Se il precedente “Mookondi” si limitava a lambire solamente la musica brasiliana, citandola quale una delle molteplici influenze (soprattutto dal lato del ritmo), il nuovo lavoro dei Mice Parade – sigla che sta per Adam Pierce, ex-batterista del Dylan Group – la rende elemento portante. Tutto il disco infatti sfrutta una e una sola intuizione di base: suonare post-rock, versante Tortoise, dal punto di vista espressivo – e talvolta sfruttandone i mezzi: percussioni, ma soprattutto arpeggi e trame di chitarra – dei musicisti tradizionali brasiliani. Ciò che ne esce fuori è “Obrigado Saudade”, ovvero undici tracce nostalgiche, malinconiche, intense, luccicanti e autocompiacenti.
In esse Pierce dimostra una delicatezza di tocco assolutamente non comune e un’ottima vena (come autore, come arrangiatore e come produttore) grazie alle quali, con cura e maestria, vengono cesellati parecchi momenti di purezza. A cominciare dallo splendido arpeggio che regge “Two, Three, Fall”, il brano di apertura, che si avvale anche di una dolce melodia dream, passando poi attraverso i luccichii delle tastiere di “Focus on the Roller Coaster” – il singolo del disco – che può contare su un ritornello da perfetta pop-song, raggiungendo il culmine nello strumentale “Milton Road” con un’epica distorsione degna dei My Bloody Valentine di “Loveless”.
Ma i risultati sono molto buoni anche quando ci si attiene più pedissequamente agli elementi di partenza: lo confermano la lunga digressione post di “Mystery Brethren”, mai banale e “And Still It Sits in Front of You” l’episodio più legato alla tradizione brasiliana, che rappresenta anche il picco di emotività del disco. Ed è proprio la capacità di evocare stati d’animo e immagini (su una sedia, a testa china a guardare la sabbia e a sentire il mare) che colpiscono l’ascoltatore dritto al cuore sempre e comunque, anche nei momenti in cui ci si crogiola in code un po’ troppo lunghe, a far di questo “Obrigado Saudade” un disco da avere. E ascoltare, ascoltare, ascoltare.
12/12/2006