intelligenza artigianale invece di artificiale. Ovviamente sono tutti avvertiti nel corso di selezione, perché metteremo a disposizione di tutti i software e i professionisti per andare alla fonte dell’intelligenza artificiale”.

Nessun divieto assoluto, invece, per l’autotune: “C’è molta attenzione, non arriverà mai in gara una canzone di un artista che pretende di cantare come Céline Dion con l’autotune. Ci sarà solo se palese e per una questione stilistica”.

I possibili Big in gara

Sul cast non esistono ancora conferme ufficiali e le liste circolate finora mescolano artisti effettivamente valutati, candidature, contatti e tradizionali rumor sanremesi. Il ventaglio dei possibili concorrenti è però già molto ampio.
Tra i nomi più forti compaiono Mahmood, Elodie, Blanco, Emma Marrone, Achille Lauro, Tananai, Madame, Alfa, The Kolors e Tiziano Ferro. Proprio a proposito di Emma, De Martino ha confermato di averla contattata: “L’ho invitata, ma non aveva bisogno del mio invito. Ha già dimostrato con il suo enorme talento”.

Un’altra componente importante dovrebbe arrivare dalle generazioni più recenti e dalle aree meno tradizionalmente sanremesi: Lucio Corsi, Settembre, Emma Nolde, Venerus, Samurai Jay, Sayf, Faccianuova e Tutti Fenomeni sono tutti nomi entrati nel giro delle indiscrezioni.
Particolarmente nutrito il fronte rap e urban, dove sono stati accostati al Festival Tedua, Kid Yugi, Geolier e Salmo. Sono circolati anche Nu Genea, La Niña e Anna, anche se successive ricostruzioni hanno inserito proprio Anna, Nu Genea e La Niña tra gli artisti che avrebbero escluso la partecipazione.

Tra gli altri nomi comparsi nelle indiscrezioni figurano Capo Plaza, Fred De Palma, Frah Quintale, Alessandra Amoroso, Sarah Toscano, Gaia, Clara, Nada e Paola Turci. Più improbabile l’ipotesi Belen Rodriguez, che secondo alcuni rumor potrebbe sottoporre un inedito alle selezioni: una candidatura che avrebbe inevitabilmente un’eco particolare per il suo passato legame con De Martino, ma che al momento non dispone di alcuna conferma. Lo stesso direttore artistico invita del resto a considerare il quadro ancora aperto: “Abbiamo già ascoltato tante canzoni, ma oggi si aprono le danze, per cui da oggi arriveranno molte canzoni, quindi ancora non possiamo saperlo”. Il lavoro di scouting, assicura, è stato particolarmente intenso: “Ho scoperto tanta musica nuova girando per festival e concerti. Ho scoperto tanti artisti italiani nuovi che hanno veramente tanto da dire. Quando si critica la musica italiana voglio dire che ne siamo pieni, ci sono nomi fortissimi ancora non approdati al Festival. Con tutte le difficoltà del caso, proveremo a portarli”.

Gli ospiti italiani e internazionali

Se il cast è ancora tutto da costruire, altrettanto aperta è la partita degli ospiti. De Martino sembra intenzionato a riservare la gara soprattutto ai grandi nomi italiani, utilizzando invece gli spazi fuori concorso per le star straniere: “L’idea è provare a riportare in gara gli artisti italiani di alto calibro e provare ad avere gli artisti internazionali come ospiti, ma magari ad avere tutti quelli che sento in giro”.
Il sogno italiano resta Vasco Rossi, che potrebbe finalmente tornare all’Ariston a 44 anni dalla sua ultima partecipazione in gara. Vasco aveva già lasciato aperta pubblicamente la porta a Sanremo e De Martino non ha nascosto di considerarlo uno degli ospiti più desiderati.

Tra le altre ipotesi figura Ultimo, ma la suggestione destinata a fare più rumore riguarda la possibile reunion dei Måneskin. De Martino aveva confermato di essere al lavoro sull’idea, precisando successivamente che una reunion della band non è affatto certa: se Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio decidessero però di tornare insieme, l’invito per Sanremo sarebbe già pronto. L’eventuale apparizione sarebbe da ospiti e non da concorrenti.

Sul fronte internazionale, alle indiscrezioni su Bruno Mars si è aggiunta quella su Dua Lipa, per la quale sarebbe stata ipotizzata addirittura una partecipazione come co-conduttrice di una delle serate. La popstar conosce già l’Ariston, dove fu ospite nel 2020, ma al momento non esiste alcun annuncio ufficiale.
Con 24 artisti in gara ogni sera, De Martino sa però di avere meno spazio per costruire una successione di ospitate: “Avendo 24 artisti tutte le sere, il tempo si restringe per il resto. In questo senso per me comanda l’idea di non fare una locandina di nomi, ma di portare noi delle idee e poi coinvolgere i comici in un secondo momento. E sarà così anche per gli internazionali”. L’intenzione, dunque, è evitare l’effetto passerella e costruire le presenze esterne intorno allo spettacolo. Anche gli inevitabili omaggi saranno dosati secondo questa logica: “Sugli omaggi staremo attenti a celebrare tutte le eccellenze della musica italiana”. Quanto alle immancabili controversie sanremesi, De Martino sembra già preparato: “Che Sanremo sarebbe senza una bella polemica? Ben vengano, poi le gestiremo”.

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