Jackson And His Computer Band

Smash

2005 (Warp) | elettronica

Ammettiamolo: con un nome così si parte già avvantaggiati. Come si fa a non voler bene a qualcuno che si presenta con la sua orchestra di computer? I cuori di silicio si spezzano inevitabilmente di fronte a tanto romanticismo sintetico, evocato anche da una copertina curiosamente vicina all'immaginario del Maximilian Hecker di "Rose".
Ma chi è questo illustre sconosciuto? Jackson Fourgeaud viene da Parigi e ha ventisei anni. Ovvio che divenisse il cocco della Francia elettronica, come di fatto è avvenuto: un francese pubblicato da Warp all'esordio è qualcosa di cui ci si può vantare. Quasi scontata anche la copertina su Trax, la più nota rivista di elettronica e musica indie d'oltralpe. Al di là dei grandi clamori patri, bisogna comunque dire che il suo è un successo meritato. E ha un bel dire la Warp, nelle sue note ufficiali, che il ragazzo, nel momento della sua adolescenza, si distanzia dalla tipica produzione French touch della seconda metà degli anni Novanta. In realtà, quello che troviamo in "Smash" è un musicista che sembra cresciuto immerso fino al collo nel suono parigino: per i campioni utilizzati, per alcune scelte ritmiche, per la capacità evocativa dei suoi brani.

Certo non c'è solo questo, anzi. La caratteristica peculiare di Jackson, infatti, è soprattutto la mole di ispiratori che influenzano la sua musica. Restando attualissimo, infatti, il nostro confeziona mirabili compendi di storia dell'elettronica frullati in tre minuti di canzone.
"Teen Beat Ocean" (una lezione per i Goldfrapp) e "Headache", ad esempio, recuperano il suono del vecchio AFX imbastardendolo con tutti gli elementi a disposizione: schegge vocali, microloop, colate di sintetizzatori spaziali, handclapping, beat destrutturati, flipper. "TV Dogs (Cathodica's Letter)", che vede l'intervento di Mike Ladd, potrebbe essere la colonna sonora di un cartone animato che parla di fantasmi, mentre guizza qua e là, scherzosa come un Mike Paradinas (µ-Ziq) in vacanza. In "Radio Caca", che in francese significa esattamente quello che immaginate, si recupera addirittura il 303: da quanto tempo non lo ascoltavate su un brano così poco danzereccio?

Ancora, però, non abbiamo ben spiegato quale forma assume l'impasto sonoro. Poniamo rimedio dicendo che Jackson riprende la frammentazione "melodica" nello stile di Prefuse 73. Si potrebbe azzardare che dischi come questo stanno già dimostrando il crescente status di Scott Herren e la sua avvenuta scalata fra i grandi, quelli di cui ci si ricorderà per tempi molto lunghi. Ma non è di lui che dobbiamo parlare ora. Anche perché Jackson ha tutte le caratteristiche per essere trattato a sé, e soprattutto perché neanche Prefuse basta per spiegare tutto quello che c'è nella musica del ragazzo. Con il suo modo di comporre/suonare, infatti, si avvicina ad altri nomi nuovi della scena elettronica francese quali i dDamage, autori lo scorso anno del bel "Radio Ape", ai quali la ritmica squadrata di "Arpeggio" si avvicina molto. Se questi ultimi, però, flirtano volentieri con il nuovo hip-hop, Jackson è più interessato al mondo dei club, e alla "vecchia" elettronica, specie quella del paese natale.

Ascoltandolo, in ogni caso, potreste anche dire che Jackson ha trovato per strada il campionatore di Etienne De Crécy e sia andato a spararci ai topi. Prendiamo come prova i primi due brani, due piccoli capolavori che mettono in campo proprio il suo lato più legato al suono della Parigi dell'ultimo decennio. "Utopia": sminuzzatissimi campioni french si svolgono sul sinuoso tema di sintetizzatore fino all'epifania del canto, purissimo, straordinariamente age of Aquarius, che declama "Have you really tought about Utopia?" per poi tornare nella sua oscurità. "Rock On": un campione soul avanza su cadenze alla De Crécy, scansioni quasi ballabili e continue metamorfosi. L'intermezzo "Moto" deve tanto all'immaginario di Philippe Zdar e Boom Bass, meglio conosciuti come Cassius. "Fast Life", il brano più canzone di tutti, vanta quella voce calda, nera e sensuale che caratterizzava la vecchia house di Chicago prima e i produttori francesi poi.

Per una definitiva collocazione nell'attuale panorama musicale, o per scoprire i riferimenti espliciti, basta leggere i ringraziamenti, come quasi nove anni fa accadeva con "Homework" dei Daft Punk. C'è Quentin Dupieux, noto ai più come Mr. Oizo, una delle eminenze grigie dell'attuale scena francese: qui mixa un paio di brani. E fra gli altri troviamo Ellen Allien, Tiga, Double U e Benjamin Diamond. Vi bastano?
  • Tracklist
  1. Utopia
  2. Rock On
  3. Arpeggio
  4. Minidoux
  5. Oh Boy
  6. TV Dogs (Cathodica's Letter)
  7. Hard Tits
  8. Teen Beat Ocean
  9. Promo
  10. Tropical Metal
  11. Headache
  12. Moto
  13. Fast Life
  14. Radio Caca
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