To Rococo Rot

Hotel Morgen

2004 (Domino) | elettronica

Se non conoscete questo gruppo berlinese dal nome palindromo, dovete assolutamente rimediare. Parliamo di una formazione che dal 1995 a oggi è stata accostata:
a) al post-rock (parliamo di paragoni con gente come Tortoise e Trans Am);
b) all'IDM (Intelligent Dance Music);
c) alla minimal techno;
d) a illustri colleghi tedeschi quali Neu! e Can (dulcis in fundo).
Persone eclettiche insomma, i fratelli Lippok (Ronald è anche parte integrante dei validi Tarwater) e il loro bassista Stefan Schneider. Ma parliamo del nuovo lavoro: "Hotel Morgen".

Se già da qualche anno i To Rococo Rot (d'ora in poi amichevolmente "Rococo") davano segni di inclinazioni electropop, seppure sempre votate al minimalismo e a un'elettronica più concettuale che emozionale ("The Amateur View" del 1999 e "Music Is A Hungry Ghost" del 2001, cioè gli album pubblicati per la Mute Records), "Hotel Morgen" vuole riuscire in un piccolo miracolo: creare un'elettronica melodiosa (usano con disinvoltura tastiere, acustiche e synth) tale da essere alla portata di qualsiasi orecchio, e contemporaneamente comporre suoni di ottima qualità (cosa non del tutto scontata), trovare momenti di elegante originalità (per dirne uno, le scivolate sintetiche di "Ovo") e, soprattutto, modellare i brani con un tocco molto personale, ormai quasi riconoscibile.

Ma la miglior qualità dei Rococo è sicuramente la loro capacità di porsi in un punto alto a sufficienza da poter abbracciare un vasto panorama della musica contemporanea: in "Hotel Morgen" si lanciano in incursioni nella techno, nell'elettro-funk, minimal house, lounge, e morbido electropop personalizzandoli in modo essenziale ed efficace come solo chi ha gran gusto nella musica elettronica sa fare.

Basta cominciare da "Dahlem", la traccia 1, per pregustare le proposte dell'"Hotel Morgen" menù: si tratta di un swing vagamente funky su cui piove una melodia minimale, splendidamente acida. Qualche ascoltatore di vecchia data si chiederà che fine hanno fatto le influenze kraut e compagnia bella, e io lo devo deludere. Non ci sono. Ci sono solo 14 perfetti siparietti che spaziano in maniera maniacale da una sorta di funky-house ("Miss You") a connubi techno-acustica ("Bologna") a sperimentazioni liquide e glitchate ("Ovo"), a lounge acustico condito con ritmiche samba ("Sol"), o addirittura a giochi di forze elettriche che ruggiscono dal basso, stile Matmos, ma imprevedibilmente colorate di pop music ("Feld").

Devo continuare?
E' evidente, i Rococo hanno gusto da vendere e una visione universale dell'elettronica che è un toccasana per le orecchie, ma, è il caso di precisarlo, non sono mai stati dei geni. "Hotel Morgen" non è un capolavoro di innovatività e forse nel complesso rimane un disco un po' timido, nonostante le seducenti movenze electropop. O forse, più semplicemente, i Rococo non ambiscono affatto a diventare i nuovi genietti del laptop, ma hanno semplicemente voluto cesellare in un album i loro cocktail più riusciti, abbandonando (definitivamente?) un modo di comporre elettronica puramente cerebrale (che in effetti di recente mostra segni di stanchezza) per un suono più caldo e più spontaneo, senza peraltro rinunciare al loro perfezionismo fluido tutto tedesco. Ci sono riusciti decisamente bene.

(12/12/2006)

  • Tracklist

1. Dahlem
2. Cosimo
3. Tal
4. Feld
5. Portrait Song
6. Sol
7. Plong
8. Miss You
9. Basic
10. Venus
11. Non Song
12. Ovo
13. Bologna
14. Opak

To Rococo Rot su OndaRock
Recensioni

TO ROCOCO ROT

Instrument

(2014 - City Slang)
A 4 anni da "Speculation", tornano i fratelli Lippok e Stefan Schneider, fra post-rock ed electro

TO ROCOCO ROT

Speculation

(2010 - Domino Records)
Il trio berlinese sforna un nuovo gioiellino ipermoderno di suoni metropolitani

Live Report
To Rococo Rot on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.