I 30 cantanti in gara e le loro canzoni, in poche parole

22-02-2026
Una (nuova) guida essenziale per sopravvivere alla settimana di Sanremo, da leggere, consultare, condividere.
Per ognuno dei 30 (!) cantanti in gara nella categoria "Big" troverete: quattro frasi per capire chi sono, che vi risparmieranno un po’ di ricerche online; il titolo della canzone in gara e un commento, basato anche sul testo pubblicato dal fondamentale “Tv Sorrisi e Canzoni” del 17 febbraio, libro sacro di ogni sanremomane. Per chiudere, un pregiudizio che sa di profezia: azzardato, sfrontato, a volte caustico.
Come già accaduto, insomma, noi ce la mettiamo tutta e voi potete godervi il Festivàl, o anche solo fare finta di averlo visto.
Non avendo ascoltato le anteprime, ci affidiamo a rabdomanzia, fondi di tè, lancio di ossicini e stalking ai giornalisti (non bannatemi). Tra qualche giorno, poi, sarà tutto finito: come, più o meno, un brutto sogno. Risponderemo anche alla domanda delle domande: ma chi stracavolo è Eddie Brock?

Arisa
arisaLa genovese cresciuta in Basilicata Rosalba Pippa sceglie come alias un acronimo dei nomi dei suoi familiari: se l’avessi fatto io, mi avreste chiamato Parp. Da piccola canta, poi fa piano bar e tanti altri lavori, fino all’esordio al Sanremo del 2009 nella categoria minore: impacciata, weird e carismatica. “Sincerità” impazza, dolce ingenuità fatta di pop acustico. Il look fa il resto: rossetto rosso fiammante, occhialoni con montatura importante.
Nel 2010 torna all’Ariston, con “Malamorenò”, ma arriva nona. Cambia look e veste i panni da giudice per “X Factor”, regalando un video eterno. Nel 2012 torna (ancora!) a Sanremo e quasi riesce a vincere, con la ballata “La notte”, un brano da Ariston che è superato dal birignao insopportabile di Emma Marrone.
Abbandonata la veste un po’ folletto un po’ Amelie, diventa intimista e meno originale. Vince il Festival nel 2014 con “Controvento”, una ballatona: la speranza taciuta era che così mollasse un po’ l’Ariston.
Da qua in poi, più che la musica, emerge come un personaggio imprevedibile, idolo dei feticisti del trash: collabora con i Club Dogo, affiancandoli anche in abito trasparente in un live, e partecipa al reality “Monte Bianco - Sfida verticale”, dove la eliminano alla prima puntata; si esibisce a Tokyo in occasione dell'evento “Italia, amore mio!”, organizzato dalla Camera di commercio italiana; duetta con Cristina D’Avena cantando “Magica, magica Emi”; tiene un concerto in Kuwait in chiusura della settimana italiana indetta dall'ambasciata d'Italia; pubblica un sesto album che si chiama (giuro!) “Una nuova Rosalba in città” (2019), accoppiato al tour “Una nuova Rosalba nei club”, dove si lancia nelle discoteche con opportuni remix (!); partecipa a “Il cantante mascherato”, vestita da barboncino e a “Ballando con le stelle”, che vince; fonda una sua casa discografica e la chiama, rullo di tamburi, Pipshow (per i più candidi, agevolo un link); nel 2023 duetta con Gianluca Grignani e regala un altro video d’oro per i meme: “abbiamo fatto un casino, Gianluca”; cerca un uomo su Instagram con foto in cui è nuda: “Valuto proposte di matrimonio da soggetti sanissimi, max 45 anni, economicamente autosufficienti a cui piaccia solo e da matti l’organo sessuale femminile, in particolare il mio”. Imprevedibile.
La canzone in gara: “Magica favola”
Il titolo suggerisce un brano come agli esordi, in realtà è una rilettura della propria vita. La differenza, però, la farà la sua locura: i creatori di meme stanno già sbavando.
Pregiudizio
AAA Cercasi rilancio di carriera di successi e meme. Telefonare presso Ariston. Astenersi perditempo. 

Bambole di Pezza
bamboleIl punk, a Sanremo, è accettabile solo se diluito in carnevalata, come accaduto con i La Sad. Queste milanesi, femministe e con una lunga esperienza live ci proveranno, puntando probabilmente sul pop-rock. Persino in questa edizione di nomi debolucci, si distinguono: a due settimane dall’inizio del Festival si aggirano sui 55mila ascoltatori mensili su Spotify. Il loro brano più ascoltato è “Favole (mi hai rotto il caxxo)” (2023), scritto proprio così: che paxxe! È un pop-punk melodico, blando, che quantomeno combatte un po’ gli stereotipi di genere. Hanno una lunga, discontinua, carriera alle spalle, iniziata come imitazione dei gruppi statunitensi pop-punk. Dopo un cambio di cantante e di etichetta, scelgono un sound più diretto sul secondo album “Strike” (2005), in cui rifanno “Freeway” dei Bee Hive: la strategia è evidentemente prendersi in giro da sole, per spiazzare la critica.
Il progetto collassa, incredibilmente però il mondo continua a girare. Tornano nel 2021, con un cambio di formazione, guadagnandosi qualche timida attenzione per le posizioni femministe e per uno stile che è quantomeno atipico in quest’epoca.
La canzone - “Resta con me”
Difficile suonare il rock all’Ariston, se hai il vizietto di addolcirlo di pop: diventa spesso un karaoke. Lo spirito punk sarà nei vestiti, il messaggio soprattutto nelle interviste. Speriamo nella resa live.
Pregiudizio
Gruppo femminile e femminista vestito in modo vistoso suona punk-rock omeopatico, sgasato. In zona retrocessione.

Chiello
chielloIl potentino Rocco Modello, nonostante questo nome incredibile uscito da uno spin-off de “I Soprano”, ha scelto il nome d’arte di Chiello. Tra i più giovani in gara, essendo nato nel ‘99, è nella rosa di quelli sconosciuti per (quasi) tutti gli ultratrentenni. Faceva parte di un gruppo trap violento e irripetibile come gli FSK Satellite. Poi ha avviato una carriera solista orientata a suoni più it-pop e cantautorali, spesso tendenti al depressivo. Potrebbe trovare in Sanremo un modo per uscire dalla nicchia degli ascoltatori trap.
La canzone - "Ti penso sempre"
Fermo restando che con questo titolo c’è già una canzone nel cuore di chi vi scrive, insostituibile, farà conoscere a mezza Italia il suo modo di cantare smozzicando le parole. Funzionerà l’immagine da ragazzo perso con i tatuaggi in faccia. D’altronde, Achille Lauro anche basta (ma in realtà sarà co-conduttore nella seconda serata...).
Pregiudizio
Ragazzo triste perduto a Sanremo, arriva solo a chi ascolta con il cuore e non con le orecchie.

Dargen D'Amico
ddIl classe 1980 Jacopo Matteo Luca D'Amico, milanese con genitori eoliani, inizia a rappare come Corvo D’Argento, conosce Gué Pequeno e Jake La Furia in età scolastica e si unisce a loro per il progetto Sacre Scuole, uno dei punti di svolta della rifondazione della nostra scena a fine secolo.
I due amici diventano i Club Dogo, lui si allontana e inizia una carriera solista che più eccentrica non si può, all’insegna di un rap elettronico, surreale e ironico: “Musica senza musicisti”, del 2006, è ancora oggi unico.
Fuoriclasse del microfono, pubblica album che uniscono Lucio Dalla e la techno, diventa occasionalmente cantautoriale, collabora tra gli altri con Crookers, Two Fingerz e Fabri Fibra. Propone assurde versioni da discoteca de “La guerra di Piero” ma anche due brani estesi in flusso di coscienza, raccolti nello sperimentale “Nostalgia istantanea” (2012).
Lentamente, si sposta verso il pop-rap, viene ospitato da Fedez e ospita J-Ax, ma comunque si concede dei colpi di testa: nel 2017 risuona alcuni brani accompagnato dalla pianista Isabella Turso, contraddicendo di fatto “Musica senza musicisti”.
Dopo vent’anni, e dopo un capolavoro come “Bir Tawil” nel 2020, diventa finalmente una rapstar con “Dove si balla”, presentata a Sanremo nel 2022: frulla discoteca e introspezione, energia e ironia; sette dischi di platino ma arriva solo nono. Ci riprova con “Onda alta”, parlando di migranti a ritmo sostenuto, e sprofonda alla ventesima posizione nel Sanremo del 2024 (per capirsi, ottavo posto per Il Volo…).
Del suo estro multiforme a Sanremo arriva solo il personaggio un po’ stralunato, un amico chiassoso che vuole far festa e che gioca con le parole: banalmente, riprova “Dove si balla” nella speranza di fare la seconda hit della sua vita.
La canzone - “AI AI”
Da ballare, ma con un po’ di nostalgia, una tristezza sorridente. Usa l’AI come suono più che come tema. Uno dei pochi testi divertenti di quest’edizione.
Pregiudizio
Simpatico ultraquarantenne festaiolo prova a far ballare e pensare, giocandosi la carta dell’ironia. Il pubblico però preferisce piangere e struggersi.

Ditonellapiaga
ditonellaMargherita Carducci, romana classe 1997, è una Gen Z che ama gli anni Ottanta, spicca per ironia e citazionismo e si divide tra mainstream e autorialità. Energica, come raramente capita per i nomi in gara, ha trovato con l’album d’esordio “Camouflage” del 2022 un instabile equilibrio tra le sue varie anime, in una giostra di citazioni, provocazioni, guizzi sopra le righe e qualcosa ancora da affinare.
Quasi tutti l'hanno conosciuta grazie all’esplosiva “Chimica” (disco di platino), cantata con Donatella Rettore e portata anche a Sanremo 2022. Il secondo album, "Flash" (2024) è un tipico, e quindi difficile, seguito, riuscito a metà. Ma la stoffa c’è, ed è una delle poche presenze quest’anno che porta una sana, travolgente carica erotica. A fine gennaio ha pubblicato un singolo, “Sì lo so”, che ricorda il rap ammiccante e autoironico di Myss Keta. Nome d’arte pericolosamente incline a lapsus freudiani.
La canzone - “Che fastidio!”
Candidata come la cannonata che farà successo in streaming e sui social. Tanta elettronica, importanti dosi di rap, probabilmente un’esibizione frenetica e colorata. Ci sveglieremo con in testa un motivetto difficile da dimenticare… scommettiamo?
Pregiudizio
Ditonellapiaga mette una Canzonenellatesta di chi guarda Sanremo anche solo attraverso i social. Prima hit dell’estate.

Eddie Brock 
eddiebrock_01Edward Charles Allan "Eddie" Brock è cresciuto in una famiglia cattolica a San Francisco. La madre muore in seguito al parto, il padre è poco affettuoso. Eddie studia, diventa giornalista, una sera da ubriaco uccide un bambino ma scampa la galera. Da giornalista insegue un assassino, acciuffato però da Spider Man: lui, invece, seguiva una falsa pista. Lo licenziano e vuole vendicarsi di Spider Man, tanto che nella disperazione si unisce a un simbionte alieno: è Venom. Il romano Edoardo Iaschi, classe 1997, invece, ha avuto una vita assai più tranquilla: nessun omicidio, nessun superpotere, nessun alieno. Il suo brano più famoso, “Non è mica te”, è una ballata pop-rock tristissima, con un testo da scuole medie, uscita dal 2003. Dobbiamo la sua presenza qua soprattutto a TikTok, dove questa nenia strappalacrime è diventata virale: i luddisti, forse, non avevano tutti i torti…
La canzone - “Avvoltoi”
Un Tommaso Paradiso minore, al massimo Purgatorio. Malinconico, facilone, prevedibile.
Pregiudizio
Sconosciuto ai più, arrivato da TikTok, ottiene un piazzamento modesto nonostante un brano che dovrebbe scavare la classifica.

Elettra Lamborghini 
elettraBolognese classe 1994, figlia di quelli delle auto e dei trattori, è un personaggio che buca lo schermo sin dagli esordi televisivi nel “Chiambretti Night” nel 2015.
Famosa anche in Spagna e Inghilterra, perché esportiamo solo il meglio, è deliziosamente autoironica, decisamente estroversa, gloriosamente maggiorata, tatuatissima. A un certo punto, ha iniziato anche a giocare a fare la cantante, all’insegna di un reggaeton da accompagnare a qualche long drink. Tra reality, programmi televisivi, gossip e hit più o meno trash è arrivata all’album “Twerking Queen” nel 2019: immancabile. A Sanremo, nel 2020, ottiene un meritatissimo ultimo posto con “Musica (e il resto scompare)”, facendo scomparire temporaneamente la voglia di ascoltare musica a tutta Italia. Divinità del kitsch, è un personaggio che regala sempre una risata, se la si prende per quel che è: una ricca ereditiera che gioca con il mondo dello spettacolo, ridendo spesso di sé stessa. Una Paris Hilton che ce l’ha fatta.
La canzone - “Voilà”
Niente reggaeton. Tranquilli, c’è la cassa dritta, un po’ di funk, e insomma non è nulla di troppo serio. Bene così: ci farà sognare, un po’ impacciata, sul palco. TikTok non aspetta altro.
Pregiudizio
Milionaria si balocca mentre gli altri rischiano la propria carriera. Stonerà, ma questa volta non arriverà ultima: sarebbe un trionfo.

Enrico Nigiotti
nigiottiQuesto cantautore voce-e-chitarra livornese, nato nel 1987, è stato occasionalmente avvistato anche fuori dalla competizione sanremese. Scrive canzoni sin da piccolo, la Caselli lo nota e lo mette sotto contratto: è per questo che continua a rifiorire come una macchia sul parquet? Partecipa ad “Amici” nel 2010, abbandona per amore. Riprova l’anno dopo con un concorso indetto da Mara Maionchi, senza successo. Arriva a Sanremo tra le nuove proposte nel 2015, piazzandosi terzo. Tenta “X Factor” nel 2017, arriva terzo. La svolta è nel 2019, quando a Sanremo si fa conoscere da tutta Italia con “Nonno Hollywood”, dedicata all’amatissimo parente morto e segnata dagli immortali versi “Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare”. Infatti (?) vince il “Premio Lunezia” per il valore musical-letterario. Nella classifica finale si ferma al decimo posto, così ci riprova nel 2020: diciannovesimo. Nell’ultimo quinquennio, poco da segnalare, se non il ruolo di autore per la banger “Il lupo Duccio”, in gara allo Zecchino d’Oro nel 2025.
La canzone  - “Ogni volta che non so volare”
Malinconico, parla al cuore, annega nella nostalgia. Scartata la possibilità di fare una canzone sulla nonna che canticchia mentre scoreggia, parla di sé e anche della sua prima volta. Chissà se lei alla fine ha fischiato…
Pregiudizio
Il Grignani livornese ci riprova, dispiace non commuoversi ma è tutto già sentito. Metà classifica. Ritornerà: è quasi una minaccia.

Ermal Meta
ermalClasse 1981 albanese naturalizzato italiano, cresciuto a Bari lontano dal padre violento. Suona vari strumenti e approda a Sanremo nel 2006 tra i “Giovani” con gli Ameba 4, dove funge da protista-chitarrista. Nel 2007 fonda il gruppo pop-rock “La fame di Camilla”, anch’esso passato dai "Giovani" nel 2010. Placato l’appetito, e sciolto il gruppo, diventa autore per altri e pubblica a nome suo.
Partecipa da solista a Sanremo Giovani (e tre!), nel 2016, e pubblica il suo primo album, “Umano”, in chiara discontinuità con il passato da essere unicellulare.
Con questo pop con venature cantautorali approda finalmente alla competizione dei “Big” dell’Ariston nel 2017, con “Vietato morire”, brano con messaggio; si classifica terzo e ottiene il "Premio della Critica".
L’omonimo album, disco di platino, lo impone come uno dei cantanti pop del periodo: quando si dice “un periodo buio”. Torna a Sanremo nel 2018 e vince, in coppia con un Fabrizio Moro perfettamente a suo agio: “Non mi avete fatto niente”, di nuovo un brano impegnato, tracima di dramma, tra attentati e messaggi pacifisti non esattamente originali (“non esiste bomba pacifista”, “le vostre inutili guerre”). Volano all’Eurovision, vincendo il premio “anima della festa”.
In solitaria, torna a Sanremo nel 2021, giungendo terzo e senza grandi novità. Prosegue una carriera che accade tra una sua comparsata a Sanremo e l’altra. Questa volta, peró, ci stupirà… più o meno.
La canzone - “Stella stellina”
Dagli attentati al reggaeton, ma in realtà si parla di bambini morti e guerra. Si fa fatica a immaginarlo ballare, quindi avrà estratto da questa musica tutta la gioia possibile, lasciandola esangue: è il Nosferatu del latin.
Il pregiudizio
Cantante incline al dramma vi invita al corso di latino-americano. Uscite piangendo, disperati per i bambini morti in guerra. Quasi vince.

Fedez e Marco Masini
fedezmasiniLa coppia più pericolosa e, quindi, interessante. Il primo è un milanese classe 89, con tre nomi e nessun cognome: Federico Leonardo Lucia. Esordisce come ironico pop-rapper, curioso ma non esattamente imperdibile. Dura poco, perché vira verso l’emo-rap con il terzo album “Sig. Brainwash - L'arte di accontentare” (2013, triplo platino) e una serie di hit che lo lanciano come personaggio.
Insieme a Chiara Ferragni compone il boss finale del gossip nostrano Ferragnez, mentre con J-Ax firma singoli estivi a profusione. Con la Ferragni finisce male, con J-Ax anche, e ora si presenta insieme a Marco Masini, uno che è diventato famoso (anche) con un brano impresentabile come “Bella stronza”, che Fedez ha proposto nella serata delle cover un anno fa, omettendo i versi più vergognosi.
Si sono evidentemente trovati simpatici, probabilmente uniti dal rispetto indiscusso per le donne. Il fiorentino affetto da coprolalia, classe 1964, potrebbe essere i' su babbo. Ha vinto Sanremo sia in quota “Novità” nel 1990 sia tra i “Campioni” nel 2004. Si è fatto conoscere a inizio Novanta, ottenendo ottimi risultati commerciali, puntando su un linguaggio depressivo ed esplicito, a partire dalla rabbiosa “Vaffanculo” (1993; delicatissimo) e poi con la succitata “Bella stronza” (1995), che è difficile non leggere come una provocazione. Si conclude l’epoca dei successi: i vaffanculo, si sa, sono come i boomerang.
Nel 2001 annuncia il ritiro ma figuriamoci! ritorna e trionfa a Sanremo nel 2004: si presenta ripulito, è una mezza rinascita. Incredibile ma vero, è la voce della sigla del cartone animato “Shaman King” e coautore del brano che vince il 64º Zecchino D'Oro, “Superbabbo” (2021): “Marmocchio di merda” gliel’hanno rifiutata.
La canzone -"Male necessario"
Fedez si lecca ancora le ferite, Masini ci mette il mestiere. Puntano molto in alto, sperando nel traino di polemiche, gossip, indiscrezioni. Nel testo si cita Fedez.
Pregiudizio
Maschi sensibili e un po’ aggressivi portano la bromance all’Ariston, prontissimi per fare notizia.

Francesco Renga
rengaNasce a Udine nel 1968 da genitori sardi, cresce a Brescia e qui fa le prime esperienze musicali. La svolta arriva con i Timoria, in cui canta. Arrivano a Sanremo nel 1991, chiaramente relegati al tavolo dei bambini; vincono il “Premio della Critica”.  I Timoria scrivono un capolavoro del nostro rock, “Viaggio senza vento”, a cui seguono importanti riscontri commerciali e tensioni, come da copione, tra cantante e chitarrista: Renga e Pedrini, come Pelù e Renzulli, divorziano.
Si vocifera che il nostro possa sostituire proprio l’irsuto fiorentino, in realtà avvia la carriera solista. Inizialmente in scia al rock dei Timoria, va in direzione pop e riprova l’Ariston: nel 2001, tra i “Giovani” quando ha gli "anni di Cristo"; nel 2002, con i grandi, con “Tracce di te”, arrivando ottavo e acchiappando il “Premio Lunezia” per il valore musical-letterario.
Pratica un pop classico, incentrato sulla sua potenza vocale: un Al Bano cresciuto con il rock alternativo. Finalmente vince Sanremo, nel 2005, con una prova di forza canora come “Angelo”: conquista il pubblico sanremese, mettendo in rima l’amore, il bel canto, il crescendo enfatico. Pare voler tornare più al rock, poi ci ripensa, andando verso il pop orchestrale. Torna a Sanremo nel 2012 (ottavo), 2014 (quarto), 2019 (quindicesimo), 2021 (ventiduesimo). Il copione è sempre quello, con tsunami di vocali sostenute, e anche il pubblico sembra stanco. Si unisce a Nek, arrivano addirittura 25esimi al Sanremo 2024. Con una carriera in caduta libera, a cui mancano certificazioni commerciali per singoli o album dal 2017, e senza la simpatia di Nek che a lui chiaramente manca, potrà andare persino peggio?
La canzone - “Il meglio di me”
Piccole variazioni, prima di arrivare alla solita sboronata canora AAAA-EEEEE-AAAAA-OOOOOO-EEEEEE. Anche per lui, la svolta reggaeton rimane un sogno.
Pregiudizio
Nella competizione dei trenta, irsuto bresciano dall’ugola in titanio punta in alto ma rischia un terribile capitombolo.

Fulminacci
fulminacciIl romano classe ‘97 Filippo Uttinacci aveva evidentemente bisogno di un nome d’arte, e lo ha trovato perfetto. Il primo album, “La vita veramente” (“Targa Tenco” per la "Miglior Opera Prima" nel 2019), è all’insegna di un indie-pop gentile ed emotivo, classico. A Sanremo è già stato nel 2021, arrivando sedicesimo: è bastato a diffondere il suo nome. Altri due album e il ritorno a Sanremo con Gazzelle per la serata cover nel 2024 hanno tenuto abbastanza alta l’attenzione. È in quota cantautori indie per la sinistra moderata, quella che nel 2025 era la squadra capitanata da Brunori Sas. Questo passa il convento…
La canzone - “Stupida sfortuna”
Sarà un po’ ironica e un po’ amara, come molte sue canzoni. Difficile aspettarsi il colpo di scena o il guizzo creativo, piuttosto l’afflato poetico, che all’Ariston è come il nero: va sempre bene. Rassicurante.
Pregiudizio
La bella musica italiana cantautorale di una volta, un’altra volta, ancora un’altra volta. Non stanca mai (?).

J-Ax 
jaxIl classe 1972 Alessandro Aleotti è tra i più conosciuti rapper e cantanti della sua generazione. Agli esordi ha cantato il jingle dello spot della Fiat Uno Rap Up, nel 1992: un inizio perfettamente in linea con la sua immagine di ribelle anticonformista. Insieme a Dj Jad fonda gli Articolo 31, con cui ha ottenuto un enorme successo di pubblico grazie a una formula pop-rap divertente e scanzonata. Quando il rap è entrato in crisi, in Italia hanno preso la strada di un rap un po' punk che, neanche a dirlo, è piaciuto a tantissimi: milioni di mosche non possono sbagliare... 
Dal 2006 inizia una lunga carriera solista, continua a bazzicare la scena e coltiva una fanbase affezionatissima, che apprezza anche il suo personaggio pubblico spigliato, ribelle ma innocuo, contro (e dentro) il sistema. Superata una tragicomica esperienza con Neffa nei “Due di Picche”, durata quanto un gatto cieco in tangenziale, si afferma anche e sempre di più come personaggio televisivo, nonché come conduttore del trashissimo “Sorci verdi”, al quale dobbiamo almeno un Jerry Calà pappone e trap.
Inizia a collaborare con Fedez dal 2013: collezioneranno tormentoni, che molti sono contenti di aver dimenticato, e poi litigheranno malissimo. Torna con gli Articolo 31 a Sanremo nel 2024, provocando sbadigli e arrivando sedicesimo. Speriamo almeno che con Fedez litighino in diretta.
La canzone - “Italia Starter Pack”
È un brano un po' country, con violini e coretto da cantare tutti insieme. Arringherà l’italiano medio, ancora una volta. Si sentirà diverso, suonerà terribilmente banale e non scandalizzerà nessuno.
Pregiudizio
Rapper prestato al pop-punk, campione di hit estive, tenta anche il country buttandola in caciara. Lui ride, noi meno.

LDA & AKA 7even
ldaaka7evenNato a Roma ma cresciuto nella città di Pulcinella, il classe 2003 Luca d’Alessio è chiaramente figlio d’arte. Gigi lo ospita anche in un suo album: dove può arrivare, l’amore di un padre? Assolutamente senza alcun tipo di aiuto, partecipa ad “Amici” nel 2021 e, senza che in nessun modo il suo cognome possa aver influito, arriva anche in finale. Suona un pop d’amore che potete immaginare senza mai ascoltarlo.
Nel 2023 accede a Sanremo: quindicesimo. Tenetevi forte, perché nel 2025 ha cambiato direzione, puntando a un r’n’b tipo Bruno Mars: ascoltatevi “Shalla”, è un’esperienza quasi allucinogena. Sul palco farà coppia con Luca “AKA 7even” Marzano, un classe 2000 partenopeo. Deve il suo nome a un coma di una settimana quando aveva sette anni, giusto per non buttarla sul drammatico. Partecipa a “X Factor” nel 2017, lo silurano subito. Prova con “Amici” nel 2020, arrivando quarto. Il successone è “Mi manchi”, una svenevole, tediante ballata doppio platino. Propone anche un urticante reggaeton da giostre, vedi “Loca” (triplo platino).
A Sanremo è già transitato nel 2022: tredicesimo, ma il suo pubblico ha comunque premiato “Perfetta così”, canzone dal titolo fuorviante.
Senza un vero album dal 2021, con le certificazioni commerciali che prendono polvere, unirà le forze con LDA per l’imminente “Poesie clandestine”, uno degli album assolutamente perdibili di questo 2026.
La canzone - “Poesia clandestine”
Reggaeton con influenze partenopee, con immancabili riferimenti a Napoli, che totalizza oltre 3 milioni di smartphone. Immancabili versi in dialetto.
Pregiudizio
Coppia di giovani cantanti napoletani festeggia sul palco l’amore e la propria Napoli: contagiosi come l'herpes.

Leo Gassmann
lgRomano classe ‘98, ha un cognome importante e non fa nulla per nasconderlo, anche perché se avesse fatto come Luca D'Alessio, sarebbe sembrato uno schermo.
Studia chitarra ma poi si dedica al canto, non certo seguendo il talento. Anche lui passa da “X Factor”, arrivando in semifinale, assolutamente non aiutato dal cognome. A Sanremo vince tra le “Nuove Proposte” nel 2020, quindi ci riprova nel 2023: arriva diciottesimo. Pubblica album solisti, ma vale di più segnalare qui che una sua canzone, “Dammi un bacio ja’”, fa parte della colonna sonora di “Un professore”: non immaginereste mai chi è l'attore protagonista di questa serie… Ha debuttato come attore nel film televisivo “Califano”, perché punta a fare più cose non molto bene. Pratica un cantautorato intenso ed emotivo, telefonato e trascurabile.
La canzone in gara - “Naturale”
Ballata in crescendo, che dimenticheremo un secondo dopo. Io comunque la preferisco “frizzante”.
Pregiudizio
Il più televisivo dei cantanti in gara è LG. Quando spegni lo schermo, però, la canzone non c’è più.

Levante
levanteLa siciliana trasferita a Torino Claudia Lagona, classe 1987, sceglie il suo nome d’arte ispirandosi al protagonista del film “Il ciclone”: quando si dice avere riferimenti culturali “alti”; avrebbe fatto molto più ridere Osvaldo.
Va a Leeds, ritorna e pubblica “Alfonso”, quella di “che vita di merdaaaaa”: una delle canzoni più spiazzanti del 2013. Il suo pop cantautoriale, ben rappresentato nell’esordio “Manuale distruzione” del 2014, le permette di ottenere una certa visibilità, anche con propaggini internazionali.
Partecipa tanto a eventi d’impegno sociale quanto a quelli fashion, portando la sua musica live ovunque con ottimi riscontri.
Canta nella hit quadruplo platino “Assenzio”, con J-Ax, Fedez e Stash. Il suo ego s'ingozza di questo successo, con pubblico, colleghi e giornalisti che contribuiscono: scrive due romanzi; diventa giudice di “X Factor”; compone una canzone per Gianni Morandi; viene indicata da Vogue come una persona in grado di influenzare le tendenze mondiali nella moda e nell’arte (!). Al di là dell’elenco di traguardi, comunque, prosegue una carriera che alterna fasi più pop e altre più autoriali.
A Sanremo giunge nel 2020 con “Tikibombom”, dodicesima ma disco di platino. Riprova nel 2023 con “Vivo”: ventitreesima.
Prendendo a prestito le parole della recensione del suo “Opera futura” del 2023: “a un certo punto della sua carriera è stata investita da un delirio di onnipotenza artistica, che l’ha portata a credersi grande poetessa, romanziera e musicista”, senza essere nessuna delle tre. All’Ariston, quindi, arriverà in papamobile: il cardinale protodiacono sarà intrepretato, sembra, da Sergio Mattarella… habemus Levante!
La canzone - “Sei tu”
Pezzo classico con aspirazioni poetiche, un po’ cinematografico, incentrato sulla prova vocale e su di lei: amatemi, ammiratemi, veneratemi. Pretenzioso, ma il pubblico apprezzerà. È la quinta canzone a Sanremo con questo titolo: puntiamo sull’originalità.
Pregiudizio 
Scende dal Cielo per farsi ammirare, il pubblico invaghito la ama, ma non la capisce fino in fondo. Non vince, per ripicca fa piovere fuoco: maledetti infedeli.

Luchè 
lucheIl napoletano Luca Imprudente, classe 1981, ha fatto la storia del rap italiano con i Co’Sang, con i quali ha raccontato la vita dei rioni partenopei prima di “Gomorra”. Peccato che il progetto duri poco, come tutte le cose belle: ma non parliamo ora dei Ricchi e Poveri.
Inizia una carriera solista, investe in una pizzeria a Londra e poi bissa a New York, per smarcarsi dagli stereotipi sui napoletani. S’impasta (...) a nomi più o meno nuovi della scena, da Marracash, il rapper non la città, ad Achille Lauro, il cantante non il transatlantico. Fonda anche una linea di abbigliamento, la Black Friday: scartata l'alternativa Pasquetta.
Sembra trovare la quadra con il terzo album, “Malammore” (2016; doppio platino), dove cavalca la nuova ondata trap. Il successo è dovuto anche all’uso del singolo “O’ primmo ammore” nella colonna sonora di “Gomorra - La serie” (...appunto). Si allontana dal dialetto e diventa una rapstar con “Potere” (2018; quadruplo platino). Chiaramente, il racconto verace dei Co’Sang lo vediamo dal binocolo, con molto pop, temi sentimentali e formule sempliciotte, come nel suo brano più ascoltato su Spotify, “Non abbiamo età”, che sorprendentemente non è una parodia.
Con Gué e una Rose Villain semisconosciuta firma “Chico” (2020; quadruplo platino), una delle hit dell’anno, con un’originalissima citazione di “Scarface”.
Dopo la rivoluzione copernicana, registriamo quella lucheiana, in cui il creato gira intorno a questo seducente maschio alfa da sogno e fuoriclasse al microfono, che distribuisce brividi di piacere alle fortunatissime donne con cui copula. 
La canzone - “Labirinto”
Come potrebbe una canzone di Luché parlare di altro se non di Luché? E chiaramente d’amore, di sofferenza, di emozioni intense. Al suo pubblico piacerà. Beati loro.
Pregiudizio
Ultraquarantenne ammiccante, anche imprenditore della pizza, rappa d’amore e di sentimenti, fermandosi a mezza classifica.

Malika Ayane 
malikaMilanese classe 1984, ha la fortuna di non doversi trovare un alias. Studia violoncello, insieme al canto. Amplia i suoi orizzonti, praticando anche blues e jazz. Lavoro ad alti livelli all’opera, come voce bianca, ma una volta cresciuta, si trasferisce dal palco alla caffetteria: è il concetto italiano di “fare carriera” per le donne.
Qualcuno, alla fine, la nota, e ricomincia dai jingle pubblicitari. Esordisce con un album omonimo, nel 2008, di buon successo. Ha un timbro tutto suo, un’eleganza innata, una misura balsamica.
Arriva a Sanremo, categoria “Giovani”, nel 2009, con “Come foglie”, una ballata intensa che ancora oggi è tra i suoi brani più ascoltati su Spotify; torna nel 2010, con “Ricomincio da qui”: vince il “Premio della critica” e quello della sala stampa, arrivando quinta. È involontariamente protagonista di una protesta dell’orchestra dell’Ariston, stizzita dal suo mancato trionfo.
Torna nel 2014 (quarta) e nel 2015 (terza; "Premio della Critica"). Interpreta magnificamente “Vivere” di Vasco Rossi, nella serata cover, senza che i moderatissimi vasconvolti la subissino di insulti. Nonostante i buoni riscontri commerciali collezionati negli anni, la hit triplo platino “Senza fare sul serio” (2015) è una sorpresa: per una volta il pop in classifica non è cibo per coprofagi. Lavora al musical “Evita”, è giudice di “X Factor” e poi torna a Sanremo nel 2021, sempre con grande classe: il pop elettronico e notturno di “Ti piaci così” si ferma al quindicesimo posto, perché è un mondo ingiusto. Per capirci, secondo posto di Fedez.
Sembra iniziare una crisi, con doppio cambio di casa discografica. All’Ariston potrebbe rilanciarsi, anche considerando che l’ultimo album di studio, “Malifesto”, risale al 2021.
La canzone - “Animali notturni”
Un brano, sembra, ritmato e un po’ retrò. Difficile trionfare su un palco che vuole la solita sbobba lacrimevole. Tra i pochi titoli curiosi.
Pregiudizio
Elegante cantante funge da balsamo per i timpani, tra i nepo baby e sconosciuti di dubbio spessore.

Mara Sattei 
maraLa fiumicinese classe 1995 Sara Mattei ha un nome d’arte dislessico, a suo modo geniale. È la sorella maggiore di Thasup, rapper e produttore pazzerello. Partecipa ad “Amici” nel 2013, senza successo, e quasi scompare dai radar finché non si fa produrre dal fratellino, nel 2019. Fatica a decollare, si confonde tra altri frullati pop del periodo.
Con un album solista all’attivo, “Universo” (2022), arriva a Sanremo nel 2023, fermandosi al diciannovesimo posto: troppo classica, troppo pomposa, troppo banale, la sua “Duemilaminuti” suona come se fosse il 2005. Forse per la carenza di idee, ripropone “All The Things She Said” in “Tempo”, inaspettata trap cibernetica e un po’ hyperpop, poi firma un album intero con il fratellino, “Casa Gospel”, autobiografico e un po’ confuso.
Arriva a Sanremo in scia a “Che me ne faccio del tempo”, album fresco di pubblicazione che continua a non chiarire perché nel mucchio scegliere proprio lei.
La canzone - “Le cose che non sai di me”
Nonostante la produzione di Thasup, dovrebbe essere l’ennesima, classica, prevedibile nenia piano-voce-sentimento. Il testo sembra prodotto da una IA.
Pregiudizio
Aspirante popstar, non più in tenera età, tenta la via del camouflage: passa praticamente inosservata, raccogliendo i voti dei melomani dislessici.

Maria Antonietta e Colombre 
mariaantoniettacolombreMaria Antonia Giuseppa Giovanna d'Asburgo-Lorena, nota semplicemente come Maria Antonietta, nata a Vienna nel 1755, sarà contenta di prestare il nome a Letizia Cesarini, cantautrice italiana del 1987. Ha studiato storia dell’arte medievale e teologia, poi ha trovato anche il tempo di fare musica: quando si dice avere le idee chiare. Nel duo Young Wrists è alla voce e alla chitarra. Da solista inizia come Marie Antoinette, in direzione punk e con testi in inglese, poi muta in Maria Antonietta e passa all’italiano. L’album omonimo, del 2012, lo registra e produce Dario Brunori e la presenta come un mix di ispirazioni italiane e internazionali. Continua con “Sassi” (2014), all’insegna di un rock indipendente. Si alleggerisce progressivamente, così “Deluderti”, del 2018, ha un titolo appropriato. Ama da 15 anni Giovanni Imparato detto Colombre, che non deve il suo nome a nessun aristocratico settecentesco ma a Dino Buzzati. Insieme, sono i nuovi Coma_Cose, se vi mancavano.
Nel 2025 hanno anche pubblicato un album a doppia firma, “Luna di miele”, talmente zuccheroso che è sconsigliato da dieci dentisti su dieci.
La canzone - “La felicità e basta”
Il brano sbarazzino, un po’ da ballare, funzionerà soprattutto se c’è alchimia sul palco. Ci toccheranno siparietti, mossette e materiale per i meme. 
Pregiudizio
Cosplayer indie dei Coma_Cose conquistano i cuori teneri sui social: la canzone la ricordi anche se non vorresti.

Michele Bravi 
micheleDalla provincia di Perugia, questo classe 1994 ha vinto “X Factor” nel 2013. Tenta la via del talent show e, sotto la guida di Morgan, trionfa con un pop emotivo, segnato dal suo timbro androgino. La carriera però zoppica, come dimostra la strampalata scelta di pubblicare brani in inglese senza cambiare nome in Michael Good.
Nel 2017 è l’Ariston a rimetterlo sulla mappa con “Il diario degli errori” (doppio platino), brano orchestrale e tristo con cui ottiene il quarto posto. Pubblica album e singoli ma soprattutto sorprende un po’ tutti collaborando con Elodie e Guè per la danzereccia “Nero Bali” (2018; doppio platino).
Torna a Sanremo nel 2022 con “Inverno dei fiori”: pianoforte, orchestrazione, testo drammatico, insomma la solita vecchia ricetta; arriva decimo, e non erano dieci in tutto! Attivo anche nel cinema e in televisione, è escluso dal Sanremo 2025: aveva preparato un brano dedicato ai nonni afflitti dall’Alzheimer, ma d’altronde c’era già Cristicchi.
La canzone - “Prima o poi”
Prevedibilissima, a quanto pare. Pianoforte, amore, orchestra: squadra che perde, però, si dovrebbe cambiare. La svolta trap rimane un sogno.
Pregiudizio
Finiti i nonni da omaggiare, si torna alle emozioni dolenti e al crescendo da pop sanremese. Galleggia in bassa classifica.

Nayt 
naytWilliam Mezzanotte è un classe 1994 nato in Molise e cresciuto a Roma. Non confondetelo per l’ennesimo trapper fatto con lo stampino, perché pratica un pop-rap emotivo con solide basi tradizionali, senza mancare di aggiungere nei testi anche messaggi d’impegno sociale. Inizia hardcore, poi è diventato più poetico, lirico e intimista, senza comunque lasciare da parte un flow veloce e le opportunità di contaminarsi con la trap e il mondo latin.
La maturità  arriva con la coppia di album speculari "Mood" e "Doom" (2021), a tratti psicanalitici. In questo stile prosegue, senza l’ansia di scrivere l’album della vita, anche con i successivi “Habitat” (2023) e “Lettera Q” (2024). Nella sua generazione, è tra i pochi che scrive testi che non maltrattano la lingua italiana.
La canzone - “Prima che”
Una canzone-elenco, che parla di fragilità in modo sincero. Sarà da vedere se regge un palco che premia gli arrangiamenti orchestrali e le voci che frantumano i cristalli (...e non solo).
Pregiudizio
Erroneamente confuso per uno dei tanti, giovane rapper si fa conoscere e apprezzare. Ma meritava di più.

Patty Pravo
pattypravoLa veneziana Nicoletta Strambelli, nata nel 1948, è la veterana di questa edizione. È diventata famosa negli anni Sessanta come “La ragazza del Piper” di Roma. Numerosi i successi del periodo: dalla cover “Ragazzo triste” al successo clamoroso de “La bambola”. Diventa un idolo della sua generazione, bellissima e carismatica, sensuale e misteriosa. Bazzica il cinema, senza successo, e registra un album orchestrale, “Concerto per Patty”, nel 1969. A Sanremo arriva l’anno dopo, in coppia con Little Tony con “La spada nel cuore”: quinta. Diventa una sorta di diva drammatica e tenebrosa, ottenendo ottimi riscontri anche in Francia. In una carriera lunga e articolata, vira occasionalmente sul teatrale (e sul tronfio) ma tenta di tutto, indovinando altri classici della canzone italiana come “Pazza idea” (1973) e “Pensiero stupendo” (1977). Tenta l’heavy-metal, con una cover degli Styx, guadagna una denuncia per turpiloquio, vola negli Stati Uniti e si spoglia su Playboy e su Penthouse; si sposa ma sembra che fosse già sposata. Nel 1984 torna a Sanremo, con look giapponese, vincendo il “Premio della Critica”. Su Canale 5 interpreta canzoni di inizio Novecento affiancata da un mimo giapponese! A Sanremo del 1987 viene accusata di plagio. Inizia i Novanta all’Ariston, ritirandosi alla vigilia.
Rimane immischiata in fatti di droga, persino incarcerata. Parte per la Cina nel 1994, cercando l'ispirazione per gli album del periodo. A Sanremo nel 1995 porta una versione ridotta di una romanza di ventuno minuti: elegantemente, etichetta il pubblico come “beduini”.
Torna due anni dopo e indovina l’ultimo grande successo della carriera, “...e dimmi che non vuoi morire”, scritto da Vasco Rossi; altro “Premio della Critica”, si ferma però all’ottavo posto. Viene celebrata come un monumento vivente della canzone italiana, l’ultima diva. All’Ariston torna nel 2002 (sedicesima), nel 2009 (non arriva in finale), nel 2011 (eliminata), nel 2016 (sesta), nel 2019 (ventunesima). Fioccano, soprattutto negli ultimi due decenni, premi e riconoscimenti, ad aumentarne l’aura di celebrità immarcescibile. Sarà il suo undicesimo Sanremo.
La canzone - “Opera”
Impossibile che possa sorprendere, ormai, anche perché sennò i “beduini” non le faranno nessuna standing ovation. Aspettiamoci un’interpretazione drammatica, teatrale, classica.
Pregiudizio
L’ultima diva riemerge dalle sue stanze per concedersi ai suoi devoti sudditi: come ogni divinità, eterna e immutabile (ma non vincente).

Raf
rafRaffaele Riefoli poteva farsi chiamare Rief e invece ha optato per Raf. Essendo del ‘59, è il secondo più anziano in gara. Nasce a Margherita di Savoia, all’epoca provincia di Foggia ma oggi facente parte del cerbero amministrativo Barletta-Andria-Trani, meglio conosciuto come BAT. Oggi, forse, si sarebbe fatto chiamare BATMan.
La sua carriera, in breve: da BAT va a Firenze, quindi a Londra dove con Ghigo Renzulli (quello, sì) fonda i Cafè Caracas; lava i piatti, tira avanti e torna a Firenze, dove incontra un Re Mida del nostro pop come Giancarlo Bigazzi.
Esplode con l’album in inglese “Self Control” (1983) e soprattutto il famoso singolo italodisco omonimo, di enorme successo, anche internazionale. Scrive la musica del brano che vince Sanremo 1987, “Si può dare di più”, poi con Tozzi canta “Gente di mare” all’Eurovision Song Contest dello stesso anno. Chiude il decennio con un inno come “Cosa resterà degli anni 80”, grande successo, ma le partecipazioni all’Ariston sono deludenti. Il pubblico rimane con lui, tanto che vince il Festivalbar del 1989 e del 1993.
Chiuso il millennio, rinasce con il singolo “Infinito” (2001; triplo platino): è una ballatona romantica che lo propone come autore maturo, contemporaneo. Nel 2015 torna a Sanremo dopo 24 anni: va ancora male, anche a causa di una bronchite. Forma con Tozzi un duo per boomer, quindi scrive un’autobiografia. Dopo quarant’anni, celebra “Self control” con non uno (!) da due tour. Somiglia clamorosamente a Rocco Siffredi
La canzone - “Ora e per sempre”
Un brano classico, senza sorprese, con un testo prevedibile d’amore sconfinato, verrebbe da dire… infinito.
Pregiudizio
Sosia di superdotato interpreta un brano classico, perfetto per i filmini dei matrimoni.

Sal Da Vinci
saldaSalvatore Michael Sorrentino è nato a New York nel 1969, ma è legato indissolubilmente a Napoli e alla sua tradizione. Esordisce con il padre, cantante e attore, ad appena sette anni: quando si dice traumi infantili. Fa esperienza come attore di teatro e cinema.
Il primo album, sorprendentemente (?) di classici partonepei, arriva già nel 1982. Per un disco di inediti si deve aspettare “Sal Da Vinci”, del 1994. Tra le tante, canta per Giovanni Paolo II, un suo brano viene coverizzato con successo in Sudamerica e compone un gospel napoletano ma non si chiama "Oh Happy San Gennaro".
Arriva a Sanremo nel 2009, piazzandosi terzo con “Non riesco a farti innamorare”, non proprio un titolo da donnaiuolo. Fuori dalla circumvesuviana diventa famoso solo nel 2024, quando “Rossetto e caffè” porta Gigi D’Alessio nel synth-pop: è ascoltatissima su Spotify, da qualcuno persino senza ironia. L’ha cantata anche a Sanremo 2025, insieme ai The Kolors. Visto il suo profilo, tra età e carriera, può interpretare il ruolo di Massimo Ranieri.
La canzone in gara - “Per sempre sì”
Un brano sulla politica internazionale? Un rap elettronico sull’identità di genere? O forse una canzone d’amore esagerata fino al kitsch, perfetta per TikTok? La terza che ho detto, chiaramente. Immancabili versi in napoletano. 
Pregiudizio
Napoletano newyorkese votatissimo dal pubblico, tra sinceri e mattacchioni. La critica, invece, lo considera pochino.

Samurai Jay 
samurayIl napoletano Gennaro Amatore, classe 1998, cresce con Linkin Park, Jay-Z e Co’Sang, però ci propone un nauseante misto di trap, pop e reggaeton che ricorda da vicino Fred De Palma e Irama: l’ascolto vale come espiazione dei peccati.
Ha collaborato con molti nomi, più o meno famosi, dell’affollatissima scena pop-rap-trap italiana, ma anche con Gigi D’Alessio, quel simpatico prezzemolino.
Ha all’attivo un album e un paio di Ep, passati fortunatamente inosservati. Il suo brano più ascoltato, “Gang”, deve molto alla collaborazione di Geolier, altrimenti non si spiega. Il secondo, “Halo”, è una sintesi di tutto quello che può andare male dalla fusione di trap e reggaeton, roba che Fedez e J-Ax erano Brian Eno e David Byrne. All’Ariston è in quota carneadi.
La canzone - “Ossessione”
Il temibilissimo pezzo reggaeton, fuori posto all’Ariston ma pronto per la discoteca. Per questo è un posto dove ci si droga.
Pregiudizio
Alla serata di gala arriva la musica dei giovani, cioè quel tum-cha-tum-cha-tum che ci tormenta da un decennio. Zona retrocessione.

Sayf 
sayf_01Uno degli emeriti sconosciuti, almeno per il pubblico della Rai. L’unico senza una pagina Wikipedia. Adam Viacava, genovese italo-tunisino, ha germogliato nella scena di Bresh e Izi: poi uno critica i diserbanti. Non pubblica un album dal 2020, l’anno della più grande pandemia dell’ultimo secolo: coincidenze? Tra quelli che a Sanremo vogliono disperatamente farsi conoscere: pubblica anche un brano con Guè, che se lo pagate probabilmente duetta anche con voi, e ospitando a sua volta nomi illustri nelle sue aspiranti hit.
La canzone in gara - "Tu mi piaci tanto"
Il titolo è degno dei Gazosa, il testo tenta di mettere insieme tante cose in modo facilone. Piacerà ai giovani, famosi per le scelte sbagliate. Non scommetterei su di lui neanche soldi non miei.
Pregiudizio
Sconosciuto cerca di piacerci tanto, mettendo tante cose diverse in un brano tanto simpatico e tanto virale. Forse è troppo.

Serena Brancale 
serenabrancaleQuesta barese classe '89 poteva esplodere già nella partecipazione dell’anno scorso, però il brano non arrivava: troppo ricco per passare in uno show televisivo, eppure era una festa neo-soul mica da ridere, che non meritava il ventiquattresimo posto.
Dopo aver studiato violino, si è diplomata in canto jazz e ha provato la strada di “X Factor” nel 2009, per lei senza sfondo. A Sanremo già nel 2015, come “Nuova Proposta” gentilmente declinata, vede svoltare davvero la carriera, più che con gli album, quando Dropkick_m scrive insieme a lei uno dei brani più pazzi di questo decennio, l’assurdo elettro-barese di “Baccalà” (2024), virale sui social.
Con Alessandra Amoroso ha provato il colpaccio sulla scia del discreto successo della sanremese “Anema e core” con “Serenata”: uno speziato trionfo di Meridione e sagra di paese, solo per coloro che hanno stomaci forti.
La canzone - “Qui con me”
La strategia è quella di Alexia: si presentò con la vivace “Dimmi come” (2002), sfiorando la vittoria, poi vinse con la ballatona struggente “Per dire di no” l'anno successivo. Stavolta la Brancale punta sul vibrante sentimento: meno ritmo e più allunghi e acuti. Dedica la canzone alla madre morta di recente. Dirige l’orchestra sua sorella. È un attacco al cuore ma (speriamo) non sarà una nuova Cristicchi.
Pregiudizio
Se non riesci a farli ballare, puoi sempre farli piangere. E volare verso l’alta classifica.

Tommaso Paradiso 
tommasoparadisoRomano classe 1983, faceva il thegiornalista poi è diventato uno “Space Cowboy”, praticando un cantautorato ottantiano emotivo-nostalgico, imbevuto in un kitsch che attecchisce presso millennial nostalgici, tra Carboni, Vasco e Dalla. L’entusiasmo iniziale, anche del pubblico, si è sgonfiato: il primo singolo solista, “Non avere paura” (2019), ottiene il triplo platino, è seguito da hit di discreto successo, ma dal 2023 si è un po’ bloccato, nonostante gli album “Sensazione stupenda” (2023) e “Casa Paradiso” (2025)... che sia colpa di questi titoli teribbili?
La canzone - "I romantici"
Perfettamente in linea con il personaggio, orientato al passato, allo struggimento, al sentimento. C’è da aspettarsi un brano ammiccante, che lui canterà ammaliando con una barbetta ben curata.
Pregiudizio
Romantico marpione ammalia le signore, gli altri sbadigliano. Trionfa su Radio Italia.

Tredici Pietro 
tredicipPietro Morandi, come Leo Gassmann, non poteva prendere spunto da LDA altrimenti sembrava un magistrato. Il suo primo singolo, “Pizza e fichi” (2018), vi farà rivalutare quella con l’ananas.
Firma tre album di studio e singoli che nessuno ricorda. Nel 2025 il traino di Fabri Fibra, che lo ospita nella hit “Che gusto c’è” lo ha rimesso sul radar. Il suo pop-rap è pronto per piacere alle famiglie, alle mamme, agli anziani senza disturbare nessuno. Più Jovanotti che Noyz Narcos, insomma: ma che sorpresa!
La canzone - “Uomo che cade”
Un brano relazionale sul fallire e riprendersi. Si spera nell’arrangiamento. Lui porterà il viso simile al padre, il cognome del padre, le manone del padre e una canzone che vivrà in streaming.
Pregiudizio
Tredicesimo sarebbe il sogno dei numerologi. Se va bene, un po’ sopra, senza esagerare: Dieci Pietro?

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