Alias

The Other Side Of The Looking Glass

2002 (Anticon) | abstract hip-hop, experimental hip-hop

C’è stato un periodo, a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, durante il quale Anticon era sinonimo di “avant hip-hop” o “post-hip-hop”. Nel giro di pochi anni, l’etichetta californiana era riuscita a crearsi, grazie a una serie di dischi molto interessanti, un seguito affezionato di appassionati. Tra gli artisti che salirono alla ribalta, uno dei più importanti fu Alias, al secolo Brendon Whitney, un rapper/produttore originario di Hollis, nel Maine, che aveva già militato nei Live Poets insieme a Sole (James Timothy "Tim" Holland Jr.) e nei Deep Puddle Dynamics, di cui faceva parte anche Doseone, altro cavallo di razza della scuderia Anticon. Il suo esordio da solista, l’introspettivo e poetico “The Other Side Of The Looking Glass”, fu pubblicato nel 2002 e, manco a farlo apposta, fu un nuovo centro per l’etichetta.

Dalle atmosfere dilatate e noir di “Begin” all’heavy beat di “Final Act”, il disco mostra, se ancora ve ne fosse bisogno, che l’hip-hop è un vero e proprio buco nero, capace di attrarre dentro di sé i generi più disparati. Così, se in “Jovial Costume” Alias mitraglia le sue parole sostenuto da un cadenzatissimo tappeto drum’n’bass, in “Angel Of Solitude” e “Watching Water” è una malinconica figura di piano a offrire lo sfondo perfetto per racconti di rimpianti, solitaria disperazione e interrogativi irrisolti (“Just give me a picture of the truth so I can hold it near/ and watch the rainfall, syncopated with one lonesome tear”). Con “Dying To Say” e “Arrival”, il livello della sperimentazione sale ancora, tra miraggi tribal-ambient e trascendenze in-dub, le stesse che ritroveremo anche in “Opus Ashamed” (con l’inconfondibile flow di Doseone a mostrare la via) e in “Slow Motion People”, in cui la voce di Alias s’espande in psichedelica invocazione.

Una sezione d’archi che suona musica tradizionale cinese s’ascolta, invece, nelle retrovie di “Getting By (Part 2)”, le cui fughe “verticali” evocano, in modo elusivo, lo spirito dei cLOUUDEAD. Prima di piombare in un incubo post-industrial/post-trip-hop, “Black Tea” galleggia in un limbo glitch. "Inspirations Passing" sceglie invece un taglio lo-fi per declinare un jazz-hop notturno, mentre “Pill Hiding” fa leva su un beat roccioso e su inquietudini cosmiche.
Dopo aver registrato molti altri dischi di livello altalenante, Alias saluterà questo pianeta alla fine di marzo del 2018, colpito da un attacco di cuore. Stava per compiere quarantadue anni.

(03/10/2020)

  • Tracklist
  1. Begin
  2. Jovial Costume
  3. Angel of Solitude
  4. Dying to Stay
  5. Getting By (Version 2)
  6. Arrival
  7. Watching Water
  8. Opus Ashamed
  9. Black Tea
  10. Inspirations Passing
  11. Pill Hiding
  12. Slow Motion People
  13. Final Act
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