Alkaline Trio

Crimson

2005 (Vagrant) | pop-punk

Gli Alkaline Trio sono un terzetto di Chicago capitanato dal cantante e chitarrista Matt Skiba. Attivi dal '98, propongono un pop-punk dalle tinte emo-core. Con "Crimson", il loro quinto album, non fanno altro che commercializzare la loro formula, cercando un suono diretto e che possa arrivare a un pubblico il più vasto possibile, magari sperando di cavalcare il successo commerciale di "American Idiot" dei Green Day.

L'apripista "Time to Waste" chiarisce le coordinate della band: qualche nota di piano ad aprire il pezzo, prima di lasciare il posto a una tirata schitarrata (leggermente memore dei Muse) e a un ritornello particolarmente neutro e insignificante. Un brano davvero mediocre, che fa capire che sia l'appeal presso il pubblico che la qualità in sé sono inferiori rispetto a tutti i loro nuovi padri putativi. La veloce "The Poison", galoppata di batteria e riff leggermente acido, scavezzacollo e leggera, risolleva non poco dal primo impatto. Ma è un'illusione: "Burn", ballata rock, innocua chitarra funky elettrificata sullo sfondo, è Aor di basso livello sul genere Staind; "Mercy Me" fa il verso alla "Do You Wanna Dance" versione Ramones, ma è pallida scopiazzata. Ancora un po' di panacea la portano invece "Dethbed", il miglior riff, tinte wave, stacchi di batteria, melodia degna e "Settle for Satin", che sfrutta uno spunto epico di chitarra elettrica.

Nella seconda metà le cose non cambiano. Anzi, peggiorano un po', dato che troviamo per lo più  riempitivi e diminuiscono gli episodi salvabili. "Sadie" e "Prevent This Tragedy" cercano di giocarsi la carta emozionale, accorate, violini e stacchi di synth, gonfi di retorica e tronfi, seppur non crogiolati fino all'eccesso. "Fall Victim" è pop-punk della risma dei Blink182 ma si sogna la freschezza del trio di "What's My Age Again?"; "I Was a Prayer" indovina invece il ritmo, ma è come plaudere a dei Franz Ferdinand minori. "Back to Hell" indurisce la forma volendo suonare quasi hard-rock (o meglio pop-hard-rock), ma non incide minimamente, mentre fa meglio la lenta e rilassata conclusione di "Smoke", forse il pezzo migliore di questa seconda tranche.

La cifra sostanziale di "Crimson" è l'assenza d'interesse. Ascoltare l'intero disco di fila dà l'impressione di sprecar tempo a far qualcosa di inutile, non riuscendovi a trovare né una qualsiasi sorta di spunto, né un minimo di coinvolgimento.

(01/09/2013)

  • Tracklist
  1. Time to Waste
  2. The Poison
  3. Burn
  4. Mercy Me
  5. Dethbed
  6. Settle for Satin
  7. Sadie
  8. Fall Victim
  9. I Was a Prayer
  10. Prevent This Tragedy
  11. Back to Hell
  12. Your Neck
  13. Smoke
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