Maria Antonietta

Maria Antonietta

2012 (Picicca) | songwriter, alt-pop

La ventiquattrenne Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini da Pesaro, pubblica il proprio esordio sulla lunga distanza in italiano dopo la fine dell'esperienza con gli Young Wrists. La Cesarini aveva già pubblicato alcune cose con il proprio progetto solista, che però si chiamava Marie Antoinette e le cui canzoni erano in inglese. Ora, dopo aver nazionalizzato il moniker e la lingua d'uso, Maria Antonietta sembra voler fare più che mai sul serio, anche solo per essersi fatta produrre artisticamente il disco da un nome importante come Dario Brunori.

Ascoltando queste canzoni vengono in mente, a turno e per alcune caratteristiche ben specifiche, altri progetti italiani che hanno ottenuto un certo successo in questi anni. L'equilibrio tra songwriting e approccio punk è proprio degli Zen Circus; si pensa a Le Luci Della Centrale Elettrica quando si nota lo scarso grado di apertura melodica, il modo di cantare poco ortodosso e il fatto che nei testi si proceda più con un cut up di singole immagini che non raccontando una storia vera e propria; infine, sempre parlando dei testi, lo spiccato realismo e l'attenzione a determinate dinamiche tipiche del mondo giovanile caratterizzano anche la proposta de I Cani, pur se su tematiche decisamente diverse

L'aspetto musicale, quindi, propone canzoni molto dirette e che hanno tutta l'aria di essere state scritte di getto. C'è più voglia di impatto che attenzione alla forma, dal punto di vista sia melodico che dell'intonazione vocale; si cerca, comunque, di non far suonare i brani tutti nello stesso modo e, di conseguenza, alcuni di essi sono prettamente acustici ("Questa è la mia festa", "Maria Maddalena"), mentre in altri è presente un certo grado di elettricità, che fa virare il tutto vuoi verso l'indie pop ("Con gli occhiali da sole", "Quanto eri bello"), vuoi verso il punk puro ("Santa Caterina", "Tu sei la verità non io"). Anche i testi mirano al sodo con una serie di racconti in prima persona di diversi momenti della vita di una ragazza a cui piace bere quando è in compagnia, che ha una fascinazione per diversi personaggi femminili dell'iconografia sacra e che, per quanto riguarda i rapporti con l'altro sesso, troppo spesso casca nel tranello di farsi attirare dagli uomini solo per il loro aspetto fisico, pentendosi poi di aver investito tempo ed energie con chi non se lo meritava.

Non è mai facile trovare argomentazioni oggettive per giudicare un disco che punta così smaccatamente su semplicità e realismo. È il gusto di chi giudica a essere ogni volta sovrano, quindi probabilmente non mancheranno i detrattori e nemmeno le persone particolarmente entusiaste. Secondo il sottoscritto, questo è un esordio convincente. Le canzoni sono scritte bene soprattutto perché è sempre ben centrato il modo in cui gli spunti melodici vengono solo abbozzati e non resi totalmente compiuti: si crea ogni volta una simbiosi con la voce, le immagini evocate e anche la stessa metrica, che rende il risultato finale estremamente fluido e coeso. Nei testi, poi, come dicevamo, c'è il giusto livello di realismo e di corrispondenza con quanto succede davvero nella quotidianità moderna: certo, personalmente può far impressione che una ragazza nata quando già frequentavo la scuola media mostri di aver vissuto più esperienze e problematiche di me e di molte persone della mia età ("ho baciato troppi uomini, conosciuto troppi letti, ma sono ancora bella ed è tutto quello che ho"), ma non è un atteggiamento, è proprio il mondo dei ventenni di oggi a essere così e la Cesarini, raccontandoci la propria vita e i propri ricordi, lo mette a nudo nella sua generalità.

Un intimismo usa e getta di cui ci saremo già dimenticati fra due o tre mesi? Forse, però la sfera di cristallo per stabilire la durata di un'opera non l'hanno ancora inventata e, al momento, se si ascolta questo disco anche sono un paio di volte, la voglia di tornarci sale esponenzialmente a ogni nuovo giro nel lettore. Per adesso, quindi, questo è un esordio che si merita il classico pollice in su.

(07/01/2012)

  • Tracklist
  1. Questa è la mia festa
  2. Con gli occhiali da sole
  3. Estate '93
  4. Quanto eri bello
  5. Saliva
  6. Maria Maddalena
  7. Santa Caterina
  8. Stasera ho da fare
  9. Stanca
  10. Motel
  11. Tu sei la verità non io
  12. Alla felicità e ai locali punk
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