Neu!

Neu!

Il motore del kraut-rock

di Claudio Fabretti e Claudio Lancia

Fra scansioni motorik e geniali remixaggi, unendo avanguardismo e melodia, i tedeschi Neu! nella prima metà degli anni Settanta hanno contribuito a tracciare la strada per i successivi decenni di sperimentazioni su rock ed elettronica. Ripercorriamo il cammino di una delle band cardine del movimento kraut-rock

Duo formato nel 1971 a Düsseldorf da musicisti provenienti dal giro dei Kraftwerk, il polistrumentista Michael Rother e il batterista Klaus Dinger, i Neu! in pochi anni di attività hanno concretizzato ardite sperimentazioni poste al crocevia fra psichedelia, progressive, art rock, proto-punk, ambient e musica elettronica, andando a costiuire - proprio assieme ai Kraftwerk, oltre che a Can, Amon Duul e Faust - il nucleo fondante di quel rinascimento musicale tedesco che negli anni Settanta venne battezzato con il termine kraut-rock, destinato a influenzare profondamente new wave, synth-pop e post-rock.
Politicamente e socialmente impegnata, la generazione kraut-rock sboccia immersa nell'utopia hippie e comunitaria post-'68, ma risente anche delle tensioni presenti in una Germania spaccata in due dalla Guerra Fredda e dell'alienazione tipica della società post-industriale. Un movimento che, partendo dall'eredità dei primi Pink Floyd e dei Velvet Underground, si prefissa di approfondire un inedito concetto di musica rock, legato in maniera forte alla lezione di maestri d'avanguardia come Karlheinz Stockhausen e Joseph Beuys. In particolare i Neu! furono i pionieri del così detto "motorik beat", un ritmo circolare basato sulla ripetizione, sviluppato in 4/4, comunemente associato ai lavori di area kraut. 

Il primo album omonimo, Neu! (1972), prodotto come i successivi da Conny Plank, ingegnere del suono che legherà in maniera indissolubile il proprio nome alla nuova scena tedesca, si presenta cone un ammasso caotico e deflagrante di musica lo-fi, melodie minimaliste e ritmi ossessivi, realizzato in sole quattro notti e frutto in larga parte di improvvisazioni free-form. L'andamento ciclico della batteria si sposa con percussioni ipnotiche nei dieci minuti di "Hallogallo", vero e proprio manifesto programmatico del gruppo, nonchè nucleo centrale del disco, assieme alla placida "Weissense", che intreccia melodici accordi di chitarra, e alla più disturbata "Negativland" - altro vertice assoluto dell'intera discografia dei Neu! - nella quale il tappeto formato da basso e batteria viene lacerato dal suono di una chitarra distorta.
Gli esperimenti rumoristi, da colonna sonora orrorifica, tormentano lo sviluppo della bizzarra "Sonderangebot", avvicinandosi a certa psichedelia allucinata dei primi Pink Floyd, la meditativa "Im Gluck" si approssima ai territori ambient, mentre "Lieber Honig", unica traccia arricchita da armonie vocali, mostra la medesima atmosfera malsana presente in certe canzoni dei Velvet Underground, sprofondando in elaborazioni figlie di John Cage. Neu! vendette all'epoca appena trentamila copie, ma nel tempo è stato considerato un capolavoro irrinunciabile, persino da molti musicisti di grande fama che hanno ammesso di essersi ispirati a quel lavoro.

I due tornano in studio nel 1973 per Neu! 2, ma il budget ridotto al lumicino e i tempi ristretti rendono possibile il completamente della sola prima facciata. Per terminare il resto, allungano il brodo ripresentando due brani pubblicati qualche settimana prima, passati completamente inosservati, "Neueschnee" e "Super", manipolati a varie velocità per tutta la durata del secondo lato. Spiazzante e rivoluzionario, il risultato è da molti considerato come il primo eperimento di (inconsapevole?) "remixing" compiuto in ambito rock, anche se per alcuni detrattori si tratta di una mezza truffa messa a punto dai Neu! per raggiungere un minutaggio accettabile dalla casa discografica.
Sul Lato A trova comunque posto almeno un altro caposaldo del loro sound, "Für Immer", con quell'inarrestabile ritmo motorik che lo rende il fratellino minore di "Hallogallo". Un incessante batteria caratterizza anche "Spitzenqualitat", mentre "Gedenkminute (Für A + K)", con le sue angoscianti campane a morto da ambient isolazionista, esplora territori più oscuri. "Lila Engel" è una splendida e delirante litania che per la prima volta avvia il duo verso inediti sentieri proto-punk.

Frustrati dall'impossibilità di proporre il proprio materiale live, e vittime di rapporti interpersonali non sempre facili, subito dopo la pubblicazione del secondo album i Neu! sono già sul punto di sciogliersi. Rother si unisce a Dieter Moebius e Joachim Roedelius dei Cluster per dare vita agli Harmonia, con i quali realizzarà due album nel biennio 1974-1975.

Il tandem si riunisce per incidere Neu! 75, lavoro che in realtà assume le sembianze di due mezzi dischi solisti. Il primo lato, architettato da Rother, si avvicina alla ambient music di Brian Eno, arrivando con "Seeland" ad anticipare in qualche modo il versante più tenue del Balearic Sound.
Il secondo lato, di pertinenza di Dinger, suonato assieme al fratello Thomas e al batterista Hans Lampe, conduce invece in maniera inattesa il suono dei Neu! verso il proto-punk, soprattutto in occasione di "Hero" e "After Eight", che - pesantemente caricate da chitarre distorte - diverranno di fondamentale importanza per la nascente scena punk-rock britannica.

Terminate le registrazioni il duo torna a dividersi nuovamente: Rother intraprende la carriera solista e Dinger trova una nuova casa nel progetto La Düsseldorf, condiviso proprio con il fratello Thomas e con Hans Lampe. Con i La Düsseldorf, Dinger registrterà tre album di un certo successo: La Düsseldorf (1976), Viva (1978) e Individuellos (1981). 


Alla metà degli anni Ottanta i Neu! tenteranno un'ultima esperienza insieme, ma le sessioni d'incisione di Neu! 4, lasciate in sospeso per insanabili divergenze sul mix finale, saranno trasformate in album solo nel 1996, su iniziativa del solo Dinger, senza il consenso di Rother. Soltanto dopo la scomparsa di Dinger, avvenuta nel marzo del 2008 a causa di un'insufficienza cardiaca, Rother riprenderà in mano quel materiale per tirarne fuori la versione a suo modo definitiva, Neu! '86, pubblicato dalla Grönland nel 2010.
Si tratta di un'opera minore, che trova i momenti più a fuoco lì dove cerca di rinverdire i fasti di un tempo, come nelle cavalcate motorik "Drive", "Wave Mother" ed "Euphoria", che mai si posizionano ai medesimi livelli delle composizioni realizzate negli anni Settanta. meno a fuovo quando si tentano nuove strade, adottando suoni ballabili e plasticosi, tipici del periodo, o addirittura inserendo improbabili rimandi etnici, come accade in "La Bomba".

A settembre del 2022, per celebrare i cinquant'anni trascorsi dall’avvio dell’esperienza artistica dei Neu!, vien pubblicato 50, un box set contenente l'opera omnia del duo, all'intenro del quale viene inserito anche un album tributo inciso per l’occasione, con dieci tracce sulle quali sono intervenuti alcuni musicisti contemporanei di primissimo livello.
National innestano il ritmo motorik dentro “Im Gluck”, i Mogwai si trovano perfettamente a proprio agio fra le spire di “Super”, gli Idles puntano su una revisione di “Negativland”, Fink sul restyling dell’acquatica “Weissensee”, Stephen Morris e Gabe Gurnsay trasmutano “Hallogallo” accompagnandola in un club berlinese, Yann Tiersen aggiunge scorie ambient a “Lieber Honig”. Coinvolti nelle operazioni di remixing e reworking anche Alexis Taylor degli Hot ChipMan ManGuerilla Toss e They Hate Change.

In perenne conflitto tra rumore e silenzio, caos e quiete, unità e frammentazione, l'opera dei Neu! lascerà un segno profondo su una variegata compagine di musicisti, da David Bowie ai Sonic Youth, dai Pere Ubu a Julian Cope, dai Mouse on Mars agli Stereolab, fino ai Wilco dell'imprendibile "Spiders (Kidsmoke)", e ancora oltre, nel nuovo millennio, in progetti di successo nel sottobosco indipendente, come quello dei Cavern Of Anti-Matter. Proprio gli Stereolab nel 1993 pubblicheranno "Jenny Ondionline", una personale rivisitazione di "Hallogallo", dal primo album del duo di Düsseldorf.

I Neu! hanno mostrato un'impressionante capacità di influenzare le generazioni successive. Ma Rother si schermisce: "Quando realizzavamo i nostri dischi non pensavamo mai al futuro. Ho sempre vissuto con la mente rivolta solo al presente. Credo che non sia utile spendere troppo tempo a porsi il problema di come saremo trattati nei libri di storia". Ma un posto in quei libri i Neu! l'hanno senz'altro conquistato, grazie alla qualità rivoluzionaria della loro musica, e all'avveniristica visione di due fra le più grandi personalità musicali tedeche del Novecento.

Neu!

Il motore del kraut-rock

di Claudio Fabretti e Claudio Lancia

Fra scansioni motorik e geniali remixaggi, unendo avanguardismo e melodia, i tedeschi Neu! nella prima metà degli anni Settanta hanno contribuito a tracciare la strada per i successivi decenni di sperimentazioni su rock ed elettronica. Ripercorriamo il cammino di una delle band cardine del movimento kraut-rock
Neu!
Discografia
Neu! (Astralwerks, 1972)

9

Neu! 2 (Astralwerks, 1973)

8,5

Neu! 75 (Astralwerks, 1975)

7

 Neu! '72 Live In Düsseldorf (Captain Trip, 1996) 6
 Neu! 4 (Captain Trip, 1996)

6,5

 Neu! '86 (Grönland, 2010)

6,5

 50! (box set, Grönland, 2022) 8,5
pietra miliare di OndaRock
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Recensioni

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