Supergrass

Road To Rouen

2005 (Emi) | pop

Quinto album di studio, in concomitanza col decennale dell'esordio "I Should Coco", "Road To Rouen" (diciamolo subito e togliamoci il pensiero) è il disco della maturità dei Supergrass.
Il terzetto inglese capitanato da Gaz Coombes, sinora - per chi non lo sapesse - dedito a un britpop corrivo e contagioso, che aveva permesso alla band di ritagliarsi uno spazio proprio e alquanto personale, decide di indossare lo smoking e prendere una strada più sobria e pacata.
Emblematica la copertina: per la prima volta le facce della band cedono il posto all'autostrada illuminata che porta a Rouen. Un viaggio, un cambiamento. Un atto, forse, dovuto, dopo tanti anni di carriera.

Ciò che importa (e diciamo subito anche questo) è che il passo può dirsi, anche qualitativamente, compiuto con precisione chirurgica. Per diventare più grandi, i Supergrass innestano qualche pizzico di America fra le loro pulsioni tipicamente british: è il caso di "Tales of Endurance (parts 4,5 & 6)", brano di partenza per Rouen, che attacca come cavalcata strumentale per chitarra, immersa in atmosfera western e sbattuta da contrappunti country, prima che i fiati la conducano tra le corde vocali di Coombes e, soprattutto, prima che un graffio di chitarra rock imbastardisca l'aria.
Il viaggio verso la maturità non può, però, non passare per qualche ballata classica, rilassata e toccante.
Il singolo, la dolce "St. Petersburg", è infatti una sonata per piano e chitarra, con tocco di violini, coretti in arrangiamento e corpo centrale strumentale affidato a una tastiera.
"Sad Girl" riesce anche a far meglio, con piano e tastiere sia sostegno che arrangiamento, una geniale intuizione melodica a stralciare il pezzo e Coombes a sfruttare a pieno la sua bellissima voce.

Anche i pezzi più graffianti appaiono più controllati e plasmati per il nuovo suono (con buoni risultati).
La title track gioca sul contrasto tra riff incisivo di chitarra elettrica e strimpellio di chitarra acustica, tra fermate e ripartenze, contribuendo a dare quel senso di mobilità alla musica che permea tutto il disco.
"Kick in the Teeth", invece, regala un arpeggio armonico accompagnato da un tamburello a ritmo di camminata, mordendo con un inciso più tirato.
Per il finale, si ritorna su coordinate più tenui con il piano e la melodia eterea, con guizzi di anni Settanta, di "Low C" e con il morbido bozzetto di "Fin".
A coniugare le due anime ci prova "Roxy", lungo percorso dall'andamento sostenuto e melodioso che convoglia in gran finale orchestrale. In verità qui i Supergrass si lasciano prendere troppo la mano: molto meglio la parentesi scherzosa di "Coffee in the Pot", dalle suggestioni surf (chitarra) e tex-mex (percussioni), che procede a colpi di "hey".

Peccati veniali a parte, la maturità dei Supergrass porta dunque buoni frutti.
"Road To Rouen" non è un disco innovativo o un disco meraviglioso: è, molto più semplicemente, un disco estremamente piacevole, positivo e di compagnia, forse troppo breve, ma capace di farsi apprezzare sia se tenuto in sottofondo, sia se gli si riservano ascolti più attenti.
Nulla di nuovo sotto il sole, direte, ma stoffa e buone canzoni: in quantità tale da guadagnarsi non solo l'approvazione di chi scrive, ma anche un po' di larghezza in sede di voto.

(09/03/2010)

  • Tracklist
  1. Tales of Endurance (parts 4,5 & 6)
  2. St. Petersburg
  3. Sad Girl
  4. Roxy Coffee
  5. In the Pot
  6. Road to Rouen
  7. Kick in the Teeth
  8. Low C
  9. Fin
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